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Ortofrutta di qualità e buoni guadagni. Crisi agricola scongiurata (per adesso)

I prezzi nel mercato di Vittoria hanno tenuto, consentendo ai produttori di ottenere dei buoni guadagni in una campagna agricola che si avvia ormai alla conclusione. All'orizzonte però si profilano nuove criticità, legate soprattutto alla ripresa della concorrenza estera

Una buona campagna agricola. I prezzi dei prodotti ortofrutticoli hanno avuto una buona tenuta nel mercato di Vittoria, così come in tutta Italia. Complici le condizioni climatiche favorevoli, la produzione di pomodori, zucchine, melanzane e peperoni che è stata posta in vendita nel mercato vittoriese era di buona qualità ed è stata molto richiesta. I prezzi hanno tenuto consentendo ai produttori di potere, una volta tanto, riuscire a ottenere dei buoni guadagni in una campagna agricola che si avvia ormai verso la conclusione.

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Poca merce

I prezzi alti sono però solo una faccia della medaglia. Il quantitativo di merce posto in vendita è stato nettamente inferiore, complici i danni alle produzioni che avevano funestato il Sud est siciliano in autunno. Il caldo eccessivo aveva, in alcuni casi, favorito e anticipato la fase di vegetazione delle piante, poi bloccata all’improvviso con l’arrivo del freddo. Gran parte della produzione autunnale era stata danneggiata. In alcuni casi, i produttori avevano dovuto procedere a una nuova risemina o ripiantumazione. La produzione, sia pure in quantità inferiore, era stata invece favorita nei primi mesi del 2023, complici anche le temperature non particolarmente rigide. I prezzi hanno tenuto garantendo dei guadagni superiori rispetto agli anni precedenti.

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Volume d’affari invariato

Emerge però un dato. Il volume d’affari complessivo è rimasto invariato anche se la quantità di merce immessa sul mercato è stata inferiore. “Siamo soddisfatti della campagna 2022 – 2023, soprattutto della tenuta dei prezzi nei primi mesi del 2023 – spiega il presidente dei concessionari, Giuseppe Zarba. Ora si va verso un calo, ma è fisiologico in questa parte dell’anno. Il volume d’affari complessivo è invariato. Una parte delle aziende ha potuto avere dei guadagni soddisfacenti. Chi invece ha subito danni a causa delle avversità climatiche e del forte e insolito caldo dei mesi autunnali ha purtroppo subito delle perdite”.

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Meno concorrenza dall’estero

Zarba spiega l’andamento dei mercati negli ultimi mesi. “Ci hanno favorito una serie di fattori. Le colture del Marocco sono state danneggiate dal caldo autunnale, più di quanto sia successo a noi. Questo ha fatto venire meno la produzione di una parte del Nord Africa e per noi questo ha significato una minore concorrenza per i nostri prodotti. In più, quest’anno, Belgio e Olanda, leader delle coltivazioni in serra riscaldata, non hanno avviato le loro produzioni a causa del caro carburante. Per un certo periodo, dopo il terremoto in Turchia, sono state bloccate le esportazioni di quel Paese per far fronte ai fabbisogni alimentari della popolazione locale. Tutti questi fattori, nel loro complesso, hanno creato una situazione complessiva che ha favorito le produzioni del Sud est siciliano. Anche se – lo ripeto – solo una parte delle aziende ha ottenuto una buona produzione e altre hanno invece sofferto”.

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Crisi scongiurata (per ora)

Nell’ultima settimana i prezzi a Fanello sono in calo. La produzione proveniente dall’estero è aumentata. Da una decina di giorni, è iniziata la produzione in Albania e arrivano i primi carichi da quel paese, molto concorrenziale per ciò che attiene ai costi di produzione. Anche le importazioni dalla Turchia sono riprese, già da parecchie settimane. La produzione invernale e primaverile siciliana si sta per concludere e per alcune aziende si attende la produzione estiva, proveniente dai campi a cielo aperto. Ma, almeno per ora, la parola “crisi agricola” non è sulla cresta dell’onda. Anche se il sistema di produzione è sempre molto incerto, sottoposto a vari fattori. Ed è soprattutto molto debole perché l’intera filiera vede il settore primario (i produttori) come anello debole. E nei momenti di difficoltà emergono con prepotenza. Complici anche gli aumenti eccessivi di anticrittogamici e prodotti per l’agricoltura, ma anche dei carburanti.


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