fbpx

Conti e racconti d'impresa

Moda, Sicilia e sostenibilità. Enrica Arena e Orange Fiber

I tessuti ricavati dagli agrumi sono diventati una realtà grazie a competenza e perseveranza. E oggi la PMI innovativa siciliana affronta il mercato non più come pioniere ma da leader

Trentasei anni, due lauree conseguite allo IULM e alla Cattolica di Milano più un master in Comunicazione per le relazioni internazionali, un’esperienza lavorativa in Egitto, Enrica Arena, appassionata di imprenditoria sociale, è co-fondatrice di Orange Fiber, l’azienda italiana che ha brevettato e produce tessuti sostenibili dalla spremitura industriale degli agrumi, della quale oggi è CEO, responsabile del project management, della comunicazione e del fundraising.

– La storia di Orange Fiber è stata lungamente raccontata dai media nazionali. Per quale motivo fa notizia?

La sostenibilità, la moda e la Sicilia sono i tre ingredienti fondamentali di Orange Fiber, una triade indissolubile che è fonte di ispirazione, gettando le basi per il rilancio economico della Sicilia e dell’Italia intera. Questi tre elementi, uniti al fatto che l’azienda ha avuto origine da un nucleo composto da due startupper donne, piacciono molto ai media nazionali e internazionali e appassionano il grande pubblico, toccando tematiche trasversali: la passione, la determinazione, la creatività, l’empowerment femminile.

– La business idea, insieme ad Adriana Santanocito, è maturata a Milano. In che modo?

Nel 2011, nel corso dei suoi studi in Fashion Design e materiali innovativi Adriana Santanocito – ideatrice & co-founder – intercetta il trend dei tessuti sostenibili e decide di approfondire l’argomento nella sua tesi con l’intuizione di poter utilizzare gli agrumi per creare un tessuto innovativo. Grazie alla collaborazione con il laboratorio di Chimica dei Materiali del Politecnico di Milano, nel 2013 è stata provata la fattibilità del processo e depositato il brevetto italiano, esteso poi in PCT internazionale nel 2014. Mi sono messa a studiare per presentare la idea e per dare ad Adriana l’opportunità di portare avanti quel progetto, ma continuando a cercare la mia strada anche in settori diversi. Da allora, non ho mai smesso di raccontare la storia di Orange Fiber, ma soprattutto, di progettarne il futuro. 

– Il progetto imprenditoriale ha preso forma qualche anno dopo la maturazione della business idea. Perché non subito?

La strada dall’idea all’impresa non è semplice. Nel nostro caso le difficoltà maggiori sono riconducibili alla limitata disponibilità di capitali dovuta alla bassa propensione che nel tempo abbiamo riscontrato da parte degli investitori a scommettere in sviluppo della tecnologia. Nonostante questo limite, Orange Fiber è riuscita a raggiungere il mercato nei primi 3 anni di vita della startup con il lancio della Ferragamo Orange Fiber Collection avvenuto il 22 aprile 2017, in occasione della Giornata internazionale della Terra. 

–  Dal progetto imprenditoriale alla start up è stata un’altra fase molto delicata. Ce la racconta?

Soprattutto nella prima fase dell’azienda, il supporto ci è arrivato da business angels catanesi che hanno creato la leva finanziaria necessaria per avviare i finanziamenti agevolati da bandi pubblici. È a loro che va la gratitudine per aver permesso ad Orange Fiber di muovere i primi passi verso il prototipo e il mercato. Dalla sua costituzione ad oggi l’azienda ha raccolto risorse finanziarie per oltre 1 milione di euro grazie ad un mix di investimenti di business angel, fondi pubblici e grant. Tra il 2014 e il 2015, siamo riusciti a far nascere il nostro primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi atta alla filatura e presentare il primo prototipo di tessuto. Alla fine del 2015, con la vittoria del Global Change Award abbiamo avuto la possibilità di poter ricevere un grant da investire in ricerca e sviluppo e beneficiare di un anno di consulenza e accelerazione personalizzata. Nel 2018 siamo stati selezionati per entrare a far parte del programma di accelerazione e mentoring di Fashion for Good – Plug&Play, con il supporto del quale abbiamo lavorato su diversi aspetti del nostro business plan, preparandoci allo scale up industriale. Nel 2019, infine, abbiamo completato con successo una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe.

