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Il pane siciliano della Valle del Dittaino protagonista al Marca di Bologna

La cooperativa che produce da grani siciliani il Pandittaino parteciperà i prossimi 12 e 13 aprile all’evento fieristico internazionale Marca di Bologna. E, pur non essendo colpita da crisi di approvvigionamento di materie prime, l'azienda soffre per costi aumentati dell'energia

La cooperativa Valle del Dittaino parteciperà i prossimi 12 e 13 aprile all’evento fieristico internazionale Marca di Bologna, l’unica fiera italiana dedicata ai prodotti dell’eccellenza italiana a marchio del distributore. Presente al Padiglione 26, Stand B87 con i prodotti a marchio Pandittaino, la cooperativa di Assoro in provincia di Enna, farà conoscere oltre alla vasta gamma, due novità: la muffoletta di grano duro con elevata shelf life di filiera tracciata siciliana ed i panini proteici di cereali e legumi siciliani.

Cooperativa nata 45 anni fa

Con il grano duro siciliano, materia prima di eccellenza, la cooperativa Valle del Dittaino ha costruito la sua storia lunga 45 anni, diventando oggi leader nel settore della panificazione con grano di filiera. E accanto al prodotto di punta, la pagnotta DOP di grano duro siciliano, ai maxi burger e hotdog, ai prodotti da colazione e i panini al latte, il management ha lavorato negli anni ad importanti investimenti che hanno portato nel pieno della pandemia, a realizzare anche la prima filiera di grano tenero siciliano. Al fianco cioè della storica produzione di pane di grano duro, la cooperativa ha prodotto e trasformato anche un grano tenero certificato di filiera ISO 22005. Nello stabilimento ci sono oggi due distinti mulini che trasformano il frumento tenero in farina e quello duro in semola rimacinata.

Raccolto record da 6 mila tonnellate

Un’annata 2021-2022 molto interessante, a cominciare dall’abbondante raccolto della passata stagione estiva che ha superato le 6 mila tonnellate di grano sia duro che tenero. “Un risultato eccezionale – ricorda il presidente Biagio Pecorino – che ha permesso un incremento della produzione invernale di circa il 30 per cento, un prodotto sano, tracciato e certificato per un consumatore sempre più consapevole. Un trend di crescita costante da due anni, da quando in piena pandemia, le famiglie hanno incrementato l’acquisto del pane in confezionato con maggiore shelf lif, con grano duro e con grano tenero, presente nella stragrande maggioranza delle catene della grande distribuzione, sia a marchio Pandittaino, che complessivamente incide per il 60 per cento della produzione, che come Private Label (40 per cento).

Grano coltivato in Sicilia

“Noi non andiamo sul mercato per approvvigionarci di grano ma coltiviamo direttamente secondo i più rigidi protocolli di produzione che ci permettono di fare stoccaggio di grano di qualità, innanzitutto dal punto di vista igienico-sanitario – spiega il presidente – Per la prima volta, la produzione del grano tenero quest’anno ha superato quella del duro e siamo orgogliosi di aver dimostrato come anche in Sicilia si possa produrre grano tenero e creare la prima filiera interamente siciliana. Il nostro clima estivo, non solo non penalizza il prodotto, ma consente di avere un’ottima semola di grano duro ed un’eccellente farina di grano tenero”. 

Al riparo dalla crisi del grano, non da quella energetica

Una grande affermazione per la cooperativa che nata 45 anni fa grazie alla lungimiranza di una ventina di cerealicoltori, negli ultimi anni ha concentrato gli investimenti anche potenziando e innovando il mulino ma anche la capacità produttiva dei panificati e gli accordi con la Società Italiana Sementi. Scelte che oggi, sullo sfondo di una gravissima tragedia umanitaria e con lo spettro di crisi dei prezzi causate del conflitto russo-ucraino, stanno garantendo di produrre una materia prima al 100 per cento siciliana e non subire il cd caro-grano. “La crisi ci sta colpendo pesantemente, non per il reperimento della materia prima ma sui costi di produzione– sottolinea Biagio Pecorino – a cominciare da quello dell’energia elettrica e del gas necessario per il forno, direi addirittura decuplicati; per non parlare dell’impennata dei  prezzi delle materie prime per gli impasti, come l’olio di semi di girasole, per esempio, utilizzato per i panini morbidi da grano tenero, passato da 1,20 euro a 3,20 euro”.

Aumento dei costi ma non del prezzo alla gdo

“Sono aumenti che ricadono prevalentemente sull’azienda – spiega il professore Pecorino – perché da un lato paghiamo il giusto prezzo ai produttori che conferiscono il grano, e dall’altro, lavorando per la grande distribuzione, non possiamo trasferire al mercato queste impennate del prezzo, diversamente da quanto  accade nella vendita al dettaglio, dove il prezzo lievita giornalmente. “Con una doppia beffa – conclude il presidente Pecorino –  da un lato  subiamo perdite nette sul conto economico dell’azienda non trasferibili, dall’altra il nostro prezzo si è livellato ai prodotti che non assicurano i controlli di filiera che garantisce un prodotto Pandittaino. Il mio auspicio è che la grande distribuzione ed il consumatore finale continui a premiarci e a dare fiducia nel lungo periodo non avendo mai partecipato alla globalizzazione ma avendo continuato a valorizzare le materie prime siciliane”. 

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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