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Inps Sicilia: pagamenti tra due settimane. No al click day

Dalla sburocratizzazione delle procedure con accentramento agli ammortizzatori sociali passando per il click day e le polemiche con Sicindustria sulle trattenute sugli stipendi. Intervista alla direttrice della sede siciliana dell'Inps, Maria Sandra Petrotta

L’istituto di previdenza sociale ha un ruolo cruciale per la messa in pratica del decreto Cura Italia. In Sicilia ci si attrezza per snellire la burocrazia, come proposto durante il tavolo di crisi regionale, seppure con l’82 per cento dei lavoratori in smart working. Eppure già prima di cominciare a capire come funzionerà la macchina burocratica, sono arrivate le polemiche sul cosiddetto clik day, idea proposta dal presidente nazionale Pasquale Tridico. Un’idea che non piace affatto alla ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo. E nemmeno al direttore regionale Inps Maria Sandra Petrotta: “sarebbe una guerra tra poveri”.

L’organizzazione di Inps Sicilia

Dalla sede regionale dell’Istituto si sta già lavorando per rispondere “presto e bene” alle esigenze dei tanti cittadini che accederanno alle misure. All’incirca 11 milioni, tra chi chiederà la cassa integrazione e chi altri strumenti di sostegno al reddito. Anche non si ha ancora un’idea chiara di quanto sarà grande la platea. “Queste misure si rivolgono anche ad aziende che hanno meno di cinque dipendenti e sappiamo che l’Italia è fatta di piccole e medie imprese. Poi ci sono tutti gli altri. Di fatto l’unica categoria esclusa è quella dei collaboratori domestici”, dice a FocuSicilia Petrotta. Di sicuro “l’Istituto si aspetta una quantità di lavoro imprevedibile”. In attesa delle istruzioni operative in arrivo da parte “della competente direzione centrale ammortizzatori sociali”, l’Inps regionale si fa i conti in tasca: a fronteggiare l’emergenza saranno 2.200 dipendenti, anche se la maggior parte (1816) sta lavorando in smart working. Di questi circa 45 applicano il telelavoro, “attivato prima dell’emergenza coronavirus”. C’è poi uno 0,7 per cento che ha chiesto le ferie mentre lo 0,6 è assente ad altro titolo. Con presenza fisica sono assicurati solo i servizi indifferibili, ovvero le periodiche elaborazioni dei pagamenti. On line, invece, c’è anche il centralino.

Il click day? Pessima idea

Per la direttrice decidere di far fare una sorta di gara per ricevere il sussidio di 600 euro ad autonomi e partite iva non è la soluzione giusta. “Significherebbe scatenare una guerra tra poveri”, spiega. Il sistema, è vero, è stato proposto dal suo direttore superiore, Pasquale Tridico, ma è stata subito bocciato da più parti. Al momento neanche Petrotta sa quale “sistema verrà adottato per stabilire la priorità rispetto alle domande pervenute”. Le indicazioni, però, dovrebbero arrivare “nei prossimi giorni” e tra circa due settimane l’Istituto potrà entrare a regime. “Questo significa avere già individuato tutte le metodologie ed essere pronti per effettuare i primi pagamenti”.

In attesa dei form per gli ammortizzatori sociali

Al momento non sono ancora arrivati i precompilati per chiedere l’accesso alle misure decretate. Petrotta sottolinea che “è inutile” inviare domande già adesso e con altri formulari: “non le potremo trattare”. I moduli dovrebbero arrivare in un paio di giorni e saranno subito disponibili online. Nel frattempo si cerca di far quadrare l’organizzazione anche tramite il tavolo di crisi avviato circa una settimana fa. Tra gli obiettivi: “individuare le modalità di concessione ed erogazione della cassa integrazione in deroga che è pure prevista dall’articolo 22 del decreto 18”. Il procedimento coinvolge infatti la Regione, l’Inps e le aziende. Come spiega la direttrice, l’azienda presenterà la domanda di cassa integrazione in deroga ai centri per l’impiego, questi verificheranno le presenza dei requisiti e invieranno il tutto al dipartimento lavoro che adotterà un decreto da mandare in via telematica all’Inps. L’Istituto dunque verificherà la consistenza delle risorse per autorizzare il pagamento. Il problema, però, è che non si sa quanti faranno richiesta. In ballo ci sono tre miliardi di euro ma vanno ripartiti per tutto il territorio.

Sburocratizzazione nei passaggi

Se è vero che le linee guida devono arrivare dalla direzione nazionale “perché tutto il Paese deve essere regolamentato allo stesso modo” è anche vero che alcune cose possono essere stabilite in loco. È il caso della sburocratizzazione decisa al tavolo di crisi regionale. In pratica tutte le autorizzazioni passeranno al vaglio della direzione regionale, “evitando di coinvolgere nella fase d’autorizzazione del pagamento le varie strutture provinciali”. Queste avranno invece il compito di erogare le prestazioni ai lavoratori. Due le motivazioni alla base: “avere una regia chiara e forte e garantire un’attività equa su tutte le province”.

Leggi anche – Decreto Cura Italia, in Sicilia un patto contro la burocrazia

Rischio di appropriazione indebita

Nei giorni scorsi l’Inps è stata anche al centro di una polemica con Sicindustria a proposito del versamento delle trattenute sugli stipendi dei lavoratori. La direttrice Maria Santa Petrotta non ha dubbi: “è vero che c’è una sospensione dei termini per i versamenti dei contributi, sia quelli a carico del datore di lavoro che del lavoratore stesso, ma non è plausibile che durante la sospensione l’azienda trattenga al lavoratore la quota a suo carico e poi non la versi. Questo comportamento è sostanzialmente una sorta di appropriazione indebita”. Il mancato versamento dei contributi non avrà ripercussioni ai fini pensionistici, proprio perché sospenderli non significa azzerarli. Presto o tardi andranno versati “perché la quota è sì sospesa ma pur sempre dovuta”.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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