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Lipari, in ospedale mancano specialisti. “Urgente la legge sulle isole minori”

La struttura sanitaria manca di cardiologi, ortopedici e anestetisti, con gravi rischi per la prolazione. Il problema principale sono le rinunce dei medici che "fuggono" dalle sedi svantaggiate. Per questo l'Asp e i cittadini invocano un intervento del Parlamento

Si torna a parlare dell’ospedale di Lipari, l’isola più popolosa delle Eolie, e stavolta, finalmente, per una buona notizia. L’Asp di Messina ha pubblicato il bando per il reperimento di un cardiologo per la struttura ospedaliera che d’inverno serve una popolazione di oltre diecimila persone che in estate salgono a oltre centomila. Per l’incarico è ormai questione di qualche settimana. A confermare la notizia è il commissario dell’azienda sanitaria peloritana, Bernardo Dino Alagna: “Stiamo per concludere la ricerca del professionista e presto firmeremo il contratto. Abbiamo anche pubblicato il bando per il reperimento di figure per la Medicina iperbarica e abbiamo già un partecipante. Per quanto riguarda invece l’esperto di Cardiologia, abbiamo già un’intesa verbale con un collega pensionato disposto ad assumere l’incarico a Lipari. In questo modo presto sull’isola ci sarà un servizio di cardiologia dalle otto alle 20 per sette giorni, compresa la domenica, grazie anche all’ausilio di un altro cardiologo già in servizio dalle otto alle 14”.

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Il nodo dell’assistenza notturna

Resta a questo punto da risolvere la scopertura notturna della cardiologia: “Il medico che assumerà l’incarico non sarà disponibile dalle 20 alle otto del mattino successivo”, spiega Alagna. Il camice bianco disposto a fare l’accordo, precisa tuttavia il direttore, “è pronto a garantire, durante la sua presenza sull’isola fuori dall’orario di lavoro, anche la reperibilità notturna”. C’è poi il tema dei viaggi dell’elisoccorso, che spesso prelevano persone infartuate. Missioni che costano dagli ottomila ai diecimila euro a viaggio, a seconda se l’ospedale di arrivo sia quello di Messina oppure quelli di Catania, Palermo o Caltanissetta. “Al momento di più non possiamo fare”, ha aggiunto Alagna, “ma è chiaro che i nostri intenti non si fermano qui”.

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L’assenza di un ortopedico stabile

Altro paradosso dell’ospedale eoliano è l’assenza di un ortopedico che svolga attività continuativa. Al momento è operativo soltanto un turno settimanale di un professionista esterno. Per tutti gli altri giorni chi si frattura un arto finisce trasportato in aliscafo a Milazzo oppure, se il danno è serio, viene stabilizzato e trasferito in altra sede in elicottero, con un dispendio di risorse e di personale non indifferente. “Purtroppo”, ha spiegato ancora Alagna, “abbiamo fatto il concorso per la sede di Lipari, ma l’ortopedico vincitore ha optato per un’altra sistemazione, visto che lo stipendio era lo stesso di una sede sulla terraferma. Questo è uno dei problemi che dobbiamo superare a livello legislativo. Adesso abbiamo in itinere un altro concorso, per molti posti di ortopedico all’ospedale Sirina di Taormina. Speriamo di attingere da quella graduatoria convincendo qualcuno ad andare a Lipari, ma bisogna incentivare i medici a scegliere una sede svantaggiata, altrimenti faremo un buco nell’acqua”.

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La difficoltà per gli ospedali svantaggiati

In Parlamento, ha ricordato il commissario dell’Asp, è impantanata la legge sulle isole minori che potrebbe permettere di superare pure le assenze di personale sanitario. Alagna ha spiegato di aver nuovamente sollecitato la Regione a prevedere un disegno di legge che favorisca le assunzioni nell’ospedale di Lipari: “L’iter per prevedere una carriera più rapida del medico con un punteggio aggiuntivo non è mai andato avanti. Io avevo anche proposto all’assessorato un incentivo economico per i sanitari che avrebbero scelto le Eolie. Nonostante le rassicurazioni giunte, niente è stato portato avanti. Nel frattempo abbiamo reperito una struttura alberghiera che si è offerta di applicare una tariffa favorevole ai sanitari che si recheranno sulle isole. Per prima cosa però bisogna invogliare i medici a farlo, e non è certo il solo sconto dell’albergo a cambiare la situazione”.

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Le altre iniziative sanitarie

Sul piano della programmazione sanitaria per Lipari, Alagna ha spiegato che il Dipartimento pianificazione dell’assessorato alla Salute sta valutando di autorizzare i lavori per la Terapia subintensiva, per un importo di circa un milione di euro. Tutto in alto mare invece sul fronte degli anestesisti, perché queste figure professionali scarseggiano in tutte le sedi dell’azienda. Migliora, invece, il servizio di Ostetricia e Ginecologia, che ha incrementato le sue figure professionali. I medici, spiega Alagna, hanno sede all’ospedale di Milazzo, ma ruotano anche a Lipari. Proprio la scorsa settimana un’equipe ha permesso di assistere d’urgenza una signora rumena che ha avuto bisogno di un cesareo.

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La protesta dei cittadini non si ferma

Più volte in questi ultimi anni il comitato di cittadini “L’ospedale di Lipari non si tocca” ha sollecitato interventi risolutivi e non temporanei per l’assistenza e per superare una situazione che definiscono di  “salute negata”. “Abbiamo chiarito che l’unica soluzione per il nostro ospedale, data la specificità del territorio, è quella di incentivare economicamente medici, infermieri, Oss, tecnici di laboratorio e tutto il personale sanitario”, si legge nell’ultima lettera del comitato inviata alle autorità. I cittadini quindi sollecitano il Parlamento “a procedere con l’approvazione della legge sulle isole minori, promessa dal sottosegretario Andrea Costa durante la sua visita a Lipari”. Una legge urgente visto che, concludono, “troppi denari, troppi fondi destinati alla sanità vengono bruciati per progetti e infrastrutture quando per far funzionare l’ospedale serve innanzitutto il personale”.

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista, per molti decenni al quotidiano "La Sicilia" di Catania, con la qualifica di cronista. In passato collaboratore di testate nazionali e corrispondente per anni dell'Agenzia di stampa nazionale "Quotidiani associati".

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