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Messina, negozi pronti a calare la saracinesca. Chiude il cinema Apollo

Il presidente di Confesercenti, Palella, fa il punto della situazione: "I cinque settori maggiormente colpiti sono alberghi, ristoranti, bar, panifici, lavanderie industriali. Il 20 per cento delle imprese rischia la chiusura. Vanificato il rilancio della stagione estiva"

La crisi dei rincari energetici porta con l’acqua alla gola molte attività commerciali anche a Messina e in provincia. Proprio qualche giorno fa, lo storico cinema Apollo ha annullato il cineforum e andando avanti così sarà costretto alla chiusura, mentre i settori al momento maggiormente colpiti “sono soprattutto alberghi, ristoranti, bar, panifici, lavanderie industriali”, spiega Alberto Palella, presidente di Confesercenti Messina. “Anche altri ne risentono, come l’abbigliamento, ma non in maniera così grave da rischiare la chiusura”. I cinque elencati invece sono quelli più penalizzati, e di questi “il venti per cento – prosegue Palella – stanno aspettando: o arrivano gli aiuti da parte dello Stato o si va dritti verso la chiusura. Sono situazioni critiche e non c’è via di scampo. Le piccole aziende, a conduzione familiare, anche se il padre, la madre, i figli, non prendono lo stipendio per due mesi, possono reggere. Ma ci sono attività come certi alberghi, con forniture elettriche da 85 mila euro al mese, che avrebbero dovuto far pagare un supplemento di 20 euro a camera per compensare gli aumenti del costo dell’energia”.

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L’incertezza è tra i primi mali del commercio

Confesercenti conta oltre 3.700 iscritti a Messina e provincia e osserva un grave momento di indecisione, dove il quadro politico non aiuta, la guerra non aiuta, la contrazione negli acquisti è evidente. “Anche chi potrebbe spendere 100 euro preferisce stare alla finestra – dice Palella – e storicamente l’incertezza è uno dei primi mali del commercio, che colpisce l’economia circolante, giornaliera. Le persone si chiudono a ricchio e comprano solo quello di cui non possono fare a meno. Un esempio: il settore dell’ottica è in contrazione, mentre ogni anno settembre era il mese in cui tutti facevano gli occhiali ai bambini per il ritorno a scuola. La storia, poi, del cinema Apollo che quasi sicuramente ha deciso di chiudere, è un altro esempio del mix esplosivo e trasversale in tutti i settori. Se saltano due o tre anelli della catena, rischia di saltare tutto il banco”.

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Le banche hanno limitato il credito

Anche le banche, a quanto pare, hanno chiuso i rubinetti del credito “C’è una contrazione nel credito alle aziende – conferma il presidente Palella – perché gli istituti di credito cominciano ad aver paura che molti non possano restituire i prestiti”. La moratoria Covid di prestiti e mutui aveva permesso di prendere tempo, facendo pagare solo la quota interessi, ma con la ripresa dei pagamenti ci sono rate da 200 o 300 euro al mese da corripondere. “Lo Stato – ricorda Palella – a parte certi pseudo-aiuti, ha permesso di avere dei soldi, ma di fatto sono prestiti che si devono restituire. E dopo due anni la situazione non è migliorata. Forse, anzi, è addirittura peggiorata, perché molti hanno dato fondi ai loro risparmi. Gli effetti di questo ulteriore rincaro dei costi dell’energia lo vedremo tra uno o due mesi. Finora si è parlato solo di elettricità ma ci sarà anche il caro-gas. Il gas è stato stoccato, è vero, ma con costi di stoccaggio che mi dicono siano elevati, quindi il costo finale sarà comunque alto”.

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Una stagione estiva senza turisti di alto livello

Ci sono stati dei settori che hanno beneficiato della stagione estiva, ma questo rilancio potrebbe essere vanificato dagli extracosti delle bollette. “Tra le strutture alberghiere – spiega il vertice di Confesercenti – molti hanno registrato il tutto esaurito, ma nel frattempo i costi sono lievitati. Le attività dovevano curarsi le ferite degli anni precedenti e invece devono continuare a correre ai ripari. Stessa storia per la ristorazione, dove si rischia di vanificare il buon esito di una stagione estiva che è andata abbastanza bene. Se doveva essere l’estate del rilancio, secondo me di fatto questo rilancio non c’è stato. Anche perché i turisti sono ‘basso-spendenti’: sono mancati i russi, i giapponesi e quelli che spendono i soldi. È stato un turismo con i soldi contati in tasca. Anche a Taormina, il corso principale era pieno di turisti, ma quelli che comprano la rosa, la calamita o l’occhialetto economico, non il gioiello o l’abito firmato. Di fronte a questa situazione lo Stato dovrebbe intervenire entro… ieri! Adesso spetta al nuovo governo: si mettano subito all’opera dando ‘priorità uno’ a tutto questo problema. Le piccole e medie aziende, che producono il 67 per cento dei Pil, non possono più aspettare”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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