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La regione taglia le ali a Trapani. Tolti 4 milioni all’aeroporto Birgi

Tra i tagli annunciati dalla Regione ci sono 4,6 milioni destinati allo scalo. Una notizia "inattesa" per il presidente di Airgest Ombra. E che mette a rischio gli accordi per la continuità territoriale

Quattro milioni e 600 mila euro cancellati: è il destino del capitolo 474102 del Bilancio regionale, dedicato agli “interventi finanziari a favore dell’aeroporto Trapani Birgi”. La somma fa parte dei 240 milioni di euro da trovare in fretta da parte della Regione siciliana dopo la parifica -negativa – della Corte dei Conti sul Bilancio 2018, a coprire una prima tranche del monte debiti che vale per la Regione un totale di oltre 7 miliardi. Il contributo, all’interno della legge regionale 14 dello scorso 6 agosto, era stato inserito in Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (Gurs) numero 37 del 9 agosto nel supplemento ordinario 1, e aveva rischiato di essere eliminato dal Bilancio regionale. La norma, che stanzia un totale di nove milioni, era stata oggetto di impugnativa da parte del governo nazionale. A due mesi, di distanza, e a pericolo scampato, per lo scalo trapanese dedicato a Vincenzo Florio, gestito dalla società Airgest di proprietà della Regione siciliana, arriva un nuovo passo indietro che elimina, di fatto, metà dello stanziamento.

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La nota di Airgest: “Attentato al rilancio dell’aeroporto”

Sulla notizia del possibile dimezzamento dei fondi stanziati dalla Regione siciliana per l’aeroporto di Trapani Birgi è intervenuto il presidente di Airgest, Salvatore Ombra. “È una notizia che mi coglie di sorpresa – afferma Ombra – stiamo lavorando per comprendere e impedire che venga a crollare tutta l’impalcatura che abbiamo costruito a difesa dell’aeroporto, con conseguenti danni irreparabili sul piano industriale, necessario al rilancio del Vincenzo Florio. Abbiamo coinvolto immediatamente tutti i deputati della nostra provincia e l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, affinché seguano con rigorosa attenzione quanto si sta verificando”. Frattanto la quinta commissione Ars ha dato già il suo parere positivo sull’iter procedurale. E il presidente della Commissione Affari Istituzionali, Stefano Pellegrino, ha ribadito la sua posizione in prima linea nel processo di rinnovamento dell’aeroporto trapanese: “la situazione in cui versa il bilancio regionale a seguito del disavanzo individuato dalla Corte dei Conti non può penalizzare un’opera come l’aeroporto di Birgi. Il suo scalo riveste un ruolo strategico per combattere il caro voli che stritola il nostro territorio, con tariffe che per tratte nazionali  superano anche i 500 euro. Con il parere positivo in V Commissione, l’iter procedurale può e deve procedere speditamente, affinché si garantisca un progetto di sviluppo che miri anche all’attivazione di nuove risorse”. 

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La “continuità territorale” a rischio

Trapani, insieme a Comiso, è uno dei due aeroporti siciliani destinatari delle tariffe agevolate rivolte ai residenti. Un’applicazione, con contributi regionali, della cosiddetta “continuità territoriale” per favorire i tanti residenti in Sicilia. Un piano, che dovrebbe consentire di collegare l’aeroporto con Ancona, Brindisi, Napoli, Trieste, Parma e Perugia con tariffe dai 45 ai 60 euro, al momento non ancora partito, nonostante un accordo siglato con Ryanair per nuove partenze da marzo 2020. Un problema, quello del caro voli, sottolineato anche dalla Regione siciliana: negli scorsi giorni il governo presieduto da Nello Musumeci ha provveduto per le vacanze natalizie all’istituzione di otto bus Ast con partenza da Milano Napoli e Roma a prezzi tra dieci e trenta euro. “A causa delle proibitive tariffe delle compagnie di volo”, scriveva la Regione siciliana proprietaria dell’azienda a proposito dei bus – moltissimi giovani rischiavano di non poter trascorrere il periodo festivo con i propri cari. Per questo motivo, il governo Musumeci ha varato un’iniziativa unica nel suo genere”.

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“Chiediamo l’aiuto dei politici e del territorio”

Continuità territoriale e finanziamenti sono provvedimenti che Ombra, insediatosi lo scorso agosto, rivendica per risollevare le condizioni dello scalo trapanese richiamando a raccolta il territorio: “La nostra è stata una corsa a ostacoli continua – ha detto Ombra – non possiamo permettere che le somme destinate ed erogate ad Airgest non siano quelle necessarie e tanto attese, anche nel rispetto degli impegni già presi con le compagnie aeree. Il taglio della Regione annunciato per Birgi non può non essere contrastato e scongiurato, anche con l’aiuto immediatamente chiesto ai politici del nostro territorio”, conclude il presidente di Airgest.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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