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Piccoli artigiani “dimenticati dal governo”. La proposta di Unoe

Una grande platea di lavoratori non ha ricevuto ristori. Si tratta di chi "paga regolarmente le tasse, ma non ha partita iva", spiega Olga Scaglione dell'Unione nazionale organizzatori eventi

“Noi, senza partita iva, siamo rimasti completamente tagliati fuori da qualunque ristoro fatto dal governo”. Lo afferma Olga Scaglione, vicepresidente dell’associazione catanese Le Pulci di Città. L’associazione raccoglie circa cento piccoli artigiani siciliani, ed è specializzata nell’organizzazione di mercatini dove si vendono piccoli oggetti unici, come quelli tipici del periodo di Natale. E dopo un anno di stop forato a causa della pandemia, è giunto il tempo di far valere le proprie ragioni. “Abbiamo dovuto affrontare il 2020 con questo ulteriore aggravio. Ma siamo riusciti a fare rete a livello nazionale, ed è nata così Unoe, Unione nazionale organizzatori eventi”. L’organizzazione di categoria è stata formalizzata lo scorso novembre a Roma, e Olga Scaglione è la coordinatrice per la Sicilia.

Chi ha solo codice fiscale senza aiuti

L’obiettivo primario è quindi quello di entrare dentro le Istituzioni, per poter dare voce a queste categorie dimenticate. “Noi, con il solo codice fiscale, paghiamo le tasse come tutti ma non siamo stati considerati”. La richiesta, forte di una rete che a livello nazionale “conta 68 tra le principali aziende organizzatrici di eventi, ma sempre in crescita”, è quella di “un aiuto economico, ma non un sussidio a perdere, ma che ci permetta di investire”. Proprio oggi Unoe terrà il suo secondo congresso a livello nazionale, cercando di dare concretezza a un settore che, secondo i dati forniti dalla stessa Unione, conta 712 mila imprese dirette coinvolte negli eventi in Italia, “senza contare gli espositori, l’indotto generato intorno a queste attività produttive nei servizi”. 

Il Villaggio di Natale del 2019 a Catania – foto di Francesca Scalia

Una lunga filiera completamente ferma

Il metodo di attrazione verso questa realtà nata da poco è del resto quello già sperimentato con successo nell’organizzazione del “Villaggio di Natale” a Catania in piazza Università nel 2019. “In quell’occasione abbiamo lavorato con 80 realtà artigiane che occupavano altrettante casette. Ma dietro l’organizzazione ci sono tanti comparti”. Del resto, sempre secondo i dati raccolti da Unoe, gli organizzatori eventi e comparti produttivi collegati di convegni e fiere sono 355 mila in Italia. Le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche come spettacoli ed eventi dal vivo, ma anche le sfilate di moda sono 5.917 mentre gli organizzatori di feste e cerimonie, comprese le imprese di wedding planning sono 349.606. A questi si aggiungono gli organizzatori di eventi sportivi e di intrattenimento, i gruppi di animazione, gli organizzatori di eventi di hobbistica e collezionismo, che sono in moltissimi casi associazioni culturali senza partita iva, sono 2.049. “Sono tutti settori che rientrano nei codici Ateco iscritti all’Unoe”, spiega Scaglione.

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Senza Sant’Agata un ulteriore danno

“A noi piace considerare gli artigiani della nostra associazione come membri di una famiglia. E a me e alla presidente di Le Pulci di Città Bridiga de Klerk mancano tantissimo, è praticamente dal Natale 2019 che non si lavora”, spiega Scaglione. E tra gli eventi che non si terranno per via del Covid c’è anche la Festa di Sant’Agata a Catania. “Il fatto che manchi, a parte il discorso religioso, dal punto di vista economico è una grande perdita, soprattutto per l’indotto. Noi direttamente non abbiamo mai organizzato mercatini nel corso della Festa, ma penso alle aziende che si occupano già solo di montare le luminarie che perdono uno dei periodi migliori dell’anno”. In Sicilia oltre alle Pulci di Città, sono associati anche Medifiere di Trapani e Agorà eventi sempre a Catania. “Ci muoviamo in Sicilia, e abbiamo naturalmente delle specificità che cercheremo di far valere a livello nazionale. Organizzare un evento qui è diverso che farlo nel Nord Italia”, conclude Scaglione.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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