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La crisi ucraina e le conseguenze per la Sicilia: inflazione e neet da record

L'Isola è la seconda regione d’Italia che soffre di più. E la terza in classifica nazionale per maggiore incremento della spesa di elettricità. Ad affermarlo Confartigianato Sicilia nel proprio Osservatorio economico: primato negativo per il numero di Neet

L’aumento dell’inflazione rappresenta una delle conseguenze del conflitto in corso tra Ucraina e Russia, e le conseguenze “si scagliano con forza su famiglie e imprese”. Ad affermarlo un report economico presentato giorno 1 giugno all’Ibis Hotel di Palermo, nel corso dell’assemblea di Confartigianato Imprese Sicilia. La regione, in sofferenza in questo periodo definito di “war economy“, si piazza al secondo posto nella classifica nazionale per maggiore accelerazione dell’inflazione e al terzo posto per maggiore incremento in termine assoluto per la tenuta delle famiglie nell’ultimo anno per la spesa dell’elettricità. E tutto ciò si riverbera anche sulla domanda di lavoro e su altre variabili economiche. Primato negativo anche per il numero dei neet, ovvero la popolazione che non solo non è sul mercato del lavoro, ma non svolge nessuna attività nemmeno di studio o di crescita personale. Unico dato positivo riguarda il turismo in ripresa.

Prezzi, aumentano di più solo in Trentino-Alto Adige

Ad aprile 2022 per le imprese manifatturiere del Mezzogiorno si rileva un debole rallentamento del trend di salita delle attese sui prezzi, diversamente dalle altre ripartizioni, risultato probabilmente dovuto al minor orientamento energy intensive delle imprese del settore. Nonostante ciò, il valore del saldo di aprile ’22 si attesta su un livello di 28,4 punti superiore rispetto a quello di 12 mesi prima (aprile 2021). Sempre con riferimento al mese di aprile 2022, ultimo dato disponibile, la dinamica tendenziale dei prezzi al consumo si attesta in Sicilia al più 6,9 per cento, secondo incremento più elevato dopo quello del Trentino-Alto Adige e superiore rispetto al più 6,0 per cento rilevato a livello nazionale; con dinamiche più accentuate a livello provinciale (dato disponibile per 6 delle 9 province) troviamo Catania (più 7,3 per cento) e Palermo (più 7,0 per cento). 

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Aumenta il costo per abitazione ed utenze

Tra le voci di spesa che subiscono un incremento decisivo dei prezzi, causa conflitto, troviamo quella riferita ad abitazioni, acqua ed elettricità, il cui incremento è per 98 per cento correlato al deragliamento del prezzo dell’elettricità: in Sicilia tale voce di spesa segna un più 23,2 per cento che la posiziona 13^ su 20. Con dinamiche più accentuate a livello provinciale troviamo Catania (più 24,1 per cento) e Messina (più 23,5 per cento).  La nostra regione, inoltre, figura terza (dopo Lombardia e Lazio) per incremento maggiore in termini assoluti della spesa per elettricità sostenuta dalle famiglie: più 464 milioni di euro nell’ultimo anno; e sempre seconda per incidenza di tale valore sul PIL (0,56 per cento) indicatore che ne segnala gli elevati effetti recessivi sull’economia del territorio. 

Mercato del lavoro

Sul fronte mercato del lavoro si colgono indicativamente tre evidenze distinte. La prima riguarda la domanda di lavoro espressa dalle imprese con dipendenti dei servizi e del manifatturiero esteso che per il trimestre maggio-luglio 2022 in Sicilia mostra un trend positivo (più 50,8 per cento), che la posiziona quarta dopo Sardegna, Calabria e Puglia. Restringendo il campo di analisi alle sole previsioni di assunzioni espresse per il mese di maggio 2022 sono evidenti segnali di indebolimento di quest’ultima nel settore manifatturiero, nelle costruzioni tiene la spinta positiva riducendo però di intensità rispetto ai mesi precedenti, mentre resta in crescita per i servizi, grazie al traino del turismo. Quest’ultima evidenza si fa più consistente nelle province di Messina e Trapani. 

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Turismo in ripresa

Non si indebolisce ma anzi si rafforza la domanda nel comparto servizi. La Sicilia è quarta per incremento della domanda di lavoro nel settore e l’incremento è guidato dal buon andamento dei servizi di alloggio e ristorazione dei servizi turistici. Il turismo torna ad essere un asset importantissimo per la domanda di lavoro. Grazie al fatto che è venuto meno il periodo di emergenza e di conseguenza tutte le restrizioni. Sia nelle vacanze di lungo corso che in quelle più corte, nella classifica, nel 2021, è entrata la Sicilia.

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Tasso d’occupazione più basso d’Italia

Quanto rilevato da questi dati più recenti si riflette su un mercato del lavoro che seppur nel 2021 era in fase di recupero non aveva ancora raggiunto i livelli pre crisi (2019). Il tasso di occupazione siciliano, il più basso a livello nazionale, si attesta al 41,1 per cento inferiore di soli 0,1 punti rispetto a quello 2019 ma pù basso di ben 30 punti rispetto al tasso di occupazione della prima regione in classifica (P.A. Bolzano con tasso occupazione del 70,7 per cento). Cinque province siciliane su nove figurano tra le ultime 10 province italiane per valori più bassi del tasso; tuttavia, cinque province nel 2021 registrano un tasso superiore a quello pre crisi, con Enna al secondo posto nel rank nazionale per maggior incremento del tasso (più 4,1 punti) e Ragusa al nono posto (più 2,1 punti). Mentre troviamo riduzioni pù accentuate del tasso di occupazione 2019- 2021 a Catania (-2,1 punti) e Siracusa (-2,2 punti). 

