Pagamenti digitali: li scelgono nove giovani su dieci

Secondo laBanca d’Italia, il 90 per cento dei giovani possiede una carta di credito, di debito o prepagata. Il 75 per cento ha un conto corrente, ma solo il 14 per cento investe i propri risparmi. “Il report di Banca d’Italia – afferma GabrieleUrzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile Salute e SicurezzaFabiPalermo– conferma la crescita impressa ai pagamenti digitali dalla pandemia e dall’evoluzione della normativa. Tra l’altro, ha visto recentemente rafforzato l’obbligo diaccettazione dei pagamenti con carte. La ricerca ha coinvolto un campione di 5.400 giovani con un’età media di 26 anni di cui il 45 per cento residente al Nord, il 19 per cento al Centro, il 25 per cento al Sud e l’11 per cento nelle Isole. Qui, anche se in misura minore, aumenta il ricorso aipagamenti digitali. È interessante notare che riguardo all’istruzione, il 25 per cento degli intervistati ha conseguito la licenza media inferiore. Quelli con undiplomasono il 54 per cento, mentre il 20 per cento ha unalaureatriennale o un titolo superiore. Il 29 per cento del campione è costituito dastudenti.Il 44 per cento da lavoratori dipendenti e l’otto per cento dalavoratoriautonomi, mentre il 17 per cento è in cerca di occupazione”. “Ilrovesciodella medaglia – continua Urzì – è costituito dall’aumento delle truffe informatichee dei correlati ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario(Abf) e alla giustizia ordinaria. La Banca d’Italia ha emanato una comunicazione dove si legge che, in caso didisconoscimentodel pagamento da parte del cliente, la banca ha l’obbligo di rimborsare tempestivamente l’importo dell’operazionenonautorizzata. Questo senza pretendere un’immediatadenunciadel correntista all’Autorità giudiziaria. Il riaccredito delle somme deve avvenire entro la fine della giornata operativasuccessivaa quella in cui è pervenuta la comunicazione di disconoscimento. La Banca potrà anche successivamente dimostrare l’eventualedolo o colpa grave dell’utentee in tal caso ottenere da quest’ultimo la restituzione dell’importo rimborsato. La banca può non rimborsare immediatamente, solo qualora abbia ilmotivatosospettoche l’operazione non autorizzata derivi da un’attività fraudolenta del cliente”. “Intanto fioccano i provvedimenti emessidall’Abf– continua Urzì. Il 10 e il 19 gennaio 2024 sono state pubblicatenumerosedecisionidel Collegio di Palermo dell’Abf. Prevedono la restituzione delle somme illegittimamente sottratte alla clientela. Per quanto concernel’utilizzofraudolentodelle carte di credito, solo a titolo di esempio, il 22 giugno 2023 ha deciso che un intermediario finanziario è tenuto alla restituzione dell’importo complessivo di € 3.399,60. Il 9 settembre 2023 ha accolto un altro ricorso prevedendo la restituzione di 960 euro. Passandoall’utilizzofraudolentodi bancomat e carte di debito, si possono riscontrarenumerosiricorsiaccolti sempre dal collegio del Capoluogo. Ma sono solo una piccola parte dei provvedimenti adottati. Sono destinati a crescere se non aumentano gliinvestimentiinsicurezzainformaticae digitale, se non si inizia una seria campagna di informazione e di educazione digitale rivolta a chiunque abbia accesso agli strumenti elettronici – conclude il sindacalista”.