Imprese in Sicilia: tra aprile e giugno sono aumentate più della media italiana

Imprese in Sicilia: tra aprile e giugno sono aumentate più della media italiana

Il bilancio tra iscrizioni e cessazioni di nuove imprese sembra avviarsi verso la normalità dopo due anni di pandemia. E il processo sembra particolarmente rapido in alcune regioni, Sicilia compresa. Questo è quanto emerge in sintesi dall’analisi trimestraleMovimpreserelativa al periodo aprile-giugno 2022, condotta da Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Per l’Isola il saldo nel secondo trimestre dell’anno è positivo per 2.779 nuove imprese, al fronte di 6.003 aperture e 3.224 cessazioni. Leggi anche –Unioncamere, nel 2020 in Sicilia 3.600 imprese in più. Ma la crisi Covid morde Numeri che portano la Sicilia a un totale di 481.089 imprese attive secondo il database delle Camere di Commercio. E il saldo del trimestre di poco meno di tremila unità significa un segno “più” in termini di crescita dello 0,58 per cento. Non molti, se si conserano i numeri assoluti che vedono la classifica dominata dalla Lombardia (più 5.802 registrazioni), seguita dal Lazio (più 4.226) e dalla Campania (più 2.825), con la Sicilia quarta a quota, appunto, di 2,779. tutto questo a fronte di dato nazionale che vede una crescita di 32 mila nuove imprese, dato dalla differenza tra 82.603 iscrizioni (il secondo peggior risultato del decennio) e 50.197 cessazioni (in progressiva ripresa dopo la frenata del 2020 e la “ripresina” del 2021). Leggi anche –Nuove imprese in Sicilia: nel secondo trimestre 2021 più 0,7% In termini relativi la Sicilia fa anche parte delle solo otto regioni che registrano un tasso di crescita trimestrale superiore alla media nazionale, pari al più 0,55 per cento. La prima è la Sardegna (più 0,82 per cento), Lazio (più 0,69 per cento), Puglia (più 0,66 per cento), Valle d’Aosta (più 0,64 per cento), Trentino Alto Adige (più 0,63 per cento), Lombardia (più 0,61 per cento), Emilia Romagna (più 0,59per cento) e quindi la Sicilia (più 0,58per cento). Dai dati Movimprese, come sottolineato da Unioncamere e Infocamere, emerge inoltre che, tra le macro-aeree italiane, il Mezzogiorno vede inoltre l’incremento assoluto e relativo più consistente del trimestre, con un saldo di 11.542 imprese in più. Seguono Nord-Ovest (più 8.438), il Centro (più 6.582) e infine il Nord-Est (più 5.844). Scendendo nel dettaglio delle province siciliane, a mostrare maggiore vitalità è Catania, con un tasso di crescita dello stock di imprese vicino all’uno per cento (0,95 per cento). Le aziende nate sotto l’Etna nel secondo trimestre 2022 sono state oltre 1.775, quelle chiuse 770, per un saldo positivo di oltre mille unità. Segue, in dato percentuale, Messina, dove il tasso di crescita è stato dell0 0,61 per cento, per un numero di imprese in crescita di 387 unità. A Palermo sono nate invece 1.269 nuove attività, mentre 663 hanno chiuso i battenti, con un saldo di 606 unità e un più 0,6 per cento di crescita. Quarta, e prima provincia sotto la media nazionale in termini di crescita relativa, è Ragusa, che con una crescita dello 0,48 per cento e un saldo positivo di 1830 imprese stacca di poco Agrigento, dove la crescita è stata di 173 imprese, ma con una percentuale dello 0,42 per cento viene comunque dopo Trapani, a quota più 0,47 per cento, che conta un saldo positivo di 225 imprese. Più staccate Siracusa (130 imprese in più, lo 0,33 per cento), e soprattutto Caltanissetta (più 46 imprese, lo 0,18 per cento), ed Enna (più 24 imprese imprese, più 0,16 per cento). tra i vari settori, le Costruzioni mantengono un ritmo di crescita molto superiore alla media anche in questo trimestre, con 8.548 imprese in più e una variazione in positivo del 1,02 per cento. In ripresa, a ridosso della pausa estiva, anche il settore turistico con un saldo attivo delle imprese che operano nelle attività di alloggio e ristorazione (più 4.026 la variazione assoluta, più 0,88 per cento quella percentuale). Anche le attività professionali, scientifiche e tecniche mettono a segno nel trimestre un incremento cospicuo di 3.712 unità, pari al più 1,59 in termini percentuali, la variazione più consistente tra i vari settori. A seguire l’Istruzione (più 1,24 per cento) e le Attività artistiche sportive e di intrattenimento (più 1,15 per cento).