Inattività, neet e difficoltà di reperimento

Tra le conseguenze preoccupanti della pandemia sul mercato del lavoro abbiamo l’incremento dell’inattività e il fenomeno dei neet tra i giovani dai 15 ai 29 anni. In Sicilia il tasso di inattività risulta nel 2021 sopra di un punto rispetto al 2019 e la quota di giovani non inseriti né in un percorso di studio né in uno di lavoro risulta la più alta in Italia (36,3 per cento), valore che però fortunatamente non ha subito alcun’accelerazione causa pandemia. A livello provinciale, si registra un aumento maggiore del tasso di inattività a Siracusa (più 4,7 punti, 3^ provincia italiana per incremento), Catania (più 2,9 punti) e Agrigento (più 2,3 punti). Il fenomeno dei neet, invece, a livello provinciale, nell’anno della pandemia (2020) rispetto al pre crisi (2019), segna incrementi a Catania (più 3,3 punti), Siracusa (più 1,9 punti) e a Ragusa (più 1,1 punti). Permangono anche nel 2022 le criticità dovute alle difficoltà di reperimento di profiliprofessionali: in Sicilia a maggio 2022 la quota di entrate ritenute difficili da reperire sono il 34,4 per cento quota superiore di 12,7 punti rispetto al valore di maggio 2019 (29,2 per cento). A livello provinciale le criticità maggiori si registrano ad Agrigento (39,9 per cento, più 21,2 punti su maggio 2019), Trapani (38,2 per cento, più 18,6 punti) e Siracusa (37,7 per cento, più 11,7 punti). 

Altri trend dell’economia reale: le imprese

Attraverso i dati dell’e-fattura è possibile esaminare e confrontare l’ammontare dell’imponibile IVA di imprese e professionisti della fatturazione elettronica 2021 con quello del 2020 e 2019. Nel far ciò ne risulta che il 2021 anche per la Sicilia, come per la maggior parte delle regioni, si conferma anno del pieno recupero sia rispetto al 2020 (più 27,1 per cento) che rispetto al 2019 (più 22,4 per cento, secondo maggior incremento osservato a livello nazionale dopo quello della Provincia Autonomia di Trento). In Sicilia al I trimestre 2022 il tasso di crescita delle imprese risulta negativo sia per l’artigianato (- 0,37 per cento) che per il totale (-0,06 per cento). A livello provinciale tasso di crescita positivo per l’artigianato a Palermo (più 0,01 per cento) e migliore di quello regionale a Siracusa, Trapani e Ragusa. Dinamiche positive e più intense per le imprese registrate artigiane siciliane, nei primi tre mesi dell’anno in corso rispetto allo stesso periodo del 2021, le rileviamo per Costruzioni (più 3,7 per cento), Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (più 3,4 per cento), Servizi di informazione e comunicazione (più 3,2 per cento), e Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (più 2,9 per cento). 

Le iscrizioni delle imprese

Le iscrizioni rappresentano una variabile chiave il cui trend permette di misurare la capacità rigenerativa di un tessuto produttivo. Nel I trimestre 2022 in Sicilia le iscrizioni restano inferiori sia rispetto allo stesso periodo del 2021 (-11,5 per cento) che rispetto al I trimestre 2019 (-21,8 per cento), cali più accentuati rispetto a quelli rilevati in tutte le altre regioni. Ciò preoccupa rispetto alla capacità di tenuta nel prossimo futuro del tessuto imprenditoriale del territorio. I settori che mostrano nei primi tre mesi dell’anno crescite più sostenute delle iscrizioni rispetto allo stesso trimestre pre crisi sono Costruzioni (più 51,6 per cento), Istruzione (più 42,9 per cento), Attività finanziarie e assicurative (più 41,9 per cento) e Attività professionali, scientifiche e tecniche (più 11 per cento), mentre rispetto al I trimestre 2021 sono: Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (più 30,4 per cento), Costruzioni (più 14,9 per cento) e Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (più 13,8 per cento). A livello provinciale le migliori performance delle iscrizioni al I trimestre 2022 rispetto al I trimestre 2021 le rileviamo per Siracusa (più 2,8 per cento) e Messina (più 2,6 per cento), mentre rispetto al I trimestre 2019 rileviamo riduzioni più consistenti del numero di nuove imprese a Catania (meno 33,0 per cento) e Ragusa (meno 27,0 per cento). 

Il commento di Confartigianato

“Purtroppo, anche oggi, ci troviamo a presentare un report che vede la nostra Isola in sofferenza – dicono Giuseppe Pezzati e Andrea Di Vincenzo, rispettivamente presidente e segretario di Confartigianato Imprese Sicilia – con una pericolosa accelerazione dell’inflazione. Stiamo pagando un prezzo altissimo del conflitto tra Ucraina e Russia. Ma quello che ci preoccupa è anche il primato negativo che abbiamo in Italia per il numero di giovani tra i 15 e i 29 anni non inseriti né in un percorso di studio né in uno di lavoro. È urgente – sollecitano Pezzati e Di Vincenzo – cambiare passo nelle politiche giovanili. Il futuro è oggi. Servono interventi immediati per ridurre il gap tra scuola, sistema della formazione e mondo del lavoro. Occorrono investimenti per favorire il passaggio generazionale nelle imprese, sostegni per i giovani che si mettono in proprio soprattutto sul fronte dell’innovazione, della ricerca e dell’internazionalizzazione. Vogliamo un’Italia, una Sicilia, a misura di giovani e di piccola impresa con riforme che liberino energie e talenti e che accrescano le competenze”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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