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Pnrr, la Sicilia spera per sanità digitale e territoriale. I dati del forum Ambrosetti

Per il centro studi la digitalizzazione è "al centro dell’agenda politica" della Regione. Su 118 e Fascicolo sanitario elettronico l'Isola è a buon punto, ma resta molto da fare per ridurre il divario digitale e consentire a tutti, soprattutto anziani e disabili, l'accesso alla telemedicina

Ottocento milioni di euro per assicurare cure migliori ai cittadini siciliani. Puntando in particolare sulla digitalizzazione, con oltre 200 progetti “per adeguare le infrastrutture software, hardware, wi-fi” e realizzare “piattaforme per la raccolta e trasmissione dei dati, l’acquisto di computer e la messa in sicurezza di sistemi”. È la sintesi fatta dal Forum Ambrosetti delle prospettive della sanità regionale alla luce del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alla digitalizzazione si affianca l’adeguamento tecnologico. Una parte importante del Pnrr, si legge nel report presentato ieri a Siracusa, sarà spesa per acquistare “nuovi apparecchi ad alto contenuto tecnologico, tra cui 58 mammografi, 56 sistemi radiologici fissi, 44 ecotomografi e 43 Tac”. Sull’innovazione nella sanità la Sicilia non parte da zero, ma deve rimediare “ad alcune criticità emerse durante la pandemia in termini di capacità di risposta e di monitoraggio preventivo”. Un’obiettivo questo comune a molte regioni italiane, precisa il forum Ambrosetti.

La sanità nell’era pre-Covid

Già prima della pandemia, ricorda il documento, la sanità siciliana aveva un impatto significativo sull’economia regionale. Nel 2020 il comparto salute “era in grado di generare l’11,2 per cento del Pil”, attraverso le sue articolazioni locali, “nove Aziende sanitarie provinciali, tre Aziende ospedaliere universitarie, cinque Aziende ospedaliere e tre Irccs, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico”. A questi vanno aggiunte “una sessantina di strutture ospedaliere private convenzionate”, il cui personale medico e paramedico “è aumentato negli ultimi anni (più 12,2 per cento di infermieri, più 4,9 per cento di medici specialisti tra il 2016 e il 2020)”. Numeri significativi, ma non ancora sufficienti. Il forum Ambrosetti cita, tra le altre cose, la necessità di migliorare “la qualità dell’assistenza alle persone con disabilità o agli anziani, attraverso una maggior accessibilità ai servizi anche direttamente a domicilio”.

Potenziare la medicina territoriale

Una prospettiva sposata dalla Regione in relazione al Pnrr. Secondo il Contratto istituzionale di sviluppo sottoscritto dall’Ente e dal ministero della Salute a maggio 2022, le risorse europee saranno indirizzate in buona parte “al potenziamento delle cure intermedie e dei servizi di prossimità e di supporto all’assistenza domiciliare”. Si va dalla realizzazione di 156 Case della comunità, “di cui 13 in strutture da edificare, per una spesa pari a circa 225 milioni di euro”, a quella di 43 Ospedali di comunità, “quasi tutti attraverso la riconversione di strutture preesistenti, per una cifra di oltre 106 milioni di euro”. La maggior parte dei centri “saranno realizzati nelle Province di Palermo, Catania e Messina, dove risiede il 60 per cento dei 4,9 milioni di abitanti dell’Isola”. Cifre significative, inoltre, andranno al rafforzamento della Rete ospedaliera (460 milioni di euro), anche sul piano del miglioramento delle strutture ospedaliere e dell’adeguamento antisismico (201 milioni).

I passi avanti sulla digitalizzazione

Per il Forum Ambrosetti la digitalizzazione è “al centro dell’agenda politica” della Regione siciliana. L’adozione dell’Agenda digitale risale al 2018, ma già dall’anno precedente l’Ente porta avanti progetti innovativi, ad esempio il ricorso alla telemedicina per gestire “situazioni di emergenza-urgenza e nelle aree più remote e nelle isole minori”. Negli ultimi anni è stata data un’ulteriore accelerazione. “Nel 2022 è stato completato il piano di digitalizzazione del Servizio di urgenza sanitaria 118, che consente di velocizzare i tempi di intervento e alleggerire alcune procedure di gestione del paziente”. Il documento sottolinea inoltre l’utilizzo dei tablet, “già presenti sull’85 per cento dei mezzi di emergenza”, e in parallelo “l’attività di formazione e aggiornamento dei soccorritori per prepararli all’utilizzo dei nuovi strumenti”. L’Isola mostra inoltre buone performance sull’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico. “L’86,5 per cento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta abilitati lo hanno già utilizzato”.

Superare il divario digitale

Se la base di partenza è positiva, molto resta da fare nell’Isola. Secondo Infratel, società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico, “la Sicilia è la prima grande regione in Italia per percentuale di cantieri fibra terminati (40 per cento)”. Allo stesso tempo, però, soffre “un accesso limitato alla banda larga per le famiglie che, nonostante i notevoli passi avanti (più 14 per cento nel periodo 2016 – 2021), resta inferiore alla media italiana (83 per cento contro 88 per cento)”. Da qui la necessità di ridurre il divario digitale, “che in alcuni casi può minare l’equità nell’accesso alle cure e nella qualità delle stesse”. Un discorso che vale soprattutto per la telemedicina, “che presuppone una conoscenza quandanche basilare nell’uso delle tecnologie digitali da parte dei pazienti e dei medici”. Sempre nell’ambito della digitalizzazione, la Regione ha partecipato al bando “Sanità connessa” del Pnrr, che prevede un investimento di quasi 27 milioni di euro per connettere 687 strutture dell’Isola.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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