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Retribuzioni, nel 2020 in Sicilia media in calo di 800 euro. Ragusa ultima in Italia

Da 27.072 a 26.271 euro: è questa la variazione della retribuzione globale annua nell’Isola. Un dato, fornito dal Geography index 2021 di Job Pricing, che vede un netto peggioramento soprattutto a Palermo e Siracusa. La provincia iblea si conferma invece ultima nello Stivale

Economia in crisi significa meno soldi nelle tasche degli italiani. E, quando si parla di performance economiche, quelle dei siciliani sono spesso più vulnerabili di altre. Un trend confermato anche dall’edizione 2021 del Geography Index di Job Pricing. La società di consulenza aziendale stila una classifica retributiva di tutte le province italiane. Basata su un campione di 550 mila interviste tra aziende e singoli lavoratori, l’indice porta in evidenza tutte le difficoltà del 2020, anno della pandemia globale da Covid-19, a cui i dati si riferiscono. In evidenza vi è infatti la Retribuzione globale annua (Rga), che vede a livello nazionale un calo del 2,3 per cento sul 2019, attestandosi a 29.910 euro. Valore questo su cui si basa l’intero indice: fatto cento il valore medio italiano, quello siciliano è di 87.8. Ovvero, appena 26.271 euro, in calo di circa 800 euro su 27.072 dell’anno precedente.

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Palermo e Siracusa da record. Malissimo Ragusa

Nell’indice nazionale peggio della Sicilia fanno solo Calabria, a quota 25.791 euro, e la Basilicata con 24.490 euro. L’Isola perde dunque due posizioni rispetto alla media retributiva del 2019, una performance in negativo su cui pesano in particolare i dati di Palermo e Siracusa. Il capoluogo, unica provincia della Sicilia con indice superiore a 90 rispetto alla media nazionale, si ferma al 70esimo posto in classifica sulle 107 province italiane, contro il 54esimo del 2019. Sedici quindi le posizioni perse, con 27.103 euro di Rga a fronte dei 28.080 euro dell’anno precedente. Peggio ancora, con un calo di ben 17 posizioni, fa Siracusa. Ia provincia aretusea passa da una Rga di 27.293 euro ai 26.235 del 2020, passando nella classifica nazionale dalla posizione 72 alla numero 89. Perde posizioni in classifica nazionale anche Caltanissetta, dal numero 83 al 88 con una Rga media di 26.322 euro (erano 27.258 nel 2019). Invariata invece la posizione di Ragusa: la provincia iblea si riconferma ultima in Italia per la Retribuzione globale annua, che passa da 24.509 euro a 23.592 euro del 2020: su base nazionale l’indice è di appena del 78,9 per cento sulla media nazionale.

Meno soldi, ma classifica migliore per 5 province

Non solo performance negative per la Sicilia. La provincia di Enna guadagna ben 10 posizioni, passando dalla posizione 94 alla 84 nazionale, pur con una Rga media di 26.531 euro, in calo rispetto ai 26.554 euro del 2019. Migliorano le posizioni in classifica anche di Trapani, che guadagna nove posizioni passando da 102esima a 93esima provincia italiana (Rga medio di 25.838 euro nel 2020), di Agrigento (da 96 a 91 in classifica, Rga di 26.147 euro), di Messina (da 103 a 98, Rga di 25.384 euro), e di Catania, che passa dalla posizione 89 alla 87 a livello nazionale, pur perdendo oltre 300 euro di media nella Retribuzione globale annua (26.667 euro nel 2019 contro 26.360 del 2020).

Meno ore lavorate, meno quote variabili nei salari

Secondo l’analisi del Geography Index 2021, “Se la retribuzione fissa media nazionale, che si attesta a 29.222 euro, ha chiuso l’anno con un tasso di variazione rispetto al precedente dello 0 per cento, la Rga media nazionale, pari a 29.910 euro, lo ha chiuso con il 2,3 per cento in meno rispetto all’anno 2019”. Un dato spiegabile con “il crollo delle quote variabili dei salari, esito delle chiusure aziendali e, quindi, della riduzione delle ore lavorate”. Ma a emergere è ancora una volta il divario Nord-Sud. In termini retributivi nel settore privato c’è un divario notevole con il Settentrione che si attesta a un più 3,4 per cento rispetto alla media nazionale, con un picco a Milano che si attesta ancora una volta al vertice della classifica italiana, con una Rga media di 35.329 euro (più 18,1 per cento sulla media). Nel Centro Italia c’è uno 0,1 per cento in più rispetto alla media nazionale, mentre nel Mezzogiorno la Rga è del 9,3 per cento in meno rispetto alla media nazionale. Un divario che è però, paradossalmente, meno accentuato di quello in termini di Pil pro capite, che si attesta secondo i dati Istat riportati nello studio al Nord su 36.286 euro, al Centro su 32.083 euro e ad appena 19.230 euro nel Mezzogiorno. Un divario facilmente spiegabile con la media degli occupati in rapporto alla popolazione: al Nord è del 66,6 per cento, al Centro del 62.7 per cento mentre a Sud si arriva al 44.3 per cento, sempre secondo i dati Istat 2020. Secondo l’analisi di Job Pricing “Nord e Centro gareggiano alla stessa velocità, il Mezzogiorno è, al contrario, in una costante, per quanto lenta, rincorsa”.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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