fbpx

Più occupati, ma in una Sicilia che si spopola: un’amara ripresa post-Covid

Il report della Banca d'Italia sull'economia siciliana dedica un ampio capitolo al mercato del lavoro: il saldo tra nuove posizioni e cessazioni è positivo, ma in un contesto di perdurante riduzione della popolazione in età lavorativa, che invecchia o emigra verso il Centro-Nord

A conti fatti, ci sono seimila occupati in più in Sicilia nel 2021. Superata la fase più acuta della pandemia e dopo il crollo dell’occupazione del 2,7 per cento nel 2020, l’Isola si è risvegliata con un numero di occupati in crescita mediamente dello 0,4 per cento. È tra i segnali di ripresa che emergono dall’ultimo Rapporto sull’economia siciliana pubblicato dalla Banca d’Italia. Anche il tasso di occupazione (il rapporto tra occupati e popolazione) è salito del 41,1 per cento complessivamente e del 69,5 per cento per i più giovani, tra 15 e 34 anni e per i laureati. Il fenomeno tuttavia non si presta a facili entusiasmi, perché è avvenuto “in un contesto di perdurante riduzione della popolazione in età lavorativa residente in regione”, scrivono gli analisti di Bankitalia, che sottolineano come da circa dieci anni, le dinamiche demografiche in Sicilia risentano significativamente sia del progressivo invecchiamento della popolazione sia dei flussi migratori verso altre aree: Roma, Milano e il Centro-Nord in primis.

Una media città siciliana sparita nell’arco di un decennio

Secondo i dati dell’Istat, “alla fine del 2021 la popolazione siciliana (pari a oltre 4,8 milioni di abitanti) si era ridotta del 5,1 per cento rispetto al censimento del 2011”: vuol dire 52 mila individui in meno, l’equivalente di una media città come Modica o Misterbianco, sparita in un decennio. In altre parole: gli occupati aumentano e con essi il tasso di occupazione, ma solo perché rapportati ad base di riferimento (la popolazione in età lavorativa) che si è ristretta. Una tendenza che non è destinata a cambiare: i più recenti scenari demografici elaborati dall’Istat prospettano “per il prossimo ventennio un calo di oltre un quinto della popolazione lavorativa in Sicilia, più accentuato rispetto alla media nazionale”.

Leggi anche – La vecchia Sicilia del futuro: nel 2030, 250 mila siciliani in meno

Aumentano professionisti e imprese individuali

Positivo nel 2021 il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni nel settore privato, “sia per i contratti a tempo determinato che per quellei a tempo indeterminato” si legge nel report, e come altrove in Italia, i licenziamenti sono lievemente risaliti (in seguito alla rimozione del blocco introdotto in pandemia), “ma si sono mantenuti su livelli inferiori a quanto osservato nel 2019, mentre si è avuta una riduzione del ricorso agli strumenti di integrazione salariale, in particolare nel settore delle costruzioni”. Inoltre “sono aumentati sia i lavoratori dipendenti sia gli autonomi, che avevano mostrato una tendenza in calo fino al 2020. Nell’ambito del lavoro autonomo, in base ai dati dell’Osservatorio partite Iva del ministero dell’Economia e delle finanze, in regione nel 2021 si è registrato un incremento anche nelle aperture di imprese individuali e attività professionali (pari a quasi 30.000, il 2,5 per cento in più del 2020, ma l’8,0 in meno rispetto al 2019)”.

Leggi anche – Disoccupazione agricola, sindacati etnei: da fine giugno i primi pagamenti

Nuove posizioni lavorative nei settori costruzioni e turismo

“In Sicilia nel 2021 la dinamica delle attivazioni di nuove posizioni di lavoro si è rafforzata
a partire dal mese di maggio e nella seconda parte dell’anno si è mantenuta su livelli superiori al biennio precedente”, evidenzia Bankitalia basandosi sui dati delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. “Complessivamente – riprende il report – nel 2021 sono stati attivati, al netto delle cessazioni, quasi 45 mila nuovi posti di lavoro dipendente, grazie anche a una ripresa delle posizioni a tempo determinato; il saldo per questo tipo di contratto, tenuto conto anche delle trasformazioni, è tornato positivo superando i livelli osservati nel 2019”. Il saldo positivo complessivo di seimila occupati (introdotto in apertura) è influenzato da un livello di cessazioni che, nel contesto di una graduale rimozione del blocco ai licenziamenti e unitamente al rapido aumento delle dimissioni volontarie, è stato superiore a quanto osservato nell’anno precedente. Le attivazioni nette sono state particolarmente elevate per le costruzioni, sospinte dal Superbonus 110 e anche il comparto turistico, dopo la perdita di posizioni lavorative registrata l’anno precedente, ha realizzato un saldo positivo in linea con quello del 2019.

Leggi anche – Turismo, nel 2022 Sicilia (quasi) ai livelli pre-Covid. Guerra e crisi preoccupano

Cassa integrazione: 66 milioni di ore autorizzate

“Nel 2021 il ricorso ai regimi di integrazione salariale, potenziati dal Governo
all’insorgere della pandemia, si è ridotto: il numero di ore autorizzate per Cig (Cassa integrazione guadagni) e fondi di solidarietà è diminuito di quasi un quarto rispetto all’anno precedente, ma rimane superiore di circa dieci volte nel confronto con il periodo pre-pandemia”, specifica la nostra banca centrale, per la quale “quasi la totalità delle ore rientra tra quelle con causale Covid-19. Il numero di ore autorizzate di Cig è stato pari a quasi 66 milioni e circa i due quinti sono da riferirsi a trattamenti in deroga nei comparti del commercio, alberghi e ristoranti. Consistente è stata la riduzione delle ore di Cig previste per il settore dell’edilizia. Tra quelle a valere sui fondi di solidarietà, pari a 40 milioni, i quattro quinti hanno riguardato, come nell’anno precedente, alberghi, pubblici servizi e attività varie (come professionisti e artisti) e commercio al dettaglio”. Complessivamente le ore autorizzate in regione corrispondono all’orario di lavoro di circa 62.000 lavoratori a tempo pieno per un anno”.

Leggi anche – Cassa integrazione, in Sicilia a luglio 5 milioni di ore, in netto calo su giugno

- Pubblicità -
Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
324FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli