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Rifiuti, a Siracusa e Messina la Carovana dell’economia circolare di Legambiente

L'iniziativa itinerante dell'associazione ambientalista farà tappa nei 12 comuni siciliani sopra i 40 mila abitanti ancora sotto il 65 per cento di raccolta differenziata. Le prossime tappe

Si sono concluse a Siracusa e Messina le prime due tappe della Carovana dell’Economia Circolare, l’iniziativa itinerante organizzata nell’ambito del progetto Sicilia Munnizza Free di Legambiente che, in questa prima edizione, farà tappa nei 12 comuni siciliani sopra i 40.000 abitanti, ma ancora sotto il 65 per cento di raccolta differenziata. Siracusa, con i suoi 130.000 abitanti, è la terza città siciliana, con una produzione di rifiuti pari a circa 58 mila tonnellate all’anno e 495 chili per abitante. Nel 2017 la raccolta differenziata era all’otto per cento e in quattro anni è passata al 50 per cento, grazie al sistema di raccolta porta a porta che è stato introdotto in tutta la città. Ma è ancora tanto il rifiuto indifferenziato, potenzialmente differenziabile, che purtroppo viene conferito in discarica, oltre 30 mila tonnellate annue. Messina è l’unica tra le città metropolitane siciliane che ha esteso dal maggio 2021 la raccolta porta a porta in tutta la città, ed è ha registrato in pochi mesi un significativo balzo in avanti nella percentuale di raccolta differenziata dal 30 per cento al 58 per cento.

I numeri del riciclo

Adesso, scrive Legambiente, occorre fare un salto di qualità nell’approccio culturale e gestionale del modello di raccolta differenziata per portare a percentuali decisamente più alte rispetto a quelle più attuali e che punti decisamente al recupero di materia e riciclo cosi come previsto dalle direttive europee e nazionali sull’economia circolare. Occorre riciclare entro il 2025 almeno il 55 per cento dei rifiuti urbani, il 60 per cento entro il 2030 e il 65 per cento entro il 2035. Ancora più impegnativo l’obiettivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio (plastica, vetro, alluminio, carta e cartone, legno, metalli): almeno il 65 per cento entro il 2025 e il 70 per cento entro il 2030. Obbligo di raccolta differenziata dal 2022 per i rifiuti tessili, dei rifiuti organici e dei rifiuti pericolosi domestici. Riduzione degli sprechi alimentari del 30 per cento entro il 2025 e del 50 per cento entro il 2030, attraverso l’incentivo alla raccolta dei prodotti invenduti e alla loro redistribuzione.

Rimodulare i servizi

Che questo salto di qualità si possa fare rapidamente anche nelle grandi e medie città come Siracusa è stato ben raccontato dal responsabile innovazione Andrea Bertozzi di Alea Ambiente di Forlì, la società interamente pubblica romagnola, che con i suoi 120 mila abitanti è passata in pochi mesi dallo stagnante 50 per cento del 2018 al 82 per cento, grazie ad un radicale cambiamento del modello di gestione della raccolta. “Per molti comuni sarà un impegno straordinario”, dichiara Tommaso Castronovo, responsabile Rifiuti ed Economia Circolare di Legambiente Sicilia, “che richiederà una rimodulazione dei servizi di raccolta che dovranno essere sempre più puntuali ed efficaci. Occorre puntare ad una gestione integrata e innovativa dei servizi, che vada in direzione della riduzione della produzione dei rifiuti e del recupero spinto di materia. Fondamentale risulterà l’introduzione della tariffa puntuale che premia chi è in grado di produrre sempre meno rifiuti, indifferenziati ma anche differenziabili”.

Le proposte per cambiare

“Bisognerà favorire e promuovere prodotti sfusi o con un peso ridotto di imballaggi”, continua Castronovo, “coinvolgendo attivamente in questo processo la piccola e grande distribuzione. Favorire altresì i centri del riuso e di preparazione al riutilizzo, in collaborazione con il civismo del privato sociale, al fine di rimettere in circolo, attraverso semplici interventi di sanificazione e/o di piccola riparazione, oggetti e beni che anziché finire in discarica possano essere destinati a scopi sociali e a famiglie bisognose. Ma accanto a quest’azione di gestione del sistema di raccolta devono trovare spazio e sostegno le iniziative economiche private a servizio del recupero e riciclo, capaci di creare occupazione e sviluppo durevole e sostenibile nel territorio. Emblematico come proprio nelle province di Siracusa e Messina non siano presenti impianti dedicati al recupero e trattamento dell’organico con quelli di digestione anerobica”.

Le prossime tappe

Fondamentale in questo processo di transizione verso il modello di economia circolare sarà il maggiore coinvolgimento e l’accresciuta responsabilità da parte dei cittadini nel favorire una maggiore qualità dei rifiuti differenziati, evitando contaminazioni fra tipologie di rifiuti non omogenei. Nelle due tappe appena concluse di Siracusa e Messina (dove hanno partecipato i candidati a sindaco), oltre agli approfondimenti e il dibattito con gli amministratori e gestori locali sulle modalità digestione della raccolta nel modello dell’economia circolare, sono state proposte diverse attività – animazione, laboratori del riciclo e del riuso, una stazione ecologica per la raccolta differenziata dei rifiuti – con l’obiettivo di coinvolgere e stimolare cittadini, a fare sempre meglio la raccolta differenziata e a riciclare, ma ancora prima a ridurre la produzione dei rifiuti. Le prossime tappe della carovana saranno il 21 Maggio a Palermo e il cinque giugno a Catania, per poi proseguire tra luglio e settembre con gli altri otto comuni, Caltanissetta, Trapani, Acireale, Barcellona Misterbianco, Paternò, Vittoria, Gela.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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