Politica in lutto, il Governo Prodi in lacrime | Proprio lui se n’è andato in queste ore: un gigante
La politica italiana piange Luigi ‘Gino’ Nicolais, ex ministro del governo Prodi. Scopri la storia di un uomo che ha unito scienza e istituzioni con rara competenza.
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Da accademico a ministro: Il percorso politico di Nicolais
Luigi Nicolais ha costruito una carriera accademica di primissimo piano, affermandosi come professore ordinario di tecnologie dei polimeri all’Università Federico II di Napoli. La sua attività di ricerca, intensa e riconosciuta a livello internazionale, lo ha reso un punto di riferimento nel settore dei materiali avanzati e dell’innovazione applicata. Per decenni, è stato una delle voci più autorevoli nel dibattito sul trasferimento tecnologico, un tema cruciale per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. Il suo ingresso nel mondo della politica attiva, avvenuto nei primi anni Duemila, non è stato un abbandono, ma un’estensione della sua missione. Ha ricoperto il ruolo di assessore regionale in Campania, con deleghe a università, ricerca e innovazione nella giunta guidata da Antonio Bassolino, dimostrando da subito la sua capacità di tradurre il sapere scientifico in azione amministrativa. Il culmine della sua esperienza politica nazionale è arrivato nel 2006, quando Romano Prodi lo ha scelto come ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione. Un incarico prestigioso e sfidante, mantenuto fino al 2008, durante il quale Nicolais si è impegnato per la modernizzazione e la digitalizzazione della macchina statale, rendendola più efficiente, trasparente e vicina ai cittadini.

L’eredità di un riformatore: Parlamento, Napoli e il Cnr
Anche dopo l’esperienza ministeriale, l’impegno di Luigi Nicolais è rimasto saldamente ancorato ai principi di competenza e innovazione. Eletto deputato nel 2006, ha dedicato la sua attività parlamentare ai temi della cultura, della scienza e della conoscenza, considerandoli veri e propri motori di sviluppo. La sua azione è stata sempre improntata alla volontà di mettere le competenze tecniche e scientifiche al servizio delle decisioni politiche, una filosofia che ha caratterizzato ogni fase della sua carriera. Nel 2009, pur non vincendo la sfida elettorale per la presidenza della Provincia di Napoli, ha rafforzato la sua immagine di tecnico focalizzato sui contenuti piuttosto che sulla mera competizione partitica. Un profilo serio e sobrio, che ha continuato a ispirare l’idea di una politica fondata su progetti concreti. Il suo ritorno al centro del sistema della ricerca italiana lo ha visto ricoprire, dal 2012 al 2016, la presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), l’ente pubblico di ricerca più grande d’Italia. Questo incarico ha suggellato la sua figura di riformatore, capace di far dialogare scienza e decisione pubblica, mantenendo distinti ma interagenti i due piani. Luigi “Gino” Nicolais resta una figura simbolo, un promotore instancabile dell’innovazione nel Mezzogiorno, la cui eredità è oggi più che mai un modello di politica basata su serietà, dialogo e un’indispensabile sinergia tra ricerca e istituzioni.
