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“Limoni per la ricerca”: dalla Sicilia in tutta Italia per la Fondazione Veronesi

Citrus l'Orto Italiano, fondata e gestita da due donne siciliane a Cesena, da cinque anni finanzia la ricerca medica. La campagna va avanti nei supermercati fino al 28 febbraio

Dalla Sicilia in tutta Italia i limoni che aiutano la ricerca medica. È partita mercoledì scorso e andrà avanti fino al 28 febbraio la campagna “I Limoni per la ricerca 2021”, progetto della Fondazione Umberto Veronesi realizzato in esclusiva con “Citrus l’Orto Italiano” per finanziare studi scientifici di eccellenza. Nei punti vendita delle principali catene della grande distribuzione alimentare ma anche di tante realtà locali, saranno in vendita speciali retine con mezzo chilo di agrumi siciliani al prezzo di due euro. Di questi, per ogni pezzo venduto 40 centesimi andranno ai ricercatori.

Retine in vendita nei supermercati

L’iniziativa che permette di donare una piccola somma alla Fondazione Veronesi acquistando al supermercato ottimi limoni non trattati e coltivati in modo sostenibile in Sicilia è giunta al quinto anno, e i numeri sono in crescita costante e permettono ogni anno di sostenere diversi ricercatori e progetti di ricerca. Tutto grazie a due donne originarie di Acireale, Marianna Palella e Paola Pappalardo, rispettivamente figlia e madre, ma soprattutto Ceo e Direttrice Generale di Citrus l’Orto Italiano, azienda di commercializzazione di prodotti agricoli italiani di grande qualità e salubrità, vere e proprie eccellenze alimentari. L’azienda, nata sei anni fa, nel 2020 ha fatturato quasi sette milioni di euro e ha sede a Cesena.

Marianna e Paola, da Acireale a Cesena

“Abbiamo deciso di fondare qui l’azienda – racconta Marianna Palella – perché qui siamo in una zona che favorisce la logistica, da qui in breve tempo possiamo fare arrivare i prodotti ovunque”. Dalla Sicilia, e in particolare dalla zona di Bagheria, che fu al centro della “Conca d’Oro”, e da quella di Siracusa arrivano i limoni della ricerca, ma dall’isola arrivano anche pomodorini secchi, arance ed erbe aromatiche. Dalla Calabria invece proviene il bergamotto e da altre zone d’Italia zafferano, legumi a residuo zero e altri prodotti.

Valorizzare il Verdello

Di particolare rilievo la politica di Citrus di valorizzare e vendere il limone Verdello, vera eccellenza estiva degli agrumeti siciliani, ma quasi assente dai mercati a causa della frammentazione produttiva e della scarsa quantità prodotta. Il verdello tuttavia è l’unica alternativa fresca ai pessimi e maleodoranti limoni color giallo muffa provenienti dall’altro emisfero, oltretutto con la buccia “non edibile” perché trattata con conservanti.  

“La nostra politica aziendale – spiega Marianna Palella – è basata sulle produzioni tendenzialmente bio e a residuo zero, una produzione etica in cui si garantiscono i diritti dei lavoratori e la giusta remunerazione ai coltivatori, si persegue la qualità con grande attenzione a preservare le qualità salutari dei prodotti. Anche le confezioni sono progettate per garantire il minor impatto possibile e il totale riciclaggio delle materie prime impiegate”.

Etica, sostenibilità e qualità

Insomma i limoni siciliani possono godere di una vetrina nazionale in cui mettere in evidenza qualità e bontà, con la possibilità di mangiare anche la buccia, magari grattugiata, e di godere dell’aroma e della salubrità degli oli essenziali.

La collaborazione con la Fondazione Veronesi va avanti ormai da anni e riguarda tutta la commercializzazione dei prodotti Citrus: per tutto l’anno e per tutto il venduto, l’azienda dona una quota del ricavato al centro di ricerca, a volte per progetti specifici che riguardano, per esempio, la nutrigenomica, che si occupa di studiare l’influenza del cibo sul nostro Dna. Poi ci sono varie campagne che riguardano temi come la salute delle donne e quella degli uomini, progetti anche per i bambini e altri in collaborazione con il Fai per la tutela del patrimonio culturale italiano. “Tutte attività all’insegna della massima trasparenza – precisa Palella – perché nel giro di pochi giorni pubblichiamo i risultati delle campagne, facciamo i bonifici e comunichiamo quanti e quali progetti di ricerca e ricercatori riusciamo a sostenere”.

Progetti e ricercatori

Un’attività di cui va orgogliosa Paola Pappalardo: “L’anno scorso con i limoni siamo riusciti a raccogliere 240 mila euro e a sostenere per un anno otto ricercatori. Un grande successo che quest’anno, pur con tutti i problemi legati alla pandemia, speriamo di migliorare”. L’iniziativa è partita cinque anni fa con l’adesione di sole tre catene di distribuzione e i fondi raccolti sono stati relativamente pochi, ma da allora la crescita è stata costante: le adesioni dei punti vendita sono aumentate anno dopo anno, così come le cifre messe a disposizione della ricerca. Quest’anno quasi tutti i grandi nomi della distribuzione partecipano, ma Paola Pappalardo è soddisfatta anche per un altro aspetto: “Abbiamo visto che il sud e la Sicilia stanno rispondendo con grande entusiasmo allo sforzo di solidarietà comprando prodotti che certo localmente pagherebbero meno. Questi successi mi fanno venire in mente le parole di Papa Francesco, quando sottolinea che è necessario essere uniti e solidali per perseguire il bene comune”.

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Turi Caggegi
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

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