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Italmercati, entra anche Fondi. “Occasione perduta” l’uscita di Vittoria

L'ingresso del grande mercato in provincia di Latina nella rete dei mercati all'ingrosso fa riflettere sulla scelta dell'amministrazione comunale di tenere Vittoria fuori dalla struttura associativa. Per il presidente dei concessionari restare porterebbe "indubbi vantaggi"

Il mercato ortofrutticolo di Fondi aderisce a Italmercati. La notizia rappresenta una novità di rilievo. Fondi è uno dei due grandi mercati italiani alla produzione. Nell’agro pontino è un punto di riferimento per la produzione ed il commercio dell’ortofrutta , ma il suo raggio d’influenza si estende a tutto il centro Italia. L’altro grande mercato alla produzione, Vittoria, punto di riferimento per il sudest siciliano, aveva formalizzato la richiesta di ingresso nel settembre scorso. Ma la nuova amministrazione guidata dal sindaco, Francesco Aiello, ha già annunciato la sua volontà di recedere. Vittoria lascerà Italmercati. “Fondi è un grande mercato alla produzione, è un punto di riferimento per il mondo della produzione di ortaggi e ortofrutta – spiega il presidente di Italmercati, Massimo Pallottini – Era fuori dalla nostra rete e ora ne farà parte a pieno titolo. Per noi sarà un punto di forza, si apre per noi una pagina nuova. Vittoria invece ha fatto sapere di voler rinunciare. La rinuncia non è ancora stata formalizzata, ma sappiamo che questa è la decisione del comune. Io stesso ho avuto un incontro con il sindaco, molto cordiale, ma ha ribadito le sue scelte. Le rispettiamo, ma speriamo che ci ripensi. Vittoria è un mercato importante e ci dispiacerebbe perderlo. E ci dispiace che Vittoria resti fuori. Sono due mercati con caratteristiche diverse, ma entrambi con grandi potenzialità, che l’ingresso in Italmercati potrebbe rafforzare”.

Ruolo strategico

La rete dei maggiori mercati italiani è un punto di forza per mettere in connessione tutte le maggiori realtà commerciali del paese.  Oggi Italmercati movimenta 3.605.000 tonnellate di merce ogni anno. Nei 17 mercati che finora hanno composto la rete (per la Sicilia solo il MAAS di Catania), si registra una presenza di 4.0780.000 visitatori. ”Italmercati ha un ruolo strategico per dare a tutti i soci maggiore forza contrattuale e maggiore capacità di penetrazione. Ora stiamo lavorando per la progettazione legata ai fondi del PNRR in modo da farci trovare pronti per i bandi. Puntiamo a un progetto unitario dei singoli mercati, a un lavoro congiunto che potrà permettere di fare un salto di qualità nell’innovazione”. L’associazione dei concessionari ortofrutticoli di Vittoria aveva sposato il progetto di Italmercati, avviato dalla commissione prefettizia che ha retto il comune per tre anni. “Uscire da Italmercati è un’occasione perduta – commenta il presidente dei concessionari, Giuseppe Zarba – Per noi, avrebbero potuto aprirsi spazi importanti. Erano stati avviati dei percorsi di progettazione per il miglioramento delle strutture e per la logistica intermodale, in contatto costante con il Ministero. Ma ciò che più conta è la realtà di questi mercati in rete, che oggi hanno un fatturato di 8,5 miliardi, con 75,5 milioni di euro per gli enti gestori, quindi con un grande potere contrattuale”.

“Indubbi vantaggi” se Vittoria rimanesse

“Oggi, Italmercati, inserita nel più vasto contesto di Euromercati, può accrescere il potere contrattuale dei singoli mercati e garantire una rappresentanza unitaria presso le istituzioni. Il mercato di Vittoria – prosegue Zarba – a mio parere avrebbe bisogno di tutto questo e ne trarrebbe indubbi vantaggi. È un mercato importante, con un fatturato di 400 milioni di euro, inferiore rispetto ad altri mercati, ma importante per ciò che rappresenta per la Sicilia”. Vittoria invece ha preferito orientarsi su una sinergia con gli altri comuni del comprensorio per puntare ad ottenere i fondi del Pnrr e migliorare la logistica. Per il momento le posizioni restano distanti e la realtà, ad oggi, vede il mercato vittoriese fuori dalla rete dei maggiori mercati italiani e con un percorso basato soprattutto sulla collaborazione con altri comuni del territorio. Fondi, invece, ha chiesto di entrare. I due grandi mercati alla produzione italiani percorrono strade diverse.

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