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Rifiuti: a Catania un aumento ‘obbligato’ di 90 € in bolletta, ma la città è sporca

La città ha scongiurato un nuovo dissesto ma a pagare sono sempre i cittadini e sempre i soliti. Deciso un aumento del 18 per cento della bolletta sulla spazzatura

L’aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, è stato deliberato. Il consiglio comunale della città di Catania ha dato il via libera a un incremento del 18 per cento della tariffa. Dopo l’aumento del 15 per cento del 2019 un nuovo balzello, ancora più pesante, conferma Catania la città italiana in cui si paga di più la tassa sui rifiuti. Ci hanno provato molte volte a evitare di prendersi questa responsabilità, i consiglieri etnei. Molte volte è mancato il numero legale e a nulla è valsa anche la possibilità di collegarsi da remoto. Alla fine, però, i consiglieri hanno dovuto cedere e rispondere sì a quella che il vicesindaco e sindaco facente funzione, Roberto Bonaccorsi, ha definito una scelta obbligata. Senza questa decisione sarebbe saltato l’intero bilancio di previsione dell’Ente, il cui termine ultimo di approvazione era fissato proprio al 31 agosto. L’aumento è stato molto contestato dai cittadini, che si sentono beffati. Quando questa amministrazione si è insediata aveva promesso un pronto ribasso della tariffa, previo controllo capillare di tutte le utenze dal momento in cui è emerso che solo il 50 per cento dei cittadini paga la tassa. Non solo adesso si va verso un ulteriore aumento (che pagherà chi già paga), ma nonostante l’avvio della raccolta differenziata, la città è preda dei rifiuti e i turisti ci fanno le foto ricordo.

Una scelta obbligata

Le nuove bollette aumenteranno di circa 90 euro annui. Si passa infatti da una media di 504 euro annui a 594,72 euro. Un aumento non indifferente legato soprattutto, secondo quanto comunica Bonaccorsi, al costo del conferimento in discarica (+125 per cento), a sua volta aumentato per i rincari dell’energia e dei carburanti. A nulla sembra essere valso l’avvio della raccolta porta a porta e il consequenziale aumento della differenziata. In realtà, secondo quanto scritto nelle scorse settimane da Bonaccorsi in una missiva al Consiglio, non è così. Al Comune di Catania, per il conferimento in discarica, spetterebbe un esborso in più di 26 milioni di euro che grazie alla raccolta differenziata e ai controlli comunali contro gli evasori sarebbe possibile limitare a 16 milioni. “Un dato sensibilmente attenuato, sia dall’incremento di oltre il 300 per cento della raccolta differenziata rispetto al 2018, con conseguenziali minori costi di conferimento, che dai lusinghieri risultati ottenuti, nell’attività di accertamento dell’evasione/elusione, che hanno determinato un aumento di circa 5 milioni di euro del ruolo Tari, i cui benefici si vedranno compiutamente nel 2023”. Eventuali risorse aggiuntive da parte della Regione, promettono dall’amministrazione, “saranno destinate ai contribuenti a decurtazione dell’ammontare dovuto, diminuendo l’impatto del valore tariffario”.

Le conseguenze

Per il sindaco facente funzioni, l’approvazione dei documenti è importante per gli equilibri di bilancio dell’Ente. Un’eventuale bocciatura avrebbe comportato il ripiombare “nei momenti bui del dissesto che dopo anni di sacrifici stiamo per superare”. A rischio infatti i servizi essenziali come “l’impossibilità di finanziare il servizio di raccolta dei rifiuti per i mesi restanti, con nuovi debiti fuori bilancio da riconoscere, pena l’interruzione del servizio”, ma anche “il regolare pagamento degli stipendi e il trasferimento di risorse alle partecipate”, con il pericolo di un nuovo dissesto finanziario.

Le proteste

L’annuncio dell’Amministrazione, come detto, è a dir poco impopolare. Già dal primo approdo in Consiglio comunale, a fine giugno, il nuovo Piano rifiuti e l’aumento delle tariffe Tari era stato accolto da proteste. Cittadini e associazioni si sono presentati alle sedute del Consiglio per manifestare la loro opposizione. “La città è sporca e invasa dalla spazzatura, il servizio è carente e loro vogliono aumentare la tariffa del 18 per cento. Fermiamoli!” è il leitmotiv.

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