Caso Torzullo, il giudice interviene sul figlio | La richiesta sui giochi pesa sul verdetto: la scelta è definitiva
Il caso di Federica Torzullo si infittisce. Indagini sul drammatico omicidio di Anguillara Sabazia tra dinamiche da chiarire e un figlio che chiede risposte.
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L’omicidio della donna per mano del compagno, Claudio Carlomagno, ha innescato una serie di accertamenti giudiziari complessi, che si intrecciano con il dolore lancinante di una famiglia distrutta e le conseguenze irreversibili sul figlio decenne della vittima. Un momento di straziante intensità è stato quello della comunicazione al bambino della scomparsa della madre, ritrovata poi senza vita nel luogo di lavoro del padre. La reazione del piccolo, un mix di incredulità e difesa della figura paterna, ha evidenziato la drammaticità di una situazione che lo vede al centro di un vortice emotivo. Tra le sue richieste più toccanti, quella di poter riavere i propri giochi, rimasti nella villetta posta sotto sequestro, una circostanza che ha mosso la Procura di Civitavecchia ad autorizzarne il recupero.
Sul fronte della tutela del minore, il Tribunale per i minorenni di Roma ha confermato l’affidamento ai nonni materni, Stefano e Roberta, garantendo così una continuità affettiva essenziale in un periodo di tale sconvolgimento. Questa decisione, già adottata in via d’urgenza, sottolinea la priorità di salvaguardare il benessere psicologico del bambino, nominando il sindaco di Anguillara come tutore legale, una prassi prevista nei casi di particolare gravità e complessità familiare.
Le indagini tecniche e i punti oscuri della dinamica

Indagini tecniche per far luce sui punti oscuri della dinamica.
Parallelamente al dramma umano, le indagini tecniche proseguono con meticolosa attenzione per ricostruire ogni dettaglio della dinamica omicidiaria. I Carabinieri del nucleo investigativo di Ostia e i Ris, sotto il coordinamento del procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, hanno eseguito ulteriori rilievi nella villa di via Costantino. L’attenzione si è focalizzata in particolare sul bagno, indicato da Carlomagno come il luogo in cui sarebbe iniziata la fatale aggressione. L’uomo ha fornito una versione dei fatti che parla di un’azione durata circa quarantacinque minuti, con l’inferimento di almeno ventitré coltellate. Gli investigatori sono al lavoro per verificare la compatibilità di questo racconto con le tracce ematiche rinvenute e con la disposizione degli ambienti all’interno dell’abitazione, elementi cruciali per confermare o smentire la confessione.
Permangono, inoltre, seri dubbi sulle fasi successive all’omicidio, specialmente riguardo al trasporto del corpo dalla casa all’auto. Gli spazi angusti e ristretti dell’abitazione rendono difficile credere che Carlomagno possa aver agito completamente da solo. Questa considerazione ha spinto gli inquirenti a non escludere la presenza di un complice, un’ipotesi che aprirebbe nuove prospettive all’indagine. Un elemento fondamentale per chiarire gli spostamenti e le tempistiche sarà l’analisi approfondita dei dati della black box dell’auto, una Kia, che potrebbe fornire informazioni preziose su tragitti, soste e aperture delle portiere, delineando un quadro più preciso degli eventi post-omicidio.
Arma scomparsa e un doppio dramma a distanza
L’arma scomparsa innesca un doppio dramma a distanza.
Un altro elemento cruciale che continua a sfuggire agli investigatori è il ritrovamento del coltello utilizzato per l’omicidio. Le ricerche condotte nel corso d’acqua indicato dall’indagato non hanno prodotto alcun risultato, spingendo gli inquirenti a riconsiderare l’area della ditta di movimento terra, dove il corpo di Federica Torzullo era stato successivamente sepolto. L’assenza dell’arma del delitto complica notevolmente la ricostruzione della sequenza precisa dei fatti e, soprattutto, l’eventuale accertamento di una premeditazione. Questo dettaglio è di fondamentale importanza per la futura classificazione giuridica del reato e per l’intero impianto accusatorio.
A rendere ancor più cupa la già drammatica vicenda, si aggiunge un ulteriore lutto che ha scosso la comunità di Anguillara. In un tragico epilogo che si sovrappone alla morte di Federica, i genitori di Claudio Carlomagno sono stati trovati senza vita nella loro abitazione, i cui funerali si terranno a breve. Questo doppio dramma a distanza ha profondamente turbato il paese, aggiungendo ulteriore dolore a una situazione già insostenibile. I familiari di Federica Torzullo, intanto, continuano a ribadire con forza il loro rifiuto verso qualsiasi tentativo di giustificare l’omicidio come un gesto compiuto “per il bene del figlio”, sottolineando come la violenza abbia invece brutalmente distrutto ogni prospettiva di futuro per il bambino, segnandolo irrimediabilmente.

