Pensioni gennaio, cambiano gli importi fascia per fascia | La tabella per capire quanto ti spetta quest’anno
Dal 1° gennaio 2026, le pensioni tornano a crescere con un coefficiente dell’1,4%. Scopri come la rivalutazione influirà sul tuo assegno mensile e le novità per i minimi.
Il nuovo anno porta con sé importanti aggiornamenti per i pensionati italiani. A partire dal 1° gennaio 2026, gli assegni pensionistici saranno soggetti a una rivalutazione provvisoria dell’1,4%. Questa misura è stata definita dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e si basa sull’inflazione rilevata dall’Istat. È fondamentale sottolineare che si tratta di un coefficiente provvisorio, il quale potrà essere conguagliato nell’anno successivo, precisamente nel 2027, una volta disponibile l’indice definitivo.
Una precisazione importante riguarda il 2025: per l’anno in corso, non sono previsti arretrati. Questo accade perché l’indice definitivo dello 0,8% ha coinciso perfettamente con quello provvisorio che era già stato applicato. Questa chiarezza evita aspettative non fondate riguardo a conguagli passati. Tuttavia, il focus rimane sul futuro, con l’introduzione di un significativo aumento straordinario destinato alle pensioni più basse, un intervento mirato a sostenere le fasce più fragili.
Aumenti e fasce: cosa dice la perequazione

Aumenti e fasce: l’impatto della perequazione spiegato nel dettaglio.
Per le pensioni che rientrano nelle fasce più basse, la legge ha previsto una maggiorazione straordinaria dell’1,3%. Questo intervento è cruciale per garantire un maggiore potere d’acquisto ai trattamenti minimi. Grazie a questa rivalutazione ordinaria, il trattamento minimo salirà a circa 611,85 euro mensili. Con l’aggiunta dell’extra, si potrà raggiungere la cifra di 619,80 euro. Anche l’assegno sociale beneficerà di un incremento, attestandosi intorno ai 545 euro, fornendo un supporto essenziale a chi ne ha più bisogno.
La metodologia di perequazione, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, rimane articolata a scaglioni, come stabilito dalla legge n. 160/2019. Questa normativa prevede una rivalutazione piena del 1,4% per gli assegni che non superano quattro volte il trattamento minimo. Per le fasce intermedie e superiori, le percentuali di adeguamento saranno ridotte, riflettendo una chiara intenzione di privilegiare i trattamenti di importo medio-basso. Questa strategia mira a distribuire gli aumenti in modo più equo, concentrandosi sulle esigenze di coloro che hanno un potere d’acquisto più limitato.
Ecco alcuni esempi pratici di quanto potrebbe aumentare l’assegno mensile lordo:
- Pensione da 1.000 euro: un incremento di circa +14 euro
- Pensione da 2.000 euro: un incremento di circa +28 euro
- Pensione da 2.500 euro: un incremento di circa +35 euro
- Pensione da 3.000 euro: un incremento di circa +41 euro
- Pensione da 4.000 euro: un incremento di circa +50 euro
- Pensione da 5.000 euro: un incremento di circa +60 euro
La ripartenza per i pensionati all’estero e il quadro generale
Pensionati all’estero: la ripartenza tra opportunità e complessità del quadro generale.
Una notizia particolarmente positiva riguarda i pensionati residenti all’estero. Coloro che percepiscono assegni superiori al trattamento minimo avevano subìto un’esclusione dalla rivalutazione nel 2025. Fortunatamente, questa situazione cambierà dal 2026: questi pensionati torneranno a beneficiare pienamente degli adeguamenti previsti. Questo ripristino è un segnale importante di equità e attenzione verso una categoria che, pur vivendo fuori dai confini nazionali, contribuisce e dipende dal sistema previdenziale italiano.
In sintesi, il panorama delle pensioni per il 2026 si configura con un aumento moderato ma significativo. Dopo anni caratterizzati da un’inflazione elevata e adeguamenti limitati, questo incremento rappresenta un passo concreto per restituire parte del potere d’acquisto, specialmente ai trattamenti pensionistici più modesti. La strategia di privilegiare le pensioni di fascia medio-bassa attraverso una perequazione a scaglioni e maggiorazioni straordinarie testimonia un impegno verso la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione. Questi aggiornamenti, pur non rivoluzionando il sistema, offrono un respiro e una maggiore stabilità economica a milioni di pensionati italiani, sia in Italia che all’estero, contribuendo a mitigare gli effetti dell’aumento del costo della vita.
