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Rifiuti, differenziare è facile. Nasce Nando, il cestino smart di Re-Learn

La soluzione messa a punto dalla start up mette insieme robotica e intelligenza artificiale per il riconoscimento automatico del rifiuto. Abbiamo intervistato l'ingegnere Fabrizio Custorella, di origini catanesi, co-founder dell'azienda

Ventisette anni, catanese d’origine, ingegnere meccanico al Politecnico di Torino, oggi project manager in un’azienda tedesca nel settore automotive, amante di sport e viaggi, ma anche di nuovi progetti imprenditoriali, Fabrizio Custorella è co-founder di Re-Learn, una start up che promette una rivoluzione nel campo della raccolta differenziata dei rifiuti.

Lei non è nuovo ad invenzioni e sperimentazioni per provare a “cambiare il mondo”. Da cosa nasce questo spirito creativo?

Il verbo “accontentarsi” non rientra nel mio vocabolario. Sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e fortunatamente sono circondato da persone che come me hanno questa necessità. Grazie alle start-up riesco ad aprire la mia mente a nuove sfide affrontando tematiche che si allontanano dalla mia sfera professionale ingegneristica e quindi dalla mia quotidianità.

Il progetto di Re-Learn è nato con quale business idea in particolare?

Nasce dalla volontà di un gruppo di amici ed ex studenti del Politecnico di Torino di utilizzare le competenze acquisite negli anni universitari e lavorativi per contribuire in prima linea ad un mondo più green e sostenibile. Nel 2019, durante una sera di fine estate in cui sorseggiavamo degli spritz, ci siamo soffermati sul fatto che i bicchieri in plastica usati per gli aperitivi venissero costantemente gettati nell’indifferenziata.  Istintivamente ci siamo chiesti: “Possiamo fare qualcosa a riguardo?”.

E cosa avete fatto?

È nato quindi NANDO, il nostro cestino intelligente e successivamente ReSet, il nostro servizio di monitoraggio della CO2 per i rifiuti. Re-Learn vuole guidare la transizione verso un futuro sostenibile: vogliamo rivoluzionare il sistema di smistamento dei rifiuti creando una nuova filiera circolare, dimostrando che i nostri scarti non sono rifiuti ma materia prima seconda, ossia un bene riutilizzabile che ha un valore di mercato.

Quali sono i prodotti che avete realizzato? E in cosa sono innovativi rispetto a prodotti concorrenti?

Il nostro principale dispositivo si chiama NANDO. E’ un cestino in grado di riconoscere e smistare automaticamente i rifiuti inseriti al suo interno. Con NANDO riusciamo a semplificare il processo di raccolta differenziata, rendendolo automatico, accurato ed efficiente grazie all’intelligenza artificiale e alla robotica. Abbattendo il tasso di contaminazione dei rifiuti miriamo ad ottimizzare la filiera, ridurre i costi di post-trattamento e gli scarti e diminuire di conseguenza le emissioni di CO2. La nostra tecnologia innovativa ci permette di avere dei costi di produzione di molto inferiori rispetto al mercato senza penalizzare le performance che risultano di gran lunga superiori rispetto a quelle dei competitors. Inoltre il dispositivo presenta dimensioni molto compatte garantendo una notevole facilità di installazione. 

Non vi siete fermati a NANDO. Vero?

Utilizzando il software di riconoscimento progettato per NANDO abbiamo sviluppato ReSet. Si tratta di un servizio che permette di monitorare e compensare la CO2 prodotta dai rifiuti. Ai nostri clienti basterà installare un piccolo dispositivo IOT sui propri cestini: questo strumento ci consentirà di monitorare e calcolare le emissioni di CO2 dovute a un’errata differenziazione dei rifiuti e di compensarle attraverso progetti di tutela ambientale e riforestazione. Siamo i primi a proporre un servizio che calcoli e compensi l´impronta di carbonio generata dai rifiuti.

C’è una qualche forma di proprietà intellettuale a protezione delle vostre idee innovative?

