Imprese, ecco la Sicilia che resiste. Il traino di turismo e costruzioni

In uno scenario economico caratterizzato dainflazione, tensioni geopolitiche e cambiamentitecnologici, il saldo 2023 per le imprese italiane restapositivo. Ma non per tutti gli ambiti di attività. Rimane l’incertezza per il futuro anche per le tensioni internazionali che influiscono sugli scambi commerciali. In Italia42 mila imprese in più nel 2023, con una crescita dello 0,7 per cento. InSicilia2.488 imprese in più, con una crescita dello0,52 per cento, contro lo 0,50 dell’anno precedente. Sono i datiMovimpresesull’andamento della demografia delle imprese nel 2023. Li ha elaboratiUnioncamereeInfoCameresulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Non tutti i settori camminano allo stesso modo però. Oltre il 70 per cento delle 42 mila imprese registrate in più negli ultimi 12 mesi, infatti, opera in soli tre macro-settori. Sono lecostruzioni, ilturismoe le attività professionali. Il più dinamico, in termini di crescita imprenditoriale, è il comparto dellecostruzioni. Questo, nonostante l’incertezza sulle prospettive deibonuslegati al mondo dell’edilizianel 2023, alla fine degli scorsi 12 mesi ha contato13.541 imprese in piùrispetto al 2022 (+1,62 per cento). Leggi anche –Boom del commercio online in Sicilia. La preoccupazione di Confimprese L’anno è statopositivoanche per il comparto dellavacanza, in cui si contano 3.380 attività dialloggioin più (+5,13 per cento) e 3.015 nuovibar e ristorantirispetto al 2022 (+0,77 per cento). Alla crescita hanno contribuito significativamente anche le attivitàimmobiliariche a fine 2023 contano 5.197 imprese in più dell’anno precedente (+1,72 per cento). A fronte di questi risultati positivi, i settori più tradizionali continuano a segnalare una platea sempre più piccola di imprese. Per ilcommercioil 2023 si è chiuso con una riduzione complessiva di 8.653 attività (-0,6 per cento su base annua) ma, approfondendol’analisi dei dati,si rileva come il processo di selezione in questo settore abbia riguardato essenzialmente ilcommercioaldettaglioche nel 2023 ha perso quasi 7.700 unità.Nell’agricoltura, il bilancio di fine anno evidenzia unariduzionecomplessiva di 7.546 imprese (-1,05 per cento) mentre lamanifatturapresenta una perdita complessiva di 2.962 imprese (-0,56 per cento). Leggi anche –Saldi invernali, buon avvio. “Ma il trend sarà al ribasso”, dice Confimprese InSiciliaspiccaRagusache pur non rientrando nella top ten delle province con il maggiore tasso di nati-mortalità delle imprese in Italia nel 2023, si trova comunque all’undicesimo posto della classifica. Seguono al 17 esimo postoPalermoe al 19 esimoCatania. Il valore si mantiene positivo per tutte le province siciliane tranneEnna, che ha subito invece unadecrescitadello 0,16 per cento. Con lo 0,12 per cento, èAgrigentola provincia che è cresciuta invece meno di tutte le altre. “È unaSiciliache resiste alle ripercussioni che stanno attraversando l’economia mondiale quella che emerge dai dati di Unioncamere”. È il commento del presidente diSicindustria, LuigiRizzoloche aggiunge: “A fronte di un incremento delle imprese edili sicuramente trainate dagliincentivistatali e del turismo, forte di un effetto elastico rispetto al blocco di appena tre anni fa dovuto allapandemia, c’è infatti una industria che comunque continua a tenere il passo. Tant’è che province comeRagusa, Palermo e Cataniariescono a ritagliarsi una posizione di vertice nella classifica nazionale. Credo sia opportuno però fare qualche riflessione di carattere più generale che possa, in qualche modo, aiutare a leggere i dati. Due su tutte: lo scorso novembre si è registrato l’ennesimo aumento del costo delcreditoper le imprese (5,59 per cento in media). Fattore che, come ha rilevato ancheConfindustrianell’ultimo rapporto congiunturale, ha confermato un calo dei prestiti (-4,8 per cento annuo)”. Leggi anche –Imprese, in Sicilia 70 chiusure al giorno nel 2023. Assoesercenti: dati da incubo PerRizzolo, un altro dato da non sottovalutare è quello relativo allerotte marine. “Il 2024 si è infatti aperto con ulteriori rischi per iflussicommercialidovuti alla forte riduzione dei transiti nelcanale di Suez, principale porta di passaggio del traffico da e per i paesi dell’Asia e del Medio Oriente. Più sarà prolungata tale situazione, maggiori saranno gli effetti negativi sul commercio estero non solo italiano maglobale. È chiaro quindi che l’incertezza che stiamo vivendo non può non avere delleripercussionisul tessuto economico, ma le nostre imprese stanno dimostrando ancora una volta di essere dotate di quellaresilienzanecessaria per andare avanti”, conclude il presidente di Sicindustria. Sul quadro nazionale interviene il presidente diUnioncamere, AndreaPrete. “Poter contare su 42 mila imprese in più alla fine di quest’anno, vissuto all’insegna dell’incertezza, mi sembra unbuon risultato“, afferma, “e i settori un cui si concentra la crescita maggiore erano in gran parteprevedibili. Soprattutto l’incremento delturismo, in virtù della ripresa post pandemica, e delle attività di consulenza aziendale, e, più in generale, delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, caratterizzate dalla presenza dicapitale umano qualificato, capaci di contribuire in misura importante allo sviluppo”. Leggi anche –Imprese straniere, più 10% in dieci anni. “Freno alla denatalità di quelle italiane” I datiMovimpresesottolineano una crescita del tessuto imprenditoriale di tutte le quattro areegeografiche. Con le sue 14.948 imprese in più, ilMezzogiornoha determinato più di un terzo dell’intero saldo annuale, staccando il Nord-Ovest (+11.210) e il Centro (+10.626). Bilancio imprenditoriale attivo per 17 delle 20 regioni italiane. In termini assoluti, meglio di tutte hanno fatto laLombardia(10.562 imprese in più), ilLazio(+9.710) e laCampania(+6.351). Il Lazio (+1,59 per cento) registra invece la crescita più sostenuta in termini relativi; seguono la Lombardia (+1,12 per cento) e laCampania(+1,04 per cento). La lettura dei dati dal punto di vista delle forme organizzative delle imprese conferma il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale, in atto ormai da anni. L’interosaldo positivodel 2023 è spiegato dalla crescita dellesocietà di capitale: 57.846 in più in termini assoluti, pari al +3,1 per cento, in linea con quanto registrato nel 2022.