– Diamo qualche numero di Orange Fiber oggi. 

Nel 2019 Orange Fiber è passata da startup a PMI innovativa e, a seguito della campagna di equity crowdfunding ha raccolto 650.000€ da 365 investitori, ridefinendo il suo Cda e il team di lavoro. L’attuale CdA è composto da me, Giuseppe Venezia e Andrea Bonina. Grazie al piano di investimenti avviato e alle nuove strategie corporate, abbiamo realizzato un nuovo impianto di produzione in Sicilia, a fine settembre 2020 abbiamo concluso la produzione della prima tonnellata di nuova cellulosa da agrumi atta alla filatura ed oggi stiamo lavorando per finalizzare importanti partnership industriali che ci permetteranno di scalare la produzione ancor più velocemente e soddisfare le numerose richieste di fornitura ricevute.

– La più grande soddisfazione che le ha fin qui dato Orange Fiber, qual è stata?

Dai primi prototipi alle prime collezioni moda in questi anni Orange Fiber mi ha dato tantissime soddisfazioni. Probabilmente la più grande è essere riusciti a ottimizzare il processo di produzione industriale attraverso la realizzazione di un nuovo impianto pilota in Sicilia e delle partnership strategiche strette per migliorare le performance di sostenibilità dei nostri prodotti. Mi piace credere che la più grande soddisfazione sarà la prossima perché mi dà la forza di costruire e immaginare strategie di sviluppo, da perseguire insieme alla squadra fantastica di professionisti con cui condivido questo percorso. 

– Quali i prossimi step della Sua azienda? 

Il prossimo obiettivo è presentare al mercato una nuova collezione di tessuti sostenibili da agrumi tra giugno e settembre di quest’anno e, entro la fine del 2021 annunciare una nuova collaborazione con un brand di moda. A livello produttivo, l’obiettivo è aumentare la nostra capacità produttiva fino a 60 tonnellate di cellulosa da agrumi l’anno e consolidare partnership lungo tutta la filiera per soddisfare in maniera più veloce ed efficiente le numerose richieste dei brand che riceviamo quotidianamente. L’incremento della capacità produttiva ci permetterà, inoltre, di coinvolgere target di clienti diversi e di ampliare i nostri orizzonti di mercato penetrando nuovi settori merceologici come ad esempio quello del tessile casa o del design d’interni che già da tempo mostrano interesse nei confronti dei nostri prodotti.

– Orange Fiber è anche un bell’esempio per tanti giovani che si avvicinano al mondo delle start up. Quale consiglio si sente di dare?

Pensare che basti una buona idea per creare una startup di successo è un’utopia. E’ una buona esecuzione che permette ad un sogno di concretizzarsi. L’execution è fatta di competenza, resilienza, capacità di fronteggiare le difficoltà e adattarsi ai cambiamenti senza perdere di vista l’obiettivo e i valori che sono alla base dell’azienda. Il consiglio che mi sento di dare è di creare sin da subito team di lavoro altamente qualificati. Così facendo la startup avrà basi solide sulle quali progettare e sarà più semplice guadagnarsi la credibilità per le attività di fundraising necessarie alla sua crescita e al suo futuro di azienda.  

– Se un giorno Orange Fiber, crescendo ancora di più a livello aziendale, dovesse richiedere di passare mano ad altra proprietà, lei sarebbe pronta ad una evenienza del genere?

L’obiettivo di Orange Fiber è di consolidare la sua posizione come azienda leader nel segmento dei tessuti sostenibili e creare un marchio tessile altamente riconoscibile e differenziato dagli altri per l’impegno nella tutela dell’ambiente e la trasparenza dell’intera catena di produzione. È un obiettivo ambizioso che richiede partnership industriali internazionali, investimenti consistenti e crescita della complessità. Sarei pronta a fare un passo indietro (o accanto ad un’eventuale nuova proprietà) se questo fosse necessario in futuro per far prosperare l’azienda e le persone che la compongono e il territorio in cui si trova. 

Rosario Faraci
Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987.

Dello stesso autore

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

18,004FansMi piace
313FollowerSegui
190FollowerSegui
- Pubblicità -

Della stessa rubrica