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Pagamenti, le aziende siciliane le più lente d’Italia. Lo studio di Cribis

Solo il 17 per cento delle imprese dell'Isola paga i fornitori entro la scadenza. Lo afferma uno studio di Cribis, che evidenzia anche un miglioramento medio sul 2018

Negli ultimi dieci anni le aziende italiane che pagano i fornitori oltre la scadenza sono quasi raddoppiate: più 91 per cento. E la Sicilia, con solo il 17,3 per cento di pagamenti puntuali, è la peggiore regione d’Italia in questa classifica stilata da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information. I dati, riferiti al 2019, pongono Trapani come ultima provincia d’Italia, alla posizione numero 107 con solo il 14 per cento delle aziende che paga alla scadenza. Ma non va molto meglio per le altre province: la migliore è Ragusa (88esima a livello nazionale), seguita da Catania (94), Agrigento (95), Enna (96), Caltanissetta (97), Messina (99), Siracusa (100) e Palermo (101).

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Caltanissetta ed Enna guadagnano 11 posizioni

Trapani retrocede di ben 5 posizioni rispetto all’anno scorso, Catania perde una posizione e Siracusa rimane stabile, ma tutte le altre province siciliane avanzano in classifica. Caltanissetta ed Enna sono fra quelle italiane che guadagnano più posizioni nel ranking (ben 11). Agrigento ne guadagna 8, Messina 6, Palermo 5, Ragusa 1. Secondo Marco Preti, amministratore delegato di Cribis, “è in corso un’inversione di tendenza positiva”, ma i dati delle migliori regioni italiane sono però ancora molto distanti. L’Emilia-Romagna è la prima regione per numero di imprese più puntuali (43,6 per cento), precedendo di misura la Lombardia (43,5 per cento), mentre la Calabria precede la Sicilia in fondo alla classifica con il 18,2 per cento. Brescia, Sondrio e Bergamo occupano il podio della classifica delle province, che vede in coda Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Crotone, Cosenza e Catanzaro.

Le piccole aziende le più puntuali

L’analisi di Cribis rileva inoltre che in Italia a dicembre 2019 oltre un terzo delle imprese (34,7 per cento, contro il 17 della Sicilia) effettua i pagamenti nei termini previsti, un dato leggermente inferiore rispetto al 2018 (35,5 per cento), mentre oltre la metà (54,8 per cento) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni (53,1 per cento nel 2018) e il 10,5 per cento con oltre un mese di ritardo (11,4 nel 2018). Le microimprese, con il 36,7 per cento di pagamenti alla scadenza, sono quelle più virtuose, ma registrano anche la quota più elevata di ritardi gravi (11,9 per cento, a fronte del 7 delle piccole, del 5,3 delle medie e del 5,1 delle grandi). Il gruppo merceologico più puntuale è quello dei servizi finanziari (44 per cento), seguito dal manifatturiero (40,7) e da quello delle costruzioni (38,3). Il commercio al dettaglio, dove i pagamenti alla scadenza interessano solo il 24,8 per cento delle imprese, è quello con la situazione più critica, con il 16,7 per cento delle imprese che presenta un’incidenza di ritardi gravi. I ritardi superiori ai 30 giorni sono diffusi anche nel settore rurale, caccia e pesca (11,9 per cento), dei servizi (9,9), trasporti e distribuzione (9,4).

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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