La tecnologia di NANDO é stata già brevettata. ll brevetto per invenzione è stato depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti il 27 Aprile 2021. Attualmente siamo in attesa di ricevere l’approvazione per l’estensione a livello Europeo. Nel frattempo stiamo ultimando le pratiche burocratiche per la registrazione del marchio Re Learn e ReSet.

Quale è la vostra road map per arrivare a fare impresa?

Re Learn è già una startup da Gennaio del 2021. La nostra roadmap prevede la presentazione ufficiale di NANDO all´EXPO Ecomondo di Rimini a Novembre 2021. Al momento siamo anche in contatto con aziende che hanno espresso interesse nel testare il dispositivo presso i propri uffici. ReSet, invece, è un servizio già attivo. Il nostro primo dispositivo è stato installato presso lo spazio di co-working Toolbox di Torino. Stiamo raccogliendo numerosi ordini e ci stiamo organizzando operativamente per soddisfarne la richiesta.

Pensate di ricorrere ad un partner per la industrializzazione dei dispositivi? Oppure di cedere in licenza l’uso dei dispositivi?

Sulla base delle previsioni di mercato e dei costi di realizzazione del primo dispositivo abbiamo già stilato dei piani per l’industrializzazione di NANDO con un partner tecnico. Per ReSet, invece, siamo in grado di gestire la produzione completamente in-house. Per il momento non prevediamo di concedere il brevetto in licenza, ma vogliamo esserne gli unici fruitori.

Chi è con lei nel team? E con quali ruoli e competenze?

Il team di Re Learn è abbastanza numeroso. Il background del team è al 90% ingegneristico: lavoriamo nel mercato dell’automotive, altamente tecnico e molto frenetico. Il nostro collante è sicuramente il CEO, Riccardo Leonardi. Lavora sia sul fronte business che tecnico, preoccupandosi che tutto il team lavori nella stessa direzione. La gestione dell’area business, il suo continuo sviluppo e l’individuazione di nuovi clienti è affidata ad Antonio Covato. Io mi occupo della strategia finanziaria e della gestione amministrativa. Giovanni Lucifora, Egidio Canzoniere, Federico Fedi e Simone Cavariani, invece, sono gli ideatori della tecnologia di NANDO e rappresentano il nostro team tecnico. Al core team si sono unite anche Chiara D’Adamo, Caterina Corrado e Francesca Marra. Sono le referenti della comunicazione e rappresentano un supporto fondamentale al sempre continuo sviluppo del business.

 Come sarà finanziata Re-Learn? State pensando ad investitori, ad una campagna di crowdfunding?

La fondazione di Re Learn e lo sviluppo dei dispositivi fino ad ora sono stati finanziati tramite i nostri risparmi e grazie ai premi vinti durante le competizioni per start-up (We Make Future 2020, Myllenium Award 2020, RomeCup 2021). Ovviamente siamo alla ricerca di investitori che sposino il nostro ambizioso progetto e che abbiano a cuore la sostenibilità. Stiamo valutando anche di lanciare una campagna di crowdfunding in futuro.

Pensate ad una eventuale exit strategy?

 Ad oggi non stiamo pensando ad un’exit strategy ma puntiamo ad andare oltre l’orizzonte temporale della start-up e fondare un’azienda leader nel settore dell’economia circolare. Vogliamo essere i precursori di una filiera innovativa e sostenibile e dimostrare che è possibile utilizzare la tecnologia per trasformare i rifiuti in un risorsa: si può fare impresa avendo a cuore la sostenibilità.

Pensa che nei prossimi anni ci sarà un boom di start-up sui temi chiave della sostenibilità e della circular economy?

Penso fortemente che il boom sia dettato dalla necessità: il tempo è scaduto. L’essere umano ha letteralmente abusato di ció che la natura gli ha offerto ed è arrivato il momento di affrontare attivamente la crisi ambientale. A tale scopo credo sia necessario sensibilizzare innanzitutto i cittadini sui temi della sostenibilità e della circular economy in modo da garantire una proficua collaborazione con coloro che hanno intenzione di sviluppare o che oggi stanno sviluppando soluzioni innovative a tal proposito. Sono dell’idea che le start-up green siano la chiave per futuro migliore.

Rosario Faraci
Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987.

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