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Reati ambientali: Sicilia al primo posto per i devastanti incendi

Il rapporto Ecomafia 2022 di Legambiente, fa registrare solo una lieve flessione dei casi rispetto al 2021: sono 30 mila in Italia e quasi il 44 per cento si concentra in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il maggior numero di arresti nel ciclo dei rifiuti. Messina quinta in Italia

In Italia nel 2021 le ecomafie continuano ad affondare le loro radici nell’ambiente, spinte da interessi trasversali in cui si intrecciano sempre di più criminalità ambientale, economica e organizzata in un triangolo perfetto. Il risultato è un attacco diretto, nudo e crudo, grazie anche ad una spinta maggiore della corruzione e degli illeciti amministrativi. A fare il punto con dati e storie è il nuovo report Ecomafia 2022, realizzato da Legambiente con il sostegno di Novamont e edito da Edizioni Ambiente. “Mentre il dato complessivo nazionale, dopo alcuni anni sempre in crescita – dichiara Giuseppe Alfieri, presidente di Legambiente Sicilia – registra una flessione dei numeri della criminalità ambientale, la Sicilia purtroppo rimane sempre ai primi posti in Italia, insieme alla Campania, alla Puglia e alla Calabria, sia per numero di reati commessi sia per quanto riguarda il numero di denunce e di arresti. Uno dei dati nazionali in netta crescita rispetto all’ultimo Rapporto, soprattutto per quanto riguarda la Sicilia, è purtroppo quello degli incendi, che devastano i nostri territori e contribuiscono alla perdita di biodiversità delle nostre aree naturali”.

Ecocriminalità, Messina al quinto posto in Italia

Anche nel 2021 sono le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa a subire il maggiore impatto dell’ecocriminalità: in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si concentra, infatti, il 43,8 per cento dei reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. Il ciclo del cemento guida la “classifica” delle filiere illegali, con 9.490 reati (31 per cento del totale), ma il maggior numero di arresti, ben 287, è scattato nel ciclo dei rifiuti, con un dato in crescita del 25,9 per cento rispetto al 2020, così come quello dei sequestri (3.745, con un incremento del 15 per cento). Da segnalare la “performance” della provincia di Messina, assente dalla classifica dello scorso anno e che si colloca al quinto posto, subito dopo Salerno, con 798 reati ambientali accertati. La provincia di Palermo è seconda in Sicilia per numero di reati contestati, pari a 458. Nel periodo preso come riferimento dal Rapporto, nella nostra regione sono state denunciate 2.720 persone con 11 arresti compiuti dalle forze dell’Ordine. I sequestri sono stati 933 mentre rimane alto anche il numero di illeciti amministrativi rilevati in Sicilia.

Le “mazzette” nel ciclo dei rifiuti

Nel periodo in cui si è svolto il monitoraggio, dal 16 settembre 2021 al 31 luglio 2022, Legambiente ha censito 115 inchieste in cui le “mazzette” hanno facilitato l’aggiudicazione di appalti per la gestione dei rifiuti per la realizzazione di opere pubbliche o la concessione di licenze edilizie. Al primo posto figura la Campania (19), seguita da Calabria (16), terza la Sicilia (13). Tornano a crescere i reati contestati nel ciclo dei rifiuti, che dagli 8.313 del 2020 passano a 8.473 (+1,9 per cento), più di 23 al giorno. Dal punto di vista territoriale, la Campania rimane  la  regione  con  il  numero più alto di infrazioni, pari a 1.629, più del 19 per cento sul totale nazionale, seguita dal Lazio, con 767 (9,1 per cento sul totale nazionale) e dalla Sicilia che scala la classifica  fino  alla  terza  posizione  (763). Sul fronte dei roghi, nel 2021 sono stati accertati 5.385 reati, il 27,2 per cento in più rispetto al 2020. Sono cresciute anche le persone denunciate (658, con un incremento del 19,2 per cento). A dispetto della gravità del delitto di incendio boschivo permangono difficoltà nell’individuazione dei responsabili dei roghi, sebbene il dato relativo agli arresti sia salito a 39 persone. La regione più colpita è stata la Sicilia, sia come numero di reati (993), sia come ettari attraversati dalle fiamme (81.590, il 51,3 per cento del totale nazionale).

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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