Emergenza randagismo, in Sicilia non si può più uscire di casa: in attesa dei fondi | Per adesso pagano i cittadini

La Regione siciliana stanzia 3,5 milioni per i Comuni nella lotta al randagismo. Enna tra costi, canili e il ruolo cruciale dei volontari. Un aiuto concreto?

Emergenza randagismo, in Sicilia non si può più uscire di casa: in attesa dei fondi | Per adesso pagano i cittadini
La Regione siciliana stanzia 3,5 milioni per i Comuni nella lotta al randagismo. Enna tra costi, canili e il ruolo cruciale dei volontari. Un aiuto concreto?

La Regione Siciliana ha destinato 3,5 milioni di euro per il 2026, a supporto dei Comuni nell’affrontare le spese per la gestione e il ricovero degli animali randagi. Queste risorse saranno ripartite in base ai costi sostenuti nel 2025 per l’ospitalità dei cani in strutture pubbliche o private convenzionate, mirando a una gestione più attenta del benessere animale. Luisa Lantieri, deputata regionale di Forza Italia, ha sottolineato l’importanza di questo sostegno per le amministrazioni locali, impegnate da anni. “Dietro ogni rifugio non ci sono solo numeri e risorse economiche, ma soprattutto persone“, ha dichiarato Lantieri, riconoscendo il ruolo **indispensabile** dei volontari, “vero motore e cuore pulsante di tutto il sistema”, che quotidianamente si dedicano alla cura di cani e gatti in condizioni difficili.

Anche Enna e i comuni limitrofi percepiscono in modo significativo il problema del randagismo. Qui, associazioni animaliste, volontari e istituzioni locali collaborano attivamente con progetti di cura, accoglienza e controllo della popolazione animale. L’impegno sul territorio è costante, come dimostrano le recenti segnalazioni di cani randagi in aree cittadine frequentate dalle famiglie, evidenziando l’urgenza di interventi coordinati e duraturi.

Iniziative e progressi: la realtà di Enna

Iniziative e progressi: la realtà di Enna

Le iniziative e i progressi che definiscono la realtà dinamica di Enna.

 

Sul territorio ennese, diverse iniziative stanno contribuendo a mitigare l’emergenza randagismo. Tra le più significative spicca il progetto del rifugio “Palle di Pelo”, promosso dalla sezione locale dell’OIPA. Questa struttura funge da **centro di prima accoglienza** per animali soccorsi, offrendo aree dedicate alla nursery, box di isolamento, spazi di sgambamento e un’infermeria. Il suo ruolo è cruciale per ospitare temporaneamente i cani in attesa di sterilizzazione, cure essenziali e, in ultima analisi, l’adozione.

Un altro pilastro nella gestione del benessere animale è la clinica veterinaria pubblica dell’ASP, attiva a Enna dal marzo 2022. Nata dalla riconversione di locali di un ex ospedale, questa struttura si dedica alla fornitura di servizi sanitari vitali, tra cui microchippatura e sterilizzazione di cani randagi da tutta la provincia. La clinica consente inoltre interventi chirurgici, diagnostica avanzata e il primo soccorso per animali feriti o malati, rappresentando un punto di riferimento medico-veterinario **essenziale**.

I dati forniti dall’Azienda Sanitaria Provinciale evidenziano l’impatto positivo: oltre 3.000 identificazioni tramite microchip e 505 interventi di sterilizzazione e castrazione (150 nel 2022, 245 nel 2023 e 110 nel 2024). A livello amministrativo, l’ASP di Enna ha anche siglato un protocollo con il Comune di Barrafranca per rafforzare l’identificazione, controllare le nascite e ridurre gli ingressi nei rifugi incentivando le adozioni e le **campagne informative**.

Criticità, impegni civici e futuro del randagismo

Criticità, impegni civici e futuro del randagismo

Randagismo: criticità, impegni civici e il futuro da costruire.

 

Nonostante i progressi, la realizzazione di un canile comunale a Enna è rimasta per anni una richiesta pressante. Petizioni miravano a inserire la costruzione di tale struttura tra le priorità politiche locali, con un progetto che prevedeva locali attrezzati e la capacità di ospitare fino a circa 400 cani. L’assenza di una struttura adeguata ha spesso rappresentato un limite significativo per una gestione più organica del problema.

Parallelamente, sono state emanate ordinanze comunali mirate all’identificazione obbligatoria dei cani domestici e a campagne di controllo dei randagi. Queste misure hanno l’obiettivo di arginare fenomeni di abbandono e di contenere le migrazioni di animali, contribuendo a una maggiore responsabilizzazione dei proprietari e a una migliore gestione del territorio.

Un’iniziativa concreta promossa dal Comune di Enna è il programma di adozione incentivata. Per ogni cane adottato dal canile convenzionato da almeno nove mesi, microchippato e sterilizzato, viene riconosciuto un contributo economico annuale di 600,00 Euro. Questa somma è destinata a coprire spese essenziali come cibo, antiparassitari, accessori e prestazioni sanitarie, fornendo un **incentivo tangibile** per le famiglie.

Il quadro regionale e nazionale offre dati utili, seppur frammentari. La Sicilia ha riportato 7.537 ingressi nei canili sanitari, circa 2.952 adozioni e oltre 5.399 sterilizzazioni di gatti nel 2022. Tuttavia, la disponibilità di numeri aggiornati e omogenei per tutte le province, inclusa Enna, rimane un punto critico a causa della mancanza di una raccolta costante dei dati. Questa lacuna rende **difficile valutare l’efficacia** delle politiche e programmare interventi futuri con precisione.