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Imprese siciliane: la crisi del 2020 ha ridotto il fatturato di oltre 12 miliardi

L'anno dell'emergenza pandemica ha eroso i fatturati delle imprese siciliane dell'11,2 per cento. Il dato, in linea con la media italiana, si associa a una perdita nel valore aggiunto più grave che nel resto dello Stivale, scrive Istat

Da 108 miliardi e 423 milioni di euro del 2019, si è scesi ai 96 miliardi e 311 milioni del 2020. I 12,1 miliardi di euro svaniti manifestano la gravità della crisi economica nell’anno della pandemia da Covid-19 in Sicilia. Meno 11,2 per cento, in linea con il “calo” dei fatturati nel resto d’Italia a cavallo tra era “pre” e “post” pandemica: il totale del “fatturato nazionale” è passato da 3.230 miliardi del 2019 ai 2.865 del 2020. I dati vengono da Istat, che li ha inseriti nel report “Risultati economici delle imprese e delle multinazionali a livello territoriale”, e consentono di fare un quadro quanto più completo possibile del reale impatto sui territori della crisi.

La Sicilia perde il 10,6 per cento del valore aggiunto

Istat concentra la propria analisi sul valore aggiunto prodotto dalle unità locali. Si scopre così come l’impatto della crisi sia stato ben più pesante nel Centro Italia, con un calo del valore aggiunto del 14,4 per cento, che nel resto del Paese, dove la media si è attestata a una “perdita” del 10,5 per cento, esattamente come nel Mezzogiorno. L’area del Paese che ha meglio sopportato lockdown e restrizioni è quella del Nord-ovest, con una variazione dell’8,9 per cento, seguita al 9,5 per cento da Nord-est. La Sicilia sta poco sopra la media italiana e del Sud, perdendo il 10,63 per cento della “ricchezza prodotta”, passando cioè da 26,8 miliardi di euro del 2019 ai 23,9 del 2020. Ovvero, 2,85 miliardi di euro in meno.

Catania perde due posizioni tra i Comuni capoluogo

A livello locale l’impatto si vede soprattutto sui “numeri” di Catania, che insieme a Palermo è il capoluogo di provincia che produce la maggioranza del valore aggiunto in Sicilia. La città etnea passa del 17 esimo del 2019 al 19 esimo posto del 2020, perdendo il 14,9 per cento, passando da 3,55 miliardi di euro a a 3 miliardi e venti milioni di euro. Palermo, nonostante una perdita di valore aggiunto maggiore in valore assoluto – da 5,33 miliardi a 4,65, ovvero 680 milioni di euro, il 12,79 per cento – risale invece una posizione a livello nazionale, passando dal decimo al nono posto tra i capoluoghi di provincia a maggior valore aggiunto. In una classifica dominata da Milano e Roma, che insieme coprono il 15 per cento del valore aggiunto nazionale, sono quasi tutti i capoluoghi a registrare tra il 2019 e il 2020 gravi perdite di valore aggiunto. La flessione più marcata è registrata dall’insieme delle unità locali del comune di Venezia (meno 32,6 per cento), seguono le unità locali del comune di Genova (meno 23,4 per cento) e, quindi, di Firenze (meno 23,1 per cento). Variazioni che hanno determinato non solo il “balzo” di Palermo, ma anche quello di Napoli che arriva al quarto posto nazionale sopravanzando proprio Genova in virtù di una “perdita” minore, il 12,1 per cento.

CapoluogoValore aggiunto in migliaia di euro (2019)Valore aggiunto in migliaia di euro (2020)Variazione %
Agrigento360.473 320.307 -11,14
Caltanissetta401.934 398.260 -0,91
Catania3.552.192 3.023.836 -14,87
Enna199.612 181.218 -9,21
Messina1.257.022 1.109.250 -11,76
Palermo5.331.464 4.649.485 -12,79
Ragusa684.320 617.331 -9,79
Siracusa826.036 665.757 -19,40
Trapani454.249 408.887 -9,99

Siracusa perde quasi il 20 per cento

In termini percentuali è però Siracusa la città siciliana ad aver subito il calo peggiore, il 19,4 per cento di “valore aggiunto” perso, passando dagli 826 milioni del 2019 ai 665 del 2020, seguita da Messina (meno 11,76 per cento), il cui valore aggiungo passa da 1,26 miliardi del 2019 a 1,109 del 2020. Dal lato opposto c’è invece Caltanissetta, che perde lo 0,91 per cento (circa tre miliardi di euro). Sopra l’11 per cento la perdita del territorio di Agrigento, che scende da 360 a 320 milioni di euro. In termini assoluti una cifra simile a quella persa da Trapani, che passa da 454 a 408 milioni di euro (meno 9,99 per cento). “Perdita” di quasi 60 milioni di euro per Ragusa, che passa da 684 milioni di euro del 2019 a 617 del 2020 (meno 9,79 per cento). Chiude Enna, che passa da 199,6 milioni del 2019 a 181,2 del 2020, un calo del 9,21 per cento.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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