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Quali sono in Sicilia le aziende più redditizie. E in quali settori operano

Il rapporto fra l’EBITDA - il margine operativo lordo - e il fatturato aziendale premia soprattutto chi opera in mercati protetti e regolamentati, come quello dell'Energia. L'analisi è stata condotta con l'utilizzo dalla banca dati AIDA dell'Università di Catania

C’è un indicatore economico che esprime, meglio di tanti altri, la redditività di un’impresa, o più precisamente la sua capacità di stare sul mercato. Fra gli addetti ai lavori è noto come EBITDA margin, ovvero il rapporto fra l’EBITDA e il fatturato aziendale. L’EBITDA a sua volta è il reddito operativo lordo ed è una misura altamente segnaletica di quanto un’impresa sappia fare bene il proprio mestiere; infatti tale valore non è influenzato dalle politiche di investimento, di finanziamento, da quelle straordinarie e fiscali. Di solito, è il primo indicatore che potenziali investitori analizzano per valutare la convenienza ad entrare in partecipazione societaria con l’azienda. 

Fatturato oltre 10 milioni, EBITDA del 25 per cento

Abbiamo voluto verificare quali siano le aziende più redditizie in Sicilia. Soprattutto, in quali settori operano. Avvalendoci della banca dati AIDA dell’Università di Catania, sono state prese in considerazione le aziende con fatturato superiore a 10 milioni di euro, quindi le più grandi dimensionalmente, e poi sono state estratte solo quelle con un EBITDA margin aventi un valore superiore al 25 per cento. I dati si riferiscono agli ultimi bilanci ufficialmente disponibili, dunque al 31 dicembre 2021, ma la nostra indagine ha preso in considerazione anche l’ultimo decennio, per valutare l’andamento nel tempo di questo indicatore.

Più presenti le aziende in mercati protetti

Osservando solo l’ultimo bilancio, fra le aziende più grandi e redditizie compaiono quelle operanti nel trasporto marittimo di merci, nell’attività di ricerca e produzione di idrocarburi, nella gestione di acquedotti municipali, nei collegamenti marittimi da verso e la Sicilia, nell’adduzione di acqua potabile, nell’abbigliamento e negozi in franchising, nella gestione degli aeroporti, nei servizi per la raccolta e il trasporto di rifiuti urbani e industriali, nell’industria farmaceutica, nel settore vitivinicolo, nella torrefazione del caffè, nella raccorderia in polietilene per il trasporto di fluidi in pressione, nella produzione di medicinali e vaccinazioni per animali domestici e bestiame, nella fornitura di gas metano per usi domestici, nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, nel traghettamento di passeggeri e mezzi gommati.
Ad eccezione di quelle operanti in settori concorrenziali o di qualcuna che si trova in business di nicchia, in tutti gli altri casi si tratta di imprese che agiscono in mercati protetti e regolamentati, talora anche monopolistici per via di concessioni esclusive, in una vasta area delle utilities, dell’energia e dei trasporti.

I top performers nel decennio

Osservando invece l’intero decennio, a partire dal 2012, i top performers sono un’azienda che opera nella fornitura di gas (con un EBITDA margin medio del 50,11 per cento), una che lavora nel settore delle energie rinnovabili (con un indicatore medio addirittura del 76 per cento), un’altra che opera ancor nella fornitura di gas (con un indicatore medio del 42,36 per cento), un’azienda operante nella distribuzione dei carburanti (66,89 per cento come valore medio in dieci anni) ed ancora un’altra nella distribuzione del gas (57,60 per cento). 
Tra i top performers c’è pure un grande centro commerciale (53,12 per cento l’EBITDA margin medio in dieci anni).
L’indagine sommaria svolta è solo descrittiva. Non predice nulla, anche perché per molte di queste aziende non si prefigurano a breve cambiamenti di governance. Nel caso si verificassero però mutamenti degli assetti proprietari, i nuovi padroni si troverebbero a gestire aziende che hanno dimostrato di essere molto redditizie.   

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Rosario Faraci
Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987.

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