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La Ragusa-Catania sarà davvero gratis? I dubbi sul pedaggio

Pubblicata la delibera Cipe che approva il progetto definitivo, acquistato da Sarc. Nonostante le rassicurazioni del governo, prevede l'installazione di "portali"

Non sono bastati vent’anni per costruire i 68 chilometri dell’autostrada Ragusa-Catania. Manca ancora il progetto esecutivo nel quale, forse, verrà esplicitato che l’arteria sarà percorribile gratuitamente. Lo hanno assicurato più voci, ma non è stato ancora scritto ufficialmente. È considerata un’arteria strategica dal 2001, nell’ambito del “Corridoio plurimodale tirrenico – nord Europa”. Ma solo lo scorso marzo è stato approvato il progetto definitivo, del 2017, insieme al cambio del soggetto attuatore. Non più la Società autostrada Ragusa-Catania Srl (Sarc), ma Anas.

Autostrada gratuita?

Perché si possano vedere i primi cantieri occorre aspettare ancora. Per cercare di accelerare i tempi è stato comprato il progetto definitivo da Sarc per oltre 36 milioni di euro, che ha così rinunciato a ogni possibilità di contenzioso. Il progetto è “idoneo a dare seguito allo sviluppo della successiva fase di progettazione esecutiva con seguente gara d’appalto”, si legge sulla delibera Cipe pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno. Con l’acquisto però, sembra crearsi un nodo a proposito del pagamento del pedaggio. L’autostrada sarà gratuita, come annunciato dalla ministra ai Trasporti Paola De Micheli, dal suo vice Giancarlo Cacelleri e dalla deputata all’Ars Stefania Campo?

Il dubbio nasce dal fatto che il pedaggio è previsto proprio nel progetto definitivo comprato dalla “vecchia” Sarc. È scritto al punto 2.3 a proposito dell’aspetto procedurale, tra le “risultanze dell’istruttoria svolta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”: “tra ciascuna coppia di svincoli è prevista l’installazione di portali, interconnessi tra loro, che consentiranno l’esazione del pedaggio con il sistema a “flusso libero” (multilane free flow)”, si legge. Un moderno sistema di pedaggio insomma, quasi invisibile agli occhi, ma non al portafogli del guidatore. È infatti “privo di barriere e caselli tradizionali”, ma i portali consentono di fotografare e rilevare le targhe di tutti i veicoli in transito. Si paga in maniera telematica, con telepass o in contanti da esercenti autorizzati.

Costerà 754 milioni di euro

La spesa complessiva prevista per sostituire quella che attualmente è definita “la strada della morte” per l’alto numero di incidenti con esito drammatico, appunto, al lordo del ribasso d’asta di circa il 15 per cento, è di 754 milioni di euro. La somma per acquisire il progetto è inclusa. Le cifre sono ripartite tra Anas e Regione Siciliana. Anas metterà 149.207 milioni di euro, la Regione parteciperà con 217,700 milioni dai fondi Par Fas 2007/2013 e con 387,257 milioni dalla riprogrammazione dei fondi del piano operativo dedicato alle infrastrutture del Fondo di sviluppo e coesione 2014/2020. Adesso, il contratto di programma di Anas, lo strumento che assegna risorse pubbliche ad Anas per la realizzazione degli interventi infrastrutturali, “dovrà recepire l’inserimento dell’opera ed il relativo finanziamento”.

Nello Musumeci commissario

Il progetto prevede l’adeguamento, “il più possibile in sede”, della S.S. 514 di Chiaromonte e della S.S. 194 Ragusana, dallo svincolo con la S.S.115 allo svincolo con la S.S.114. In pratica una nuova strada con due corsie per senso di marcia, dieci svincoli, in parte nuovi e in parte in adeguamento di opere già esistenti, un’area di servizio e una galleria. In funzione della priorità dell’intervento, l’opera è stata commissariata. La nomina è stata data al presidente della Regione Nello Musumeci. Una scelta che, come fatto con il nuovo ponte di Genova, dovrebbe contribuire ad accelerare l’iter.

Modello Genova

Un “metodo Genova”, invocato più volte dagli esponenti politici siciliani, presidente e assessore al ramo compresi, ma anche dai sindaci dei territori interessati. Questi hanno anche fatto appello al Consiglio di Stato per una maggiore trasparenza. “Chiediamo l’accesso, finora sempre negato, a tutti gli atti del Cipe relativi a questa procedura, perché in passato vi sono state delle lentezze procedurali che sono all’evidenza di tutti”, ha dichiarato a FocuSicilia il legale, Antonio Barone, che li ha rappresentati.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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