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Ospedale di Lipari, anche la Radiologia pronta a “saltare”. Protesta del comitato

Il comitato spontaneo denuncia la nuova carenza di medici nella struttura, e prepara una marcia funebre per le vie di Lipari per protestare contro la politica. Intanto il 27 grande manifestazione a Palermo della Rete comitati pro piccoli ospedali

Nuova tegola sul martoriato ospedale di Lipari, nell’arcipelago delle Eolie. Il comitato spontaneo di cittadini “L’ospedale non si tocca” ha reso noto che continua lo stillicidio di nuove riduzioni dell’organico della struttura già all’osso da anni. In una nota l’associazione spontanea scrive che “nel silenzio della politica e del teatrino della campagna elettorale (si vota per le amministrative a giugno), continuano ad emergere le condizioni disastrose della sanità eoliana che non è più in grado di offrire adeguati servizi sia in una situazione ordinaria, che di urgenza. Si apprende”, continua il comunicato, “che il servizio Radiologia, fiore all’occhiello del nostro ospedale, è rimasto con una sola unità medica che non effettua servizio di pronta disponibilità. Dalla data odierna (giovedì 12 maggio, ndr) sono stati sospesi alcuni esami radiologici che non potranno più essere effettuati a Lipari per le decisioni di una politica che ha fallito sotto tutti gli aspetti”.

Verso la manifestazione di Palermo

La nuova riduzione dell’organico arriva proprio nei giorni in cui anche la cittadinanza delle Eolie si prepara a inviare una delegazione alla manifestazione della Rete comitati pro piccoli ospedali che si terrà il 27 maggio alle 11 sotto la sede dell’assessorato alla Salute di Palermo per chiedere una più equa assistenza sanitaria territoriale anche in quelle aree svantaggiate e periferiche. “Da anni”, si legge in un documento divulgato dalla stessa Rete, “i Comitati per la Salute di tutta la Sicilia (Lipari, Catania, Palermo, Castelvetrano, Giarre, Leonforte, Lampedusa, Lentini, Gela, Pantelleria e tanti altri) si battono per difendere e impedire la chiusura dei loro ospedali e dei loro reparti. Una sanità, quella siciliana, che negli ultimi anni è stata colpita da continui e ingenti tagli alle strutture ospedaliere presenti sul territorio e ai servizi sanitari”.

Anche Lipari pronta a nuove azioni

Non è la prima volta che le vistose carenze di organico soprattutto nel settore medico vengono a galla soprattutto negli ospedali periferici o in quelle zone cosiddette svantaggiate come le isole minori. A Lipari, negli ultimi anni hanno chiuso anche il punto nascita e la camera iperbarica. Il personale medico è andato diminuendo anche in discipline salvavita come quella di Cardiologia, oggi garantita sull’isola soltanto dalle 8-14, ambulatorialmente, da un solo professionista e poi da altre 18 ore settimanali divise tra altri due cardiologi che arrivano dal “Papardo” grazie a una convenzione. Ma di notte, fatto gravissimo, il servizio non è operativo e se arriva un paziente colpito da infarto viene solo stabilizzato dal personale del Pronto soccorso e trasferito immediatamente sulla terraferma grazie all’elisoccorso, servizio che costa non meno di settemila euro a viaggio. Ma sempre che il meteo lo permetta.

Ortopedico solo una volta la settimana

Anche in altri settori la situazione è gravissima. L’Ortopedico che era in organico è tornato a Milazzo e al momento il servizio viene garantito solo per poche ore a settimana da un professionista che arriva dalla terraferma. Anche nell’ambito dei chirurghi la situazione è disastrosa. Ad oggi dei quattro professionisti in servizio due fanno la reperibilità e due sono stati esonerati per non meglio precisate problematiche. Di conseguenza mancherebbe la possibilità di creare una equipe per le operazioni e sembra che non sarebbe possibile fare interventi in urgenza, né di pomeriggio, né di notte.

Pronti ad azioni simboliche

Il comitato ha quindi deciso di tornare in piazza e sta perfezionando i particolari di una vera e propria marcia funebre con tanto di bara portata a spalla e sembra la banda pubblica che sfilerà insieme al corteo per le vie del centro cittadino. La sfilata dovrebbe tenersi il 20 maggio. Una protesta per simboleggiare la morte dell’ospedale, ma ironicamente anche per puntare nuovamente i riflettori sul rischio di morte che corrono tutti gli abitanti dell’arcipelago, che finora hanno visto soltanto passerelle di politici a tutela della sanità senza risultato. Ma ci sarà mai una magistratura che vorrà capire cos’è che non funziona?

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista, per molti decenni al quotidiano "La Sicilia" di Catania, con la qualifica di cronista. In passato collaboratore di testate nazionali e corrispondente per anni dell'Agenzia di stampa nazionale "Quotidiani associati".

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