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Lotta ai tumori, la Sicilia migliora. Bene Catania e Palermo, male Caltanissetta

Le performance della Rete oncologica regionale migliorano sensibilmente secondo Agenas: la Sicilia passa a un giudizio di 57,75 nel 2022, contro il 37 su cento del precedente monitoraggio del 2020. Ma ci sono grandi disparità tra Catania e Palermo e le altre province. Con Caltanissetta che sconta gravi carenze e distanze dai centri

L’organizzazione della rete oncologica in Sicilia è “in progresso”: con un Indice sintetico complessivo di valutazione (Isco) di 57,75, l’isola è a un livello di performance medio alto in Italia, secondo la Quinta Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle Reti Oncologiche Regionali pubblicato da Agenas. L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha monitorato una serie di indicatori riguardanti le sette patologie oncologiche maggiori riferite all’anno 2022. Ma analizzando il dettaglio territoriale, emerge una grande differenza interna alla stessa Sicilia, soprattutto tra Catania e Palermo e le aree più interne come la provincia di Caltanissetta.

A Catania e Palermo la maggioranza dei ricoveri

Nelle due province più popolose, Palermo e Catania, sono concentrati i maggiori centri regionali per la lotta ai tumori: hanno rango di “hub” nella classificazione regionale, ed eseguono la grande maggioranza dei ricoveri per ognuna delle patologie oncologiche prese in esame (mammella, colon, retto, polmone, prostata, ovaio ed utero). Il massimo numero di ricoveri è relativo ai tumori alla mammella, effettuati in maggior numero (oltre 700 nel 2022) nella struttura di Humanitas Catania. Seguono l’ospedale Cannizzaro, sempre a Catania, e il policlinico Paolo Giaccone di Palermo, entrambi oltre i 350. Per il tumore al polmone è ancora un ospedale catanese ad avere il maggior numero di ricoveri nel 2022, il Garibaldi-Nesima, con oltre 110. Segue oltre quota cento l’Ismett di Palermo e ancora Humanitas a Catania con oltre 70. Per i tumori alla prostata il riferimento regionale è l’Istituto Giglio di Cefalù (in convenzione con il San Raffaele), con oltre cento ricoveri, seguito dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Gaetano Martino di Messina e dall’ospedale Civico di Palermo. Entrambe le strutture hanno visto nel 2022 poco meno di cento ricoveri.

Cannizzaro primo per tumori all’utero, Civico per l’ovaio

L’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania è prima in Sicilia anche per i ricoveri relativi al tumore dell’utero, raggiungendo quota 150, poche unità in più dell’ospedale Civico di Palermo, mentre terzo per questa patologia è ancora il Garibaldi Nesima di Catania con oltre 80. Al Civico di Palermo sono stati effettuati oltre 80 ricoveri per il tumore all’ovaio nel 2022, mentre il Cannizzaro di Catania raggiunge quota 70, circa il doppio del Garibaldi Nesima. Ospedale Civico di Palermo e il Garibaldi Nesina di Catania, insieme all’Istituto Oncologico del Mediterraneo (di Viagrande, nell’hinterland di Catania) sono gli ospedali con più ricoveri per i tumori allo stomaco, oltre 20 nel 2022. Per i tumori al retto c’è ancora una clinica palermitana in testa per numero di ricoveri (oltre 40) la Casa di Cura La Maddalena, seguita dall’ospedale Garibaldi Nesima di Catania a quota 40 e dal Civico di Palermo con oltre 30 ricoveri. L’Ismett di Palermo è primo per i ricoveri relativi al tumore al pancreas, con più di 30, seguito dal Civico (20) e dall’Istituto oncologico del Mediterraneo (oltre 10). La clinica di Viagrande è prima in Sicilia per i ricoveri relativi al tumore al Colon, con quasi 200, seguita dal Garibaldi Nesima e dal Civico di Palermo, entrambi oltre quota 150 ricoveri nel 2022.

Chemio e radioterapia: gravi difficoltà a Caltanissetta

La situazione di marginalità delle province interne siciliane rispetto ai due maggiori centri si evince però osservando i dati dell’Indice di Bacino di prossimità (per prestazioni ambulatoriali di chemioterapia e radioterapia). A Catania l’Indice di Bacino di prossimità è tra i più alti d’Italia, il 91,02 per cento. Si tratta di un valore che pone la provincia etnea a livelli superiori ad alcune delle migliori realtà del Nord di Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria e in parte del Lazio. Al capo opposto c’è però la provincia di Caltanissetta, che registra la possibilità di effettuare prestazioni ambulatoriali entro i 60′ del 3,83 per cento. Segue l’Asp di Agrigento, con un indice del 18,92 per cento, mentre Enna raggiunge il 25,65 per cento, meno della metà di Trapani e Messina, quarta e quinta “peggiore” con rispettivamente il 58,83 e il 59,37 per cento. Tutte ampiamente sopra il 65 per cento le altre provincie, con Ragusa al 68,62, Siracusa al 79,67 per cento e Palermo all’89,31

Dal 2020 la Sicilia migliora sensibilmente

Nel complesso migliora la Rete oncologica regionale della Sicilia. Nella precedente indagine, relativa al 2020, Agenas dava infatti alla Rete della lotta ai tumori siciliana un punteggio Isco complessivo di 37,6. Un progresso che per Agenas si spiega con “una riorganizzazione della rete che sta mostrando un crescente impatto favorevole sugli esiti“. In un indice di performance dove prevalgono le regioni del Centro-Nord Italia, con Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte/Valle d’Aosta, Veneto e Liguria che segnano un Isco superiore a 80 su 100 e quindi “totalmente performativo”, il risultato siciliano precede numericamente quello di quasi tutte le altre regioni del Sud, (Calabria, Sardegna, Basilicata e Molise), e di Regioni del Centro e del Nord come Umbria e Friuli Venezia Giulia, con solo Puglia e Abruzzo, al Sud, con risultati complessivi migliori nell’indice Isco.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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