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Incendi in Sicilia, spegnerli costa 73 milioni l’anno. Dai droni ai mezzi del 1981

Il nuovo Piano antincendi boschivi prevede si sfioreranno i 77 milioni di euro nel 2025. Il Corpo forestale può contare su 562 agenti in divisa, ma 285 andranno in pensione entro il 2027 e serve bandire nuovi concorsi. Avviato un primo potenziamento del parco automezzi

Quali sono i costi per spegnere gli incendi estivi in Sicilia? Nel 2022 la Regione Siciliana ha speso 73 milioni di euro. Lo ricorda il nuovo Piano Antincendio boschivo 2023-2025, approvato il 13 luglio dalla giunta regionale. Il Piano arriva addirittura in anticipo rispetto alla scadenza prevista del 2023 e prevede che queste somme aumenteranno, fino a sfiorare i 77 milioni di euro nel 2025. In effetti il territorio è ad alto rischio e in Sicilia, già dal 2008, si è sempre a livello di preallerta durante la campagna estiva Aib (Formazione antincendio boschivo). Ci sono grossi problemi di siccità e desertificazione che non aiutano e se a questo aggiungiamo che ogni anno vanno in fumo ettari ed ettari di verde con conseguente ulteriore difficoltà del terreno a trattenere l’acqua ecco che abbiamo danno su danno.

Gli uomini contro gli incendi in Sicilia

Si tratta di fondi indispensabili per garantire il funzionamento del Corpo forestale della Regione Siciliana e di tutta la macchina che gestisce la difesa dei boschi: mezzi operativi, attrezzature, videosorveglianza, canadair, elicotteri, assicurazioni, utenze, manutenzioni. Spiccano, nel Piano, i numeri del personale. Il Corpo forestale può contare su 562 agenti in divisa, mentre secondo la pianta organica ne servirebbero 3.180. Gli operai forestali, invece, a supporto del Corpo per la campagna antincendio boschivo, sono 178 a tempo determinato e 5.323 assunti solo durante l’estate per un numero limitato di giornate lavorative (101 o 151 giorni, da cui il termine “centounisti” o “centocinquantunisti).

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Automezzi vetusti: alcuni hanno più di 30 anni

La carenza di uomini rispetto alle previsioni delle piante organiche non è il solo problema con cui devono fare i conti gli operatori. Un’altro fianco scoperto è il parco automezzi. Potenziarlo è una delle priorità del nuovo Piano. E non è un caso. Oggi i mezzi a motore a disposizione del Corpo forestale sono 825, di varie tipologie. Alcuni sono piuttosto datati: sono stati immatricolati nel 1992, nel 1984 e persino nel 1981. Avere mezzi che lavorano in condizioni spesso estreme, da trent’anni e oltre può comportare dei rischi. Da qui l’esigenza di ammodernare la dotazione. Quasi un anno fa, nel dicembre 2022, la Regione commissionò 120 nuovi automezzi da destinare al Corpo Forestale. Una acquisizione che si estenderà tra quest’anno e il prossimo. Si tratta in particolare di Pick-up 4×4 veloci da mille litri di acqua, ma ci sono anche mezzi da diecimila litri. Dodici di questi sono stati consegnati il mese scorso. C’è inoltre un progetto, da finanziare con fondi Ue, in via di approvazione, per il rinnovo del parco automezzi con ulteriori 185 mezzi leggeri.

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In pochi anni il Corpo forestale sarà dimezzato

Questo è il terzo anno in cui il Comando del Corpo forestale può contare anche su una flotta di 95 droni con telecamera. Sono destinati al controllo del territorio per la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, compresi gli incendi boschivi. Il drone è uno strumento al servizio del Direttore operazione spegnimento incendi (Dos) che coordina le attività sulla scena del rogo. Possono effettuare riprese video e fotografiche, alcuni hanno una termocamera a infrarossi e possono operare anche di notte. Seguono autonomamente percorsi di navigazione prestabiliti e se perdono il segnale radio tornano in automatico al punto di decollo. Una dotazione moderna, che non basta però a compensare la mancanza di organico e i ritardi nel bandire necessari concorsi per fare nuove assunzioni. La Regione stipula infatti ogni anno una convenzione da due milioni di euro con i Vigili del fuoco che mettono a disposizione squadre aggiuntive. In campo ci sono inoltre anche i mille volontari della Protezione civile. Ogni anno però gli incendi divorano migliaia di ettari di terreni e boschi: 55 mila alla fine dell’estate 2022. Il nodo del personale non è irrilevante. Da qui al 2027 il Corpo forestale vedrà andare in pensione 285 uomini. Sarà, cioè, dimezzato. Un problema al quale pensare già oggi.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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