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La mobilità di Catania basata su visioni urbanistiche di 50 anni fa

A Palazzo della Cultura un confronto promosso dall'Ordine degli ingegneri, Centro studi urbanistici e Università sul Piano urbano della mobilità sostenibile. Necessario potenziare il trasporto pubblico e le aree di interscambio per facilitare l'accesso alla città

La Metropolitana punto di partenza della programmazione per la mobilità sostenibile e per la nuova progettazione urbanistica di Catania. Questo il delicato tema al centro di “Trasporto pubblico e città costruita: occasioni urbanistiche”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia etnea, da Dicar dell’Università di Catania e dal Cepsu (Centro Provinciale Studi Urbanistici) di Catania. Ad aprire i lavori a Palazzo della Cultura è stato il presidente dell’Ordine Mauro Scaccianoce, evidenziando subito la necessità di un nuovo piano urbanistico che sostituisca quello in vigore dal 1969. “Negli anni Catania ha fatto grandi passi in avanti sul piano della mobilità – ha spiegato – ma affinché la città venga messa a sistema occorre integrare il Piano Urbanistico della mobilità sostenibile a quello generale, ancora in fase di stesura. È questo quello che faremo presente ai futuri candidati sindaci, che hanno il dovere di operare nell’interesse della collettività in termini di pianificazione e gestione del territorio. Uno sviluppo sostenibile per rendere più attrattivo il territorio sia dal punto di vista turistico, che di investimenti”.

Fondamentale il confronto, ma servono tempi brevi

Indispensabile per la programmazione la sinergia tra tecnici e amministrazione, “mettendo allo stesso tavolo gli attori coinvolti – ha aggiunto Carmelo Maria Grasso, presidente del Cepsu – un confronto fondamentale per raccogliere considerazioni, proposte e riflessioni che verranno sintetizzate in un documento finalizzato a mettere in rete azioni che portino ad un sostanziale cambiamento nei tempi più brevi. Siamo consapevoli – ha proseguito – che oggi la mobilità è l’elemento che incide maggiormente sulla qualità della vita: è impensabile non tenerne conto se vogliamo portare Catania a raggiungere gli standard europei. Il compito di entrare nel vivo del confronto è stato affidato alla componente del Cepsu Caterina Cannistrà, che ha lasciato spazio alla relazione del direttore del dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’Università, Matteo Ignaccolo. Il confronto con altre realtà europee è stato testimonianza dell’”indissolubile legame tra assetto urbanistico e pianificazione della mobilità e dei trasporti. Per questo l’approvazione del Pums sarà parte determinante per inquadrare le iniziative in corso, aprendo le porte a nuovi finanziamenti e consolidando quelli in essere”.

Strategico il parcheggio di Santa Sofia

Ignaccolo ha individuato quale “intervento bandiera” del Pums il collegamento con il parcheggio di Santa Sofia. Un’opera che faciliterebbe e aumenterebbe l’accesso alla zona universitaria, rappresentando uno scambio modale per chi viene dal versante Etna Sud, favorendo l’utilizzo della metropolitana per l’accesso alla città. A questa si affianca la grande infrastruttura del nuovo raccordo autostradale ecosostenibile, indispensabile per alleggerire il flusso di veicoli sulla tangenziale di Catania. Il processo di ricucitura degli spazi urbani cambierebbe quindi gli equilibri e i criteri che hanno caratterizzato fino a oggi l’urbanistica della città di Catania, “condizionata da un Piano generale di oltre 50 anni, la cui ossatura è basata sul trasporto privato – ha dichiarato il presidente del Censu Paolo La Greca – la nuova linea da seguire è il Tod (Transit oriented development), ovvero la costruzione attorno ai punti nevralgici del trasporto pubblico. Per questo dobbiamo farci carico della grande opportunità che ci offre la metropolitana, frutto del grande lavoro svolto dal Ministero dei Trasporti e da Fce, puntando alla rigenerazione delle aree dismesse, destinandole a nuovo uso”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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