Carburanti e pedaggi, da gennaio scatta la raffica di rincari per chi usa l’auto | Paghi ogni mese

Il 2026 porta un’ondata di rincari per carburanti, pedaggi e assicurazioni auto. Scopri come gli aumenti dal 1° gennaio impatteranno direttamente le tue tasche e il bilancio familiare.

Carburanti e pedaggi, da gennaio scatta la raffica di rincari per chi usa l’auto | Paghi ogni mese
Il 2026 porta un’ondata di rincari per carburanti, pedaggi e assicurazioni auto. Scopri come gli aumenti dal 1° gennaio impatteranno direttamente le tue tasche e il bilancio familiare.

Il nuovo anno si apre con un quadro economico che si preannuncia particolarmente complesso per le famiglie italiane. Appena superate le spese legate alle festività di fine anno, dal 1° gennaio una serie di aumenti ha iniziato a incidere direttamente su voci di spesa cruciali. Carburanti, pedaggi autostradali, assicurazioni auto e persino alcuni beni di largo consumo hanno visto i loro prezzi lievitare, innescando una reazione a catena che si riflette sui bilanci quotidiani.

Questa situazione è stata prontamente segnalata dal Codacons, che ha parlato di un avvio d’anno particolarmente “pesante” per i consumatori. L’associazione ha espresso forte preoccupazione per le nuove misure entrate in vigore, le quali rischiano di deprimere ulteriormente il potere d’acquisto e di aggravare le difficoltà economiche per milioni di cittadini, già provati da un 2025 caratterizzato da forti tensioni inflazionistiche. La combinazione di questi fattori crea un ambiente di incertezza e richiede una maggiore attenzione alla gestione delle proprie risorse finanziarie.

Il costo dei trasporti: carburanti, pedaggi e Rc auto

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Costo dei trasporti: carburanti, pedaggi e assicurazione auto sotto esame.

 

Tra i primi aumenti scattati con il nuovo anno c’è il riallineamento delle accise sul gasolio. Questa misura comporta un incremento della tassazione di 4,05 centesimi di euro al litro, con un impatto diretto sui prezzi alla pompa. Le stime governative prevedono 552 milioni di euro di maggiori entrate per lo Stato nel 2026. L’aumento non colpirà solo gli automobilisti privati, ma potrebbe ripercuotersi anche sui costi di trasporto merci, con un effetto a cascata sui prezzi finali dei beni di consumo.

