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Rifiuti, sono meno ma costano di più. Tari 2023: a Catania la più cara d’Italia

Pubblicato il report di Federconsumatori Sicilia sui rifiuti nella Regione. Si va dai 594 euro del capoluogo etneo ai 267 euro di Caltanissetta, contro una media nazionale di 320 euro annui. Palermo ancora sotto il 40% per raccolta differenziata


Pagare centinaia di euro per servizi inadeguati. In Sicilia ormai è una consuetudine, specialmente nel settore dei rifiuti e le bollette della tari sono diventate troppo “salate”. Il primato nazionale va a Catania, il capoluogo di provincia più caro (594 euro il costo sostenuto nel 2023), contro una media nazionale di 320 euro annui. Nella Regione guidata dal presidente Schifani, la tariffa è aumentata del 2,6% rispetto al 2022. Federconsumatori Sicilia scatta la fotografia. I dati sono stati resi noti nell’ambito del convegno pubblico “Rifiuti: trasparenza e partecipazione per una tariffa giusta” svolto nel salone di Cgil Sicilia. Lo stato emergenziale nella regione dura ormai da tre decenni. Il Governatore forzista è stato nominato commissario dal Governo nazionale con lo scopo di costruire due inceneritori, uno a Catania e l’altro a Palermo. Ad oggi non è chiaro con che tipo di appalto saranno costruiti né come saranno gestiti i rifiuti riciclabili. Nel frattempo, continuano le stangate sulle bollette per siciliani e siciliane.

A Catania l’incremento maggiore per la Tari sui rifiuti

L’indagine prende come riferimento una famiglia tipo composta da tre persone e una casa di proprietà di cento metri quadrati. Scendendo nel dettaglio delle province siciliane, Catania (594 euro) si trova nel gradino più alto del podio. Seguono Messina (453 euro), Trapani (427 euro), Agrigento (426 euro), Siracusa (413), Ragusa (399 euro) e Palermo (313,61). Caltanissetta (267 euro) ed Enna (270 euro) le province meno care. La media regionale si attesta sui 396 euro annui (13 euro in più rispetto al 2021, con 386 euro annui). L’aumento maggiore si è registrato a Catania (+17,9%). Eppure, anche in Sicilia, come nel resto d’Italia, è in costante discesa la quantità di rifiuti smaltiti in discarica. A livello nazionale dal 63,1% del 2002 si è passati al 17,8% del 2022. La raccolta differenziata raggiunge il 65%.

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Raccolta rifiuti: a Palermo cresce solo dell’1,6%

Il tema della raccolta dei rifiuti non è il punto forte della Sicilia. Gli ultimi dati disponibili e certificati dall’Ispra, l’organismo nazionale deputato ai rilievi ambientali della Regione, non sono confortanti. Nel 2022 la Sicilia ha raggiunto per la prima volta la soglia del 50% (51,5%), ma non c’è nulla da festeggiare. Questa percentuale non rappresenta neanche il “vecchio” obiettivo europeo da raggiungere nel 2009. Avanti, ma non troppo. È stato registrato un aumento nella raccolta dei rifiuti di 3,9 punti rispetto al 2021 (fermi al 47,5%), di oltre nove punti rispetto al 2020 e di 22 punti rispetto al 2018. Scorrendo l’elenco dei capoluoghi siciliani con la percentuale più alta, la medaglia d’oro va a Trapani (77% contro il 74,2 nel 2021), seguita da Ragusa (68,1% contro il 65,9 del 2021) ed Enna (63,3% contro il 59,9 del 2021). Palermo è l’unica provincia siciliana che non supera il 40% (34,9% contro il 33,3% del 2021). Messina è il capoluogo di provincia con l’incremento maggiore rispetto al 2021 (+13,2%). Palermo fanalino di coda (+1,6%).

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Rifiuti 2023: Tari da 150 euro per una famiglia a Palermo

Per sapere quanto il costo per la gestione dei rifiuti urbani influisce sul bilancio economico familiare, l’Onf (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) ha realizzato il quattordicesimo Report nazionale su “Servizi e Tariffe sui Rifiuti”. Nel documento sono stati analizzati gli importi della Tari per il pagamento dei rifiuti nei venti Comuni italiani, capoluogo di regione. La spesa media annua che la famiglia tipo composta da tre componenti in un appartamento di cento metri quadrati ha sostenuto nel 2023 è di 334,24 euro, contro i 315,03 euro del 2020 (+9%). Genova con 501,17 euro, Napoli con 491,45 euro e Cagliari con 410,40 euro occupano i primi tre posti della classifica dei capoluoghi di provincia. Trento è la città con la più bassa Tari d’Italia con una spesa media di 168,35 euro. Seguono Potenza con 231,06 euro e Catanzaro con 268,54 euro. Palermo undicesima con una spesa media nel 2023 di 313,61 euro.

Cambio di parametri per l’analisi

Se invece prendiamo come riferimento una famiglia mononucleare, in un appartamento di 60 metri quadrati, la spesa media annua comprensiva nel 2023 è stata di 150,61 euro contro i 143,04 euro nel 2020 (+8%). Palermo al decimo posto con 149,39 euro. Erano 147,05 nel 2020, con un aumento del 2%. Napoli con 241,01 euro, seguita da Cagliari con 202,81 euro e da Perugia con 192,25 euro sono le città in cui si paga di più la Tari per un appartamento di 60 metri quadri per tre persone. Trento con 75,29 euro è ancora una volta la città capoluogo più economica per i rifiuti, seguita da Potenza con 85,16 euro e da Trieste con 119,21 euro.

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Federconsumatori: “Dalla Regione nessuna informazione”

“Il Presidente-Commissario ha già istituito un apposito Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti, dichiarando apertamente che la priorità è bruciare i rifiuti, non gestire il ciclo integrato”, commentano dall’associazione. L’obiettivo della Regione sarebbe quello di potenziare i pochi impianti di compostaggio esistenti, costruire da 9 a 12 biodigestori e almeno 2 impianti di preparazione/pretrattamento/produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario) per ogni provincia o città metropolitana. Federconsumatori, adesso, chiede informazioni certe su come verranno gestiti vetro, carta, plastica e metalli correttamente riciclati. “Verranno inviati fuori Regione, con ulteriori costi alla collettività? Verranno infilati, magari grazie a qualche deroga speciale, all’interno del materiale da inviare all’inceneritore? O saranno costruiti impianti per il riciclo dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata?”. Queste alcune domande sollevate durante il convegno. Per il presidente regionale, Alfio La Rosa, servono cinque parole chiave per affrontare l’annoso problema: trasparenza, chiarezza, partecipazione, efficienza ed efficacia.

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Mario Catalano
Mario Catalano
Giornalista freelance, sono nato a Termini Imerese. Ho conseguito un Executive master in "Scrivere e Fare Giornalismo Oggi: il Metodo Corriere - 6^ Edizione" alla Rcs Academy Business School. Nel 2018 ho vinto il Premio Cristiana Matano (sezione giornalista under 30) e sono stato finalista dell'ottava edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. Mi occupo di economia, ambiente e sanità. Mi piace raccontare storie e andare oltre la realtà che ci circonda.

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