Rasa al suolo, il dramma di Niscemi sembra non finire | Completamente cancellata: la notizia in queste ore

A Niscemi, 137 edifici rischiano l’abbattimento dopo una frana. Tra indagini, AI e la rassicurazione del sindaco, la città cerca di capire il suo destino. Un’emergenza senza eguali.

Rasa al suolo, il dramma di Niscemi sembra non finire | Completamente cancellata: la notizia in queste ore

Niscemi_-_focusicilia_1280

Un’ombra pesante si allunga su Niscemi, la piccola città siciliana che si trova ad affrontare uno scenario di devastazione senza precedenti.

La convivenza quotidiana tra le innocenti melodie dell’inno cantato nelle scuole e il sordo rumore delle discussioni su demolizioni e indagini penali è il simbolo di una comunità scossa. Una frana di proporzioni drammatiche ha ridisegnato per sempre il volto di questa terra, lasciando dietro di sé una scia di paura e incertezza.

Il dato che più di ogni altro gela il sangue è quello fornito dalle istituzioni: ben 137 edifici sono destinati all’abbattimento. Queste abitazioni, erette a ridosso del costone che ha ceduto, sono state giudicate irrecuperabili sia dalla Protezione civile che dalla Regione. Le parole del governatore siciliano Renato Schifani non lasciano spazio a interpretazioni: «Entro 50 metri dal fronte della frana non rientrerà più nessuno». Una frase che suona come una condanna, significando che queste case sono destinate a crollare da sole o verranno rase al suolo. La preoccupazione è palpabile, l’urgenza di comprendere il proprio destino assale ogni abitante.

L’inchiesta si stringe: intelligenza artificiale per scoprire la verità

L'inchiesta si stringe: intelligenza artificiale per scoprire la verità

L’IA stringe il cerchio dell’inchiesta per scoprire la verità.

 

Mentre Niscemi tenta faticosamente di rialzarsi, la Procura di Gela accelera il passo con un’inchiesta che promette di non fare sconti a nessuno. Il procuratore Salvatore Vella ha espresso una linea dura: «Non faremo sconti a nessuno». L’indagine, focalizzata sui reati di disastro colposo e danneggiamento da frana, mira a chiarire se l’evento fosse prevedibile e, soprattutto, prevenibile. Documenti e segnalazioni accumulate nel corso del tempo sembrano suggerire che le avvisaglie non mancassero. Vella assicura che i primi indagati arriveranno presto, senza escludere nessuno, «a qualsiasi livello, anche apicale». Due i principali filoni investigativi: la stabilità del versante e il peso dell’edificazione selvaggia cresciuta sul pianoro, oltre alla gestione delle acque.

Per svelare una storia che affonda le radici nel lontano 1997, anno della prima frana, la Procura si avvarrà di strumenti all’avanguardia: l’intelligenza artificiale. Questa tecnologia innovativa sarà impiegata per incrociare una mole imponente di dati, dai documenti amministrativi alle immagini satellitari fornite dall’Agenzia spaziale italiana. Un team di tre consulenti dell’Università di Palermo, esperti in scienze della Terra, affiancherà questo complesso lavoro. Un approccio tecnologico per un evento che, nelle parole del procuratore, «non ha eguali in Europa» e che ad oggi conta oltre 1.300 sfollati, decine di edifici crollati o a rischio, scuole chiuse e centinaia di studenti trasferiti altrove.

Il sindaco rassicura: «Niscemi non si sposta, recupereremo il nostro futuro»

Il sindaco rassicura: «Niscemi non si sposta, recupereremo il nostro futuro»

Il sindaco rassicura che Niscemi non si sposta, il futuro sarà recuperato.

 

In un contesto così carico di tensione e incertezza, la voce del sindaco Massimiliano Conti si leva ferma e decisa. Respingendo categoricamente l’ipotesi di una “new town” altrove, Conti afferma con forza: «Niscemi resta dov’è. Non ha senso parlare di new town». Il primo cittadino sottolinea l’ampiezza del tessuto urbano e la forza di una comunità di 25 mila abitanti. La strategia dell’amministrazione comunale è chiara: puntare al recupero degli immobili sfitti o in vendita. Un bando imminente servirà a censire queste proprietà per offrire una sistemazione dignitosa a chi ha perso la propria casa.

Il sindaco, inoltre, riflette sulla consapevolezza storica del rischio: «Non credo che in passato ci fosse piena consapevolezza di una situazione così grave», aggiungendo che solo 28 anni dopo la frana del ’97 sono finalmente arrivate le risorse per i ristori e le demolizioni rimaste in sospeso. Tuttavia, un barlume di speranza emerge dalle recenti verifiche della Protezione civile, che assicura che la fascia di sicurezza di 150 metri garantisce oggi protezione e che il movimento della frana starebbe rallentando. Questa evoluzione potrebbe significare che alcune abitazioni, dopo ulteriori e approfondite verifiche, potrebbero essere restituite ai legittimi proprietari, attenuando in parte l’enormità della crisi.