fbpx

La Sicilia non è un’isola per bimbi. Più servizi per gli anziani, pochi per i giovani

Tanta strada da fare per avere un'Isola a misura di bambini, ragazzi e anziani. Nei capoluoghi siciliani mancano i servizi per i più piccoli, mentre i giovani mostrano molta intraprendenza ma devono fare i conti con problemi strutturali. Il report del Sole 24 Ore

La Sicilia non è un isola a misura di bimbo. Dei dieci capoluoghi italiani nei quali i bambini vivono peggio, quattro si trovano sull’Isola. Trapani, Catania, Palermo e Caltanissetta occupano posizioni tra la 98esima e la 106esima, su un totale di 107 capoluoghi analizzati nella seconda edizione del report sulla qualità della vita del Sole 24 ore. Sul fronte dei giovani, la Sicilia mostra risultati meno negativi. La regione vanta infatti una certa vitalità imprenditoriale tra gli under 35, in particolare a Enna, Agrigento e Palermo, mentre Ragusa, Caltanissetta, Messina e Trapani rientrano nella top 30 nazionale. Malgrado ciò, resta alto il tasso di disoccupazione giovanile, con ben cinque province siciliane nelle ultime dieci posizioni della classifica nazionale. Anche i nonni non sembrano a loro agio. Per quanto riguarda gli over 65, a offrire la migliore qualità della vita è a Catania, al 28esimo posto in Italia. Il resto della Sicilia non brilla. Bisogna andare alla 67esima posizione per trovare Enna e alla 70esima per trovare Ragusa, e anche gli altri capoluoghi si trovano nella parte bassa della classifica.

Leggi anche – Sicilia, in 8 capoluoghi su 9 la qualità della vita è “insufficiente”. La classifica

I servizi per i più piccoli

Per quanto riguarda i bimbi tra zero e 14 anni, a ottenere il piazzamento migliore nell’Isola è la provincia di Enna, al 76esimo posto, seguita da Messina (78esima), Siracusa (85esima) e Ragusa (92esima). A pesare la carenza di asili, che inchioda tutti i capoluoghi nella metà inferiore della classifica. Non mancano dati positivi. Enna conta la percentuale più bassa di delitti contro i minori (0,4 ogni diecimila), il settimo dato migliore in Italia. Messina mostra buone performance per la presenza di medici specializzati, piazzandosi al terzo posto nazionale con 3,5 pediatri ogni mille residenti tra zero e 14 anni. Inoltre il capoluogo è all’ottavo posto in Italia per numero di studenti per classe, poco più di 16. Quattro capoluoghi siciliani si piazzano alle prime posizioni per tasso di fecondità. Ragusa è al secondo posto nazionale, con una media di 1,5 figli per donna, seguita al quarto posto da Catania, al quinto da Palermo e all’ottavo posto da Siracusa. In queste tre province, la media di figli è di 1,4 per donna. Per quanto riguarda il verde pubblico, infine, ottiene un buon risultato Agrigento, al 24esimo posto nazionale, con 52 metri quadri per bambino.

Leggi anche – Il 38 per cento dei siciliani è a rischio povertà. Scarsi i servizi essenziali

Meno giovani nell’Isola

Per i giovani nella fascia tra 18 e 35 anni la provincia peggiore è Siracusa, all’85esimo posto, mentre nella parte alta della classifica troviamo soltanto Agrigento (17esimo posto) ed Enna (29esimo posto). Oltre che per iniziativa imprenditoriale, le province di Enna e Palermo si distinguono per la presenza di amministratori giovani. A far bene, da questo punto di vista, anche Messina. Gli under 35 siciliani mostrano una certa propensione a metter su famiglia. Agrigento, Trapani, Palermo e Caltanissetta sono nella top ten per numero di matrimoni, e anche gli altri capoluoghi ottengono buoni dati per questo indicatore. Le province siciliane registrano inoltre l’età media più bassa per quanto riguarda il parto. Siracusa è prima in Italia (meno di 30 anni e mezzo), seguita nelle prime dieci posizioni da Catania, Palermo, Caltanissetta e Ragusa, tutte intorno ai 31 anni. Malgrado ciò, soltanto Ragusa e Messina mostrano un saldo di abitanti positivo. Nel capoluogo ibleo la popolazione è in crescita del sette per mille, mentre nella città dello Stretto dello 0,3 per mille. Tutte le altre province hanno saldo negativo, e occupano posizioni inferiori all’80esima.

Leggi anche – Sicilia, il 48 per cento dei giovani senza studio e formazione. I dati Ebert

La situazione degli anziani

Venendo agli anziani, il report segnala come indicatore negativo il tasso di consumo di antidepressivi. Catania è al quarto posto in Italia, mentre Siracusa ed Enna rientrano nelle prime venti posizioni. Tra gli altri indicatori valutati anche l’esposizione all’inquinamento acustico. Su questo fronte Trapani, Agrigento ed Enna sono tra i primi dieci capoluoghi italiani, mentre Messina registra il miglior risultato nazionale, seguita a poca distanza da Palermo. Per quanto riguarda gli orti urbani destinati agli over 65, Trapani, Agrigento, Caltanissetta ed Enna risultano tra le città meno fornite in Italia, occupando posizioni inferiori alla centesima. Non tutto va male nell’Isola. Secondo il report infatti Catania e Agrigento sono tra le città italiane con il miglior servizio di trasporto per anziani, mentre Enna è ai primi posti per numero di infermieri, più di uno ogni cento abitanti. Catania e Ragusa, infine, registrano i livelli più alti di anziani “indipendenti”, e si posizionano rispettivamente al quinto e al sesto posto della classifica nazionale.

Leggi anche – Case di riposo per anziani, a Catania il primo regolamento comunale

Strada in salita per il Sud

Tanta strada da fare, insomma, per avere un’Isola a misura di bambini, giovani e anziani. Per quanto riguarda i servizi per i più piccoli, si ribadisce nel report, “molte rappresentanti del Sud, in particolare della Sicilia, restano sul fondo”. Secondo il Sole 24 Ore il Mezzogiorno non sa stare al passo con le esigenze delle famiglie, “soprattutto di quelle con bambini, nonostante si confermi il territorio più giovane e prolifico”. Non mancano i segnali incoraggianti, che però devono fare i conti con deficit strutturali nel sistema economico meridionale. Il report sottolinea infatti il dato dell’imprenditoria giovanile nel Sud Italia, “uno dei segnali di vitalità, a fronte di una situazione sempre critica alle voci emigrazione e disoccupazione”. Sotto quest’aspetto, come detto, la situazione resta molto difficile. “Le ultime 31 province sono tutte del Mezzogiorno, con Siracusa in coda a causa di un tasso di giovani disoccupati del 42,4 per cento, a fronte del 4,9 per cento della capolista Bergamo”.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,945FansMi piace
511FollowerSegui
339FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli