ULTIM’ORA Garlasco, decisione ufficiale del giudice: per Andrea Sempio si mette male

Nuove ombre sul delitto di Garlasco: la giudice respinge la richiesta chiave della difesa di Andrea Sempio, riaprendo interrogativi cruciali. Cosa significa per il caso?

ULTIM’ORA Garlasco, decisione ufficiale del giudice: per Andrea Sempio si mette male

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Il delitto di Garlasco, che nel lontano 2007 strappò la vita alla giovane Chiara Poggi, continua a essere una ferita aperta nella cronaca giudiziaria italiana.

Un caso che sembrava risolto con la condanna definitiva di Alberto Stasi, ma che negli anni ha visto riemergere ombre e nuove piste. Al centro di questi recenti sviluppi si trova Andrea Sempio, tornato sotto i riflettori delle indagini per la seconda volta, la cui posizione è cruciale per comprendere gli ultimi scenari investigativi. La comunità, e chi segue la vicenda da anni, attende risposte definitive, e ogni decisione giudiziaria è scrutinata con la massima attenzione.

L’attenzione si è concentrata su una mossa difensiva di Sempio, che aveva richiesto un incidente probatorio mirato ad approfondite verifiche informatiche sui computer di Chiara Poggi e dello stesso Alberto Stasi. L’obiettivo era affidare questi accertamenti a un perito terzo, esterno alle indagini già in corso. Una richiesta che, se accolta, avrebbe potuto aprire scenari inediti o confermare ipotesi investigative, mantenendo viva la complessità di un enigma che sfida il tempo. Le implicazioni di questa istanza erano, ed è ancora, considerevoli, poiché la tecnologia può svelare dettagli invisibili ad occhio nudo, celati nei meandri dei dati digitali.

La decisione della giudice: perché la richiesta è stata respinta

La giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha recentemente pronunciato una decisione che segna un punto fermo nelle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Con un provvedimento articolato e dettagliato, la giudice ha respinto l’istanza di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio. Questa scelta, lungi dall’essere un atto di chiusura verso ulteriori accertamenti, si fonda su precise argomentazioni tecnico-procedurali che definiscono il perimetro delle indagini in corso.

Nel motivare la sua decisione, la giudice ha chiarito che le analisi informatiche richieste dai legali di Sempio non solo non sono state trascurate, ma risultano già ampiamente comprese nel quadro delle consulenze tecniche disposte dalla Procura di Pavia. Le indagini sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, in particolare quelle relative alla sera del 12 agosto 2007, sono state formalmente attivate. Inoltre, un altro aspetto chiave del provvedimento riguarda i tempi: l’incidente probatorio è giustificato solo se le operazioni peritali richiedono più di 60 giorni. Il consulente incaricato dalla Procura ha invece comunicato che l’analisi delle copie forensi dei due computer non richiederà più di due mesi di lavoro, escludendo così il rischio di un rallentamento significativo del procedimento e rendendo superflua l’istanza difensiva.

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La questione delle analisi informatiche sui computer di Stasi e Poggi ha generato un intenso confronto tra le parti nelle ultime settimane. Gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno citato una loro consulenza sul computer di Stasi, sostenendo che la sera prima dell’omicidio, Chiara avrebbe acceduto a una cartella contenente file pornografici. Questo elemento, a loro dire, potrebbe essere “potenzialmente rilevante” per un possibile movente.

A queste affermazioni hanno replicato prontamente i difensori di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che hanno contestato la ricostruzione. Secondo i legali di Stasi, dai “primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato”, come peraltro già stabilito in una perizia precedente. Gli avvocati di Stasi hanno inoltre espresso l’intenzione di estendere l’analisi forense anche al computer di Chiara Poggi, suggerendo che, qualora un incidente probatorio dovesse essere promosso, il focus principale dovrebbe essere proprio su quest’ultimo dispositivo.

La difesa di Andrea Sempio, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, vede negli accertamenti informatici uno strumento fondamentale per rafforzare l’estraneità del loro assistito ai fatti o per far emergere nuovi elementi sul movente di Stasi. Nonostante le ipotesi al vaglio, tra cui quella che qualcuno possa aver visto un filmato intimo sul computer della studentessa, la decisione del GIP chiude per ora questa specifica strada. Le indagini proseguono quindi attraverso gli accertamenti già avviati dalla Procura, confermando che il caso Garlasco è tutt’altro che chiuso, e ogni sviluppo è atteso con la massima attenzione.