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Isab di Priolo, c’è il decreto che promette di salvare “lavoro e ambiente”

Il ministro delle Imprese e Made in Italy e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica hanno firmato l'atto che dà continuità alla dpcm di febbraio che indicava l'area del petrolchimico come "di interesse strategico"

Il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto hanno firmato oggi il decreto ministeriale relativo agli stabilimenti di proprietà della società Isab S.r.l. (Impianto IGCC codice AIA 30 e complesso raffinerie codice AIA 86), che definisce le misure volte a consentire il bilanciamento tra le esigenze di continuità dell’attività produttiva e di salvaguardia dell’occupazione, e la tutela della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e dell’ambiente.
Il decreto dispone inoltre una serie di misure di coordinamento a livello regionale rispetto agli interventi necessari a risolvere le questioni ambientali relative agli impianti di depurazione gestiti dalla società I.a.s. S.p.A., nel territorio di Priolo Gargallo e dalla Priolo Servizi S.C.p.A., nel territorio di Melilli. Nel testo viene stabilito il termine per gli interventi di messa a norma degli impianti, eventualmente previsti nei provvedimenti di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio degli stabilimenti Isab, entro 36 mesi dalla loro emanazione. Il decreto non è ancora pubblicato.

Leggi anche – Petrolchimico di Priolo sito strategico. Confindustria sul Dpcm Meloni

Il 4 febbraio il dpcm sul “sito strategico”

Il decreto ministeriale dà seguito al dpcm firmato il 4 febbraio scorso, che dichiarava il complesso degli stabilimenti di proprietà della società Isab di interesse strategico nazionale, ai sensi del decreto-legge 207, tenuto conto del settore in cui opera, del numero degli occupati e del rilievo che la produzione assume per l’autonomia energetica della Nazione. “Il decreto firmato oggi con il ministro Pichetto – commenta il ministro Urso – consente il bilanciamento tra esigenze industriali e occupazionali degli stabilimenti Isab di Priolo e la relativa tutela ambientale, risolvendo una questione strategica per l’intera area industriale e quindi per la Sicilia. Così si fa politica industriale”. “Noi – continua – riteniamo la Sicilia fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese nella sua proiezione mediterranea. In tale contesto si inserisce la decisione del governo sul Ponte sullo Stretto, assolutamente strategica, così come quella che dovrebbe essere l’ordinaria amministrazione: mi riferisco alla soluzione per i lavoratori di Almaviva che abbiamo predisposto, così come al rilancio del sito di Termini Imerese per il quale abbiamo convocato il tavolo con la Regione Siciliana per il 4 aprile, al fine di attivare le procedure per l’assegnazione”. “Abbiamo creato – conclude – le condizioni per attrarre nuovi investitori, anche internazionali. Ora finalmente si può”.

Soddisfazione del governo regionale

“Con la firma del decreto Isab, come ha dichiarato il ministro Urso, si contemperano esigenze industriali con quelle ambientali. È un lavoro di sinergia tra il governo Schifani e il governo nazionale. Desidero ringraziare il ministro Urso per aver sempre seguito questo dossier con impegno, dimostrando ancora una volta l’attenzione che il premier Giorgia Meloni avverte per la nostra Isola. Una sinergia che si è resa plastica nel Consiglio dei ministri che ieri ha destinato, su proposta del ministro Musumeci, ulteriori 23 milioni di euro per gli eventi alluvionali, e che prosegue su dossier importanti come quelli all’attenzione dei ministri Lollobrigida, Fitto e Sangiuliano”. Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Elena Pagana.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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