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Regione, impugnate norme su forestali e precari. “Esercizio provvisorio salvo”

Il governo Draghi contesta due articoli della legge che autorizza le spese dell'Ente in attesa del bilancio 2022. Per l'assessore all'Economia Gaetano Armao la parte finanziaria "non è minimamente scalfita", e si lavora per approvare il bilancio "nelle prossime due settimane"

Esercizio provvisorio bocciato, anzi no. Nel duello legislativo tra Roma e Palermo entra anche la legge 1/2022, che autorizza per quattro mesi le spese della Regione siciliana in attesa dell’approvazione del Bilancio 2022. Il governo Draghi ha deciso di impugnare due articoli, relativi ai concorsi per l’assunzione dei forestali e alla proroga dei contratti per i lavoratori precari dell’Aras, Associazione regionale allevatori della Sicilia. “Si tratta di due disposizioni che per comodità sono state inserite in questa legge, ma che non c’entrano nulla con l’esercizio provvisorio, che il Governo non ha minimamente scalfito”, spiega a FocuSicilia Gaetano Armao, assessore all’Economia e vicepresidente della Regione siciliana. Nessun rischio finanziario, insomma, “in attesa dell’approvazione del bilancio, su cui stiamo lavorando proprio in questi giorni”. Parole che non rassicurano il segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagallo, che ricorda “il record di leggi impugnate in questa legislatura” e chiede al governo Musumeci di “non lasciare le casse della Regione vuote e la Sicilia tra incertezze e precarietà”.

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Quattro impugnative in tre mesi

L’impugnativa è stata decisa dal Consiglio dei ministri del 28 marzo, su proposta del ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. Per Roma le norme su forestali e precari Aras “violano l’obbligo di copertura finanziaria” ma anche “le competenze attribuite alla Regione dallo Statuto speciale”. Per tali ragioni il Governo “ritiene sussistano i presupposti per l’impugnativa alla Corte Costituzionale”. Una formula ben nota alla Sicilia, visto che nel 2021 sono state 15 le leggi regionali finite al vaglio della Suprema Corte. Il 2022 non sembra andar meglio. Il 21 gennaio l’Esecutivo ha impugnato la legge 28/2021, contenente “Norme in materia di funzionamento del Corpo forestale”. Il 31 gennaio è stato il turno della legge 29/2021, contenente “disposizioni varie” tra cui le retribuzioni dei lavoratori regionali dei beni culturali. Il 24 febbraio è toccato alla legge 35/2021, contenente “Variazioni al bilancio della Regione per il triennio 2021-2023”. Conti alla mano, quattro impugnative in meno di tre mesi. Una media peggiore di quella del 2021, quando le leggi impugnate nel primo trimestre dell’anno erano state soltanto due.

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La norma sugli operatori forestali

Scendendo nel dettaglio delle ultime disposizioni contestate, l’articolo 9 della legge 1/2022 stanzia tre milioni di euro “per l’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione del personale del Corpo forestale”. Una somma già stanziata con la legge 28/2021, impugnata il 21 gennaio. Il governo Musumeci ha cercato di “aggiustarla” con una nuova formulazione, per superare i rilievi di illegittimità costituzionale. Secondo Roma il tentativo è fallito, in quanto l’articolo “risulta affetto dalle medesime illegittimità già riscontrate sulla norma modificata, contrastando con i principi di obbligo di copertura finanziaria”. Per quanto riguarda l’articolo 10, esso consente all’Istituto sperimentale zootecnico di continuare ad assumere, per ulteriori due anni, i lavoratori licenziati dalle associazioni regionali degli allevatori della Sicilia, “con contratti a tempo determinato e in deroga ai limiti vigenti, attingendo da un albo appositamente costituito”. Una norma contestata da Roma, a partire dalla mancanza di “presupposti di temporaneità ed eccezionalità” che legittimerebbero l’intervento.

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La contromossa della Regione

Secondo Armao si tratta di rilievi marginali, che non dovrebbero portare problemi sul piano pratico. “Il Governo ritiene insufficiente il quadro finanziario dei dipartimenti interessati, Ambiente e Agricoltura”. L’assessore all’Economia non è d’accordo. “Le risorse sono già stanziate, non ne servono di nuove. Infatti i dipartimenti hanno chiesto di resistere in giudizio per tutelare la loro posizione”. La palla passa dunque all’Ufficio legale della Regione siciliana (ma potrebbero essere incaricati anche professionisti esterni), che dovrà contestare le conclusioni del consiglio dei Ministri di fronte alla Corte Costituzionale. Nel frattempo le attività potrebbero continuare. “Mi dicono che il concorso dei forestali e le proroghe dei precari potrebbero andare avanti”. L’esercizio provvisorio, in ogni caso, è escluso dalla questione. “Il documento finanziario è stato ritenuto ineccepibile da Palazzo Chigi. Le opposizioni che in queste ore hanno parlato di bocciatura dovrebbero informarsi meglio”, dice il vicepresidente della Regione.

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L’obiettivo del Bilancio 2022

Per Armao non c’è alcun record negativo di impugnative. “Scorrendo il database del Dipartimento alle Autonomie si trovano decine di leggi di altre regioni, basta controllare”. L’assessore invita anche a distinguere tra leggi di iniziativa parlamentare e decreti governativi. “La maggior parte delle norme impugnate escono dall’Assemblea regionale siciliana. Probabilmente da parte dell’Ars sarebbe auspicabile un filtro maggiore nella produzione legislativa”. L’attenzione del governo, sottolinea l’assessore, è concentrata sull’approvazione del bilancio 2022. “Stiamo definendo con Roma le ultime questioni amministrative e finanziarie. Poi il bilancio sarà definito e portato in Assemblea”. Secondo Armao ciò dovrebbe avvenire “nelle prossime due settimane”, in modo da rispettare il termine del 30 aprile 2022 previsto dall’esercizio provvisorio. “Siamo focalizzati su questo obiettivo, per le polemiche politiche vale l’adagio di Shakespeare: molto rumore per nulla”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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