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Meno pensioni, più indennità e Cig. Inps e il quadro previdenziale in Sicilia

I morti per Covid-19 incidono anche sulla spesa pensionistica: in Sicilia Inps nel 2021 ha erogato oltre seimila assegni in meno. E nella maggioranza dei casi sono destinati alle donne, con importi molto più bassi degli uomini. I dati del bilancio sociale dell'istituto di previdenza

Invecchiamento della popolazione e aumento della mortalità hanno portato nel 2021 a un “risparmio” nelle erogazioni pensioni in tutta Italia di quasi 12 miliardi di euro, stima Inps. Il 2021 ha visto una diminuzione di oltre 6.300 trattamenti pensionistici, e altri 12.274 sono ora rivolti verso i “superstiti” nella sola Sicilia. Conseguenza di quella che Inps ha indicato più volte come “mortalità in eccesso” dovuta alla pandemia da Covid-19 nei suoi studi statistici. I dati sono contenuti nel bilancio sociale 2021 dell’ente previdenziale in Sicilia, regione nella quale si sta però vivendo un periodo di paradossale difficoltà per Inps: anche se il monte pensioni è in calo, si sta affrontando “una condizione regionale socio-economica senza precedenti”.

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Oltre un milione di pensioni erogate in Sicilia nel 2021

Nonostante i risparmi, vi è stato un peggioramento del rapporto tra lavoratori attivi, con gli occupati pari a circa 1,3 milioni che hanno generato nel solo settore privato nel 2020 un versamento di contributi di quasi 3,2 miliardi di euro, e pensionati. Al 31 dicembre 2021 le 1.068.385 pensioni erogate in Sicilia rappresentano il 7,7 per cento del totale nazionale, pari a 13.766.604. Di queste il 76,1 per cento è costituito dai trattamenti di origine previdenziale dei lavoratori privati e 255.492, corrispondenti al 23,9 per cento, sono riconducibili ai lavoratori che prestano attività a favore delle amministrazioni pubbliche. Circa il 60,5 per cento della spesa previdenziale siciliana è assorbita dalle pensioni di vecchiaia e anzianità, mentre il 30,5 per cento dalle pensioni ai superstiti, “storicamente erogate a favore del genere femminile”, sottolinea Inps.

Il “gender gap”: gli uomini hanno pensioni molto più alte

Le pensioni erogate alle donne in Sicilia rappresentano il 52 per cento del totale (562 mila), percentuale che sale al 55 per cento per gli ex dipendenti pubblici. E gli assegni sono mediamente molto meno consistenti che per gli uomini. Quello che Inps chiama un vero e proprio “gender gap” vede una media di 466 euro in meno per le donne nel lavoro privato, con gli uomini che percepiscono un importo lordo medio di 1108 euro, che scende a 642 euro per le donne. Un “gap” che sale a 636 euro per i pensionati provenienti dal mondo del lavoro pubblico.

Le pensioni diminuiscono nonostante Quota 100

Solo il nove per cento sono le pensioni di invalidità/inabilità in Sicilia Queste sono 77.377, ben 5.495 pensioni in meno, rispetto all’anno precedente (meno 6,63 per cento). Le pensioni ai superstiti invece, subiscono una contrazione dello 0,97 per cento, in valore assoluto pari a 2.624 pensioni. L’aumento delle pensioni di vecchiaia/anzianità è invece molto contenuto, pari a 1.812 trattamenti, corrispondenti ad un differenziale positivo rispetto all’anno 2020, uguale allo 0,39 per cento. Tutto questo “parla” della generale contrazione delle pensioni in Sicilia, sebbene nel 2020 vi sia stato un aumento delle nuove pensioni siciliane pari a 39.663 unità a seguito dell’entrata in vigore di Quota 100, Ape sociale o Opzione Donna. L’effetto di queste misure “comunque inferiore a quanto ci si aspettasse”, sottolinea Inps, è stato nel 2021 compensato dalla contestuale e numericamente significativa eliminazione di molte prestazioni a lunga decorrenza. Con un decremento delle pensioni vigenti pari a 6.307 trattamenti nel 2021, prosegue l’analisi.

Indennità di disoccupazione, oltre 270 mila erogazioni

Quel che davvero cambia gli scenari è però la crisi, stigmatizzata dalla stessa Banca d’Italia che l’ha definita “la peggiore dal dopoguerra”. Una condizione palesatasi dal punto di vista dell’istituto nell’erogazione di “prestazioni assistenziali ed a sostegno del reddito, alcune delle quali istituite con norme di vera e propria emergenza, e, dall’altro, di continuare a gestire senza soluzione di continuità tutte le altre prestazioni, per così dire ‘tradizionali'”, spiegano Sergio Saltalamacchia e Girolamo Binaggia, rispettivamente direttore regionale e presidente del comitato regionale di Inps in Sicilia. Partendo dall’indennità di disoccupazione Naspi, questa è stata richiesta nel 2021 da oltre 179 mila lavoratori (erano quasi 183 mila nel 2020), di cui poco meno di 148 mila accolte. A queste si aggiungono le oltre tremila richieste di Dis-Coll, ovvero l’indennità per i collaboratori (Co.co.co.), di cui accolte sono state 1.782. Ben più impattante è stata invece la disoccupazione agricola, con quasi 139 mila richieste di cui 130 mila accolte. Diminuiscono invece le ore di lavoro autorizzate per la cassa integrazione nelle sue varie forme, con il totale che scende a 106 milioni nel 2021, contro gli oltre 139 milioni di ore del 2022. Il dato è comunque da raffrontare al periodo pre-pandemia, quando le ore autorizzate erano nel 2019 appena 9 milioni.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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