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Maltempo, danni milionari nel catanese. “Coltivazioni cancellate dall’acqua”

Dopo 48 ore di forti piogge si fa il bilancio in Sicilia orientale. Per Coldiretti i danni sono quasi "incalcolabili", mentre gli agricoltori di Scordia e Carlentini accusano le istituzioni per gli interventi di manutenzione fluviale non fatti per tempo. Nel messinese situazione critica, ma sotto controllo

Milioni di euro di danni, coltivazioni compromesse, strutture e strade danneggiate. Gli agricoltori del catanese raccontano a FocuSicilia il nubifragio che negli ultimi giorni ha investito la Sicilia orientale. “Io ho 150 ettari di terreno, i danni ammontano a circa 400 mila euro e sono frutto dell’incuria dell’uomo”, dice Vito Amantia, agricoltore di Scordia, la città più colpita dal nubifragio, dove purtroppo si sono registrate anche delle vittime. “Il fiume San Leonardo, vicino la mia proprietà, non è stato messo in sicurezza. Da anni aspettiamo degli interventi che però non sono mai arrivati”, conferma Alfio Di Giorgio, titolare di un agriturismo a Carlentini. La conta dei danni è in corso, ma per una stima complessiva è ancora presto. “Sicuramente parliamo di milioni, anche se la situazione è diversa di zona in zona. In molte aree i danni sono incalcolabili”, dice Dario Mazzola, vicedirettore di Coldiretti Catania. Grandi piogge anche a Messina, dove però non sono stati registrati feriti o danni gravi.

“Caduti 300 millimetri d’acqua”

Nel territorio più colpito, Scordia, la situazione è seria. “Qui ha cominciato a piovere prima rispetto ad altre zone della Piana, intorno alle 13 di domenica”, spiega Amantia. Di conseguenza “non sono caduti 150 millimetri come dice la Protezione civile, ma almeno 300 millimetri, se non di più”. I danni nella proprietà di Amantia sono notevoli, ma nella zona c’è chi sta peggio. “Molte attività non esistono più, sono state letteralmente cancellate dall’acqua”. Secondo l’agricoltore è colpa “della scarsa manutenzione dei canali fluviali”, che hanno tracimato “in tutto il territorio, da Scordia a Palagonia”. Oltre ai danni alle strutture, che sono stati ingenti, ci saranno conseguenze anche sul raccolto. Per Amantia sarà difficile recuperare qualcosa. “Le piante che non sono già andate perdute, con tutta questa acqua, verranno attaccate dai funghi e moriranno”. A essere colpiti sono soprattutto gli agrumeti. Secondo Coldiretti molti di essi “sono stati letteralmente sradicati”, ma sono a rischio anche la raccolta delle olive e la semina delle coltivazioni autunnali.

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Il peso del cambiamento climatico

Alla base di questa drammatica situazione, secondo l’associazione, c’è soprattutto il cambiamento climatico. “In Italia si contano fino ad ora, nel 2021, ben sei nubifragi al giorno”. Per questo è indispensabile “l’ammodernamento di tutto il sistema”, a cominciare dalla viabilità, che in Sicilia vede “strade zeppe di buchi che rendono pericoloso e difficoltoso il trasporto dei prodotti”. Sul punto insiste anche Amantia. “Con una pioggia del genere i danni ci sarebbero stati comunque. Ma se la manutenzione fosse stata fatta a dovere, sarebbero stati sicuramente meno gravi”. Purtroppo, secondo l’agricoltore, la gestione del territorio è affidata a “persone poco competenti”. Per venire incontro alle popolazioni colpite dal nubifragio, nelle scorse ore, il governo Musumeci ha annunciato lo stato di emergenza e ha chiesto a Roma di attivare lo stato di calamità. Passaggi burocratici che stridono con l’urgenza degli agricoltori travolti dall’acqua. “Qui intanto non si è visto nessuno, nemmeno un membro della giunta regionale”, puntualizza Amantia.

“Pericoli anche per le persone”

Tra i territori più colpiti dalle precipitazioni anche Carlentini, ai margini della Piana di Catania. “Domenica avevo un banchetto per cento persone, ho dovuto allarmare la gente per andare via”, spiega Di Giorgio, proprietario di un agriturismo. Non solo pericolo per le coltivazioni, dunque, “ma anche per le persone, come abbiamo visto purtroppo a Scordia”. La proprietà ha subito circa 500 mila euro di danni. “Un muro di quindici metri è stato completamente travolto dall’acqua, dovremo rifarlo”. A fare rabbia, però, è il fatto che si tratti di una tragedia annunciata. Già in occasione dell’alluvione del 2018, spiega Di Giorgio, “furono promessi interventi che poi non abbiamo visto”. A cominciare dalla pulizia dei fiumi, “che sono pieni di detriti”. Il pericolo maggiore, ribadisce Di Giorgio, è il fiume San Leonardo. “Non sono state manutenute le paratie, che abbiamo dovuto fare di tasca nostra”. Azioni di questo tipo, unite a un controllo più attento del territorio e dei corsi d’acqua, “avrebbero evitato i disagi di queste ore”.

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Manutenzione sulle spalle dei proprietari

In questo momento, aggiunge Di Giorgio, “il 30/40 per cento della proprietà, che è di circa 100 ettari, si trova sott’acqua”. Oltre al danno economico sull’agriturismo, ci saranno conseguenze serie per le coltivazioni. “Molte piante sono completamente sradicate, altre sono piegate su un fianco e probabilmente si romperanno quando le alzeremo”. Le radici ancora attaccate al suolo, infatti, potrebbero spezzarsi. Per il futuro l’auspicio è che le istituzioni siano più attente. “L’ultima volta, a visitarci dopo l’alluvione venne il ministro Luigi Di Maio. Peccato che dei finanziamenti che vennero deliberati non abbiamo visto nulla”. Gli unici interventi di manutenzione dal 2018 al 2021, aggiunge l’agricoltore, sono stati realizzati dai proprietari. “Purtroppo abbiamo una Regione e un assessorato completamente assenti. Pensiamo anche ai progetti bocciati all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. La conclusione del coltivatore è amara. “Siamo stati abbandonati a noi stessi”.

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Sopralluoghi in corso

Ad assistere gli agricoltori, in questo momento, sono anche le associazioni datoriali. “Stiamo effettuando dei sopralluoghi, purtroppo molti terreni sono completamente allagati ed è difficile persino entrarvi”, spiega il vicedirettore di Coldiretti Catania Mazzola. I più danneggiati sono gli impianti irrigui, “completamente divelti”, ma anche la viabilità è compromessa, “visto che l’acqua ha portato via interi tratti di strada”. Inoltre a Scordia, aggiunge il dirigente, “l’alluvione è arrivata pochi giorni dopo una seria grandinata, che aveva già compromesso le coltivazioni”. La Coldiretti si è rivolta alle autorità, a cominciare dalla Prefettura di Catania. Meno drammatica, nonostante l’allerta meteo rossa, la situazione di Messina. Anche lì l’associazione sta effettuando dei sopralluoghi, ma secondo il presidente provinciale Giuseppe Piccolo i danni sono limitati. “Abbiamo registrato soltanto alcune frane, che possono essere risolte con piccoli interventi meccanici”. Per il resto, aggiunge, non si registrano grossi danni. “Una fortuna, vista la storia del nostro territorio”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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