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ITsART, chiude la “Netflix italiana” (con poca Sicilia). Rosso di oltre sette milioni

Lanciata nel 2021 per sostenere il settore cultura e spettacolo, in seria difficoltà a causa della pandemia, la piattaforma non è riuscita a conquistare il pubblico. Il primo bilancio è stato negativo, e ora il nuovo governo tenta il disimpegno. Ma il problema dei fondi rimane

Doveva essere un “palcoscenico virtuale” per portare “lo spettacolo e la cultura italiana live, registrata, gratis e a pagamento, in Italia e nel mondo”. Due anni dopo ITsART, la piattaforma digitale nata nel 2021 per volontà dell’ex ministro della Cultura Dario Franceschini per trasmettere in streaming “concerti, balletti, opere e spettacoli”, chiude i battenti per mancanza di pubblico. Il ministero, infatti, ha deciso di non rinnovare il finanziamento, avviando le procedure di liquidazione della società. “Non serviva tutto questo tempo per scoprire che il progetto non stava in piedi, e che quei soldi sarebbero stati spesi meglio affidandoli agli artisti”, dice a FocuSicilia Alessandro Idonea, attore e regista catanese, figlio del celebre Gilberto. Per il settore spettacolo “la situazione resta difficile”, anche se nel 2022 “c’è stata una timida ripresa, ma non certo grazie a ITsART”. Dalla piattaforma, del resto, l’Isola è stata poco rappresentata: su oltre mille contenuti, quelli contrassegnati con il tag “Sicilia” sono appena otto, meno dell’un per cento.

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Finanziamenti milionari e polemiche

Come ricostruito da FocuSicilia nel 2021, il finanziamento complessivo di ITsART è stato molto consistente. Il ministero della Cultura ha stanziato dieci milioni con il decreto Rilancio. Cassa Depositi e prestiti, società controllata dal ministero delle Finanze, ha messo sul piatto nove milioni e la società Chili, che si occupa della gestione tecnica, altrettanti. Dal punto di vista giuridico, la piattaforma è di proprietà al 51 per cento di Cdp e al 49 per cento di Chili, “tech media company” attiva in cinque Paesi europei, Italia, Inghilterra, Germania, Austria e Polonia. La società afferma di avere circa cinque milioni di abbonati, ma soltanto nel 2020, secondo il Sole24 Ore, è riuscita a chiudere il bilancio in attivo. Nello stesso anno, a dicembre, è stata selezionata come partner industriale per la realizzazione di ITsART. Una scelta che aveva suscitato diverse critiche, sia per la concorrenza rispetto alla piattaforma RaiPlay (che offre servizi di streaming simili, spesso a titolo gratuito) sia per i dubbi sui diritti riconosciuti agli artisti, denunciati dalle associazioni di settore.

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Rosso di oltre sette milioni di euro

Polemiche rinfocolate dai risultati della piattaforma, negativi sin dal primo anno. Nel 2021 il fatturato di ITsART è stato di 245 mila euro. Il margine operativo netto è in rosso per oltre sette milioni e 400 mila euro, dato che colloca la piattaforma, scrive il centro studi Comar, tra le società partecipate dallo Stato con i peggiori risultati operativi. A fine 2021, nel corso di un question time alla Camera dei Deputati, l’allora ministro Franceschini aveva confermato la “validità” di ITsART, rivendicando “più di un milione e cento mila sessioni in piattaforma, più di tre milioni e mezzo di pagine visualizzate, più di 100 mila utenti registrati e oltre 95 mila ore di visione”. Numeri che non sono bastati al nuovo ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per confermare il finanziamento governativo. Una mossa in seguito alla quale Cassa depositi e prestiti e Chili hanno deciso di avviare la procedura di liquidazione della società. Per il momento, tuttavia, la piattaforma resta attiva e fruibile in rete.

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“Ripensare il rapporto cultura-spettacolo”

Per Idonea, vicenda ItsArt a parte, è l’approccio del governo con il settore che va rivisto. “Per lo spettacolo non era stato previsto assolutamente nulla, poi all’ultimo momento sono stati stanziati 100 milioni in Manovra, grazie alle pressioni dei sindacati”, spiega l’attore. Poche risorse, la cui distribuzione ha lasciato a desiderare. “Si è scelto di finanziare i teatri stabili, che si sarebbero potuti aiutare semplicemente con un intervento sul costo dall’energia, invece delle compagnie locali che faticano a riempire le sale”. A essere ripartito pienamente, spiega Idonea, è soltanto “il settore dei concerti, frequentato per lo più dai giovani”, mentre cinema e spettacoli teatrali sono ancora in difficoltà “perché si rivolgono a un pubblico più maturo, che fatica a tornare alle abitudini precedenti al Covid”. Anche da parte della Regione gli intervenuti latitano. “Gli ultimi fondi stanziati non sono ancora stati distribuiti, quindi non possiamo ancora valutare”, conclude l’attore.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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