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Il nuovo centro Sicilia Fiera. Agen: “Lo paragono al Lingotto di Torino”

Dalla riconversione della ex Costanzo, tra Catania e Misterbianco, può nascere "una nuova epoca che ridà vita al territorio". Lo afferma Pietro Agen, presidente di Confcommercio Catania e della Camera di Commercio del Sud-Est

“Questa operazione di riconversione di un grande insediamento industriale la paragono a quella fatta con l’ex stabilimento Fiat del Lingotto a Torino”. Lo afferma Piero Agen, presidente di Confcommercio Catania nonché presidente della Camera di Commercio del Sud-Est. Il riferimento è a Sicilia Fiera, il nuovo polo fieristico in corso di realizzazione nei locali della ex industria Fratelli Costanzo, nell’area commerciale di Misterbianco, e la cui inaugurazione come anticipato ieri in diretta da Davide Lenarduzzi, direttore generale della nuova Spa, è prevista a settembre 2022. Agen non nasconde l’entusiasmo per questa novità, una struttura “che risponde alle caratteristiche che avevamo in mente, non solo come Confcommercio ma come gruppo di interesse, oltre venti, che in Sicilia si occupano del settore”. Sull’ipotesi di partecipare come Confcommercio all’operazione, Agen è del resto più che possibilista: “Nonostante la nostra base di operatori si debba ancora esprimere, personalmente sono orientato in questa direzione”.

Un’opera privata che anticipa e supera i progetti pubblici

Del resto sono anni che a Catania, e in Sicilia più in generale, si parla di un nuovo grande centro in grado di ospitare le grandi fiere “B2B”. Un problema che la stessa Camera di Commercio guidata da Agen ha cercato di affrontare con varie ipotesi. La prima, quella di utilizzare gli spazi a Bicocca adiacenti al Maas, illustrata da Agen proprio a FocuSicilia nell’estate del 2019, “era già archiviata da tempo, l’ultimo orientamento, su cui eravamo in una fase abbastanza avanzata, era quello di abbattere delle strutture esistenti e costruire un nuovo edificio in via Vespucci, accanto all’ex mercato ortofrutticolo di Catania a San Giuseppe La Rena, dove c’è ora l’hub vaccinale”. Ipotesi superata oggi da una iniziativa che “anche se privata, risponde a una esigenza del territorio. Noi come Camera di Commercio l’avremmo comunque fatto per rispondere alla richiesta del settore. E credo che da settembre si possa costruire lì un grande polo di sviluppo, con in futuro anche uno spazio dedicato all’imprenditoria giovanile”, afferma Agen.

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Contatti con la proprietà già un anno fa

La notizia del nuovo grande centro fieristico non arriva naturalmente nuova al presidente di Confcommercio. “Avevamo già avuto un contatto col gruppo a capo del nuovo centro (Fin Consorzio, ndr), già un anno fa. In un primo tempo i locali presentati secondo noi non avevano le caratteristiche adatte. Recentemente con l’arrivo di Lenarduzzi, esperto in materia, ci è stata proposta la nuova struttura, che ho visitato e di cui ho parlato a lungo anche col sindaco di Misterbianco, e che risponde perfettamente alle esigenze”.

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“Punto di forza la mancanza di ostacoli nell’area centrale”

In Sicilia del resto non ci sono, secondo Agen, strutture simili, sia per posizionamento, ovvero vicino al centro sia di Catania che di Misterbianco, che per collegamenti stradali e autostradali. Senza dimenticare la presenza di una fermata della metropolitana. Quello che però fa la differenza sono soprattutto le caratteristiche tecniche dei grandi capannoni dove un tempo si realizzavano prefabbricati edili da utilizzare nella realizzazione di grandi opere pubbliche, il primo dei quali da 15 mila metri quadrati è in corso di ristrutturazione per l’inaugurazione di settembre. “Il punto di forza è la mancanza di eccessivi impegni e ostacoli nella parte centrale, la fiera non deve essere una cosa statica e lì c’è davvero modo di sviluppare e adattare gli spazi”.

L’ipotesi di un rilancio per Misterbianco “come Torino”

Le caratteristiche per un successo dell’operazione sembrano quindi esserci tutte, tanto che Agen prevede che per il futuro “possa nascere una Misterbianco 2.0, esattamente come quella che ebbe successo trent’anni fa con il polo commerciale. Io l’ho paragonato al Lingotto di Torino, che ha cessato di essere una grande fabbrica ridando vita a una struttura che ha segnato un’epoca. E oggi ne può segnare un’altra non occupando nuovo suolo”, conclude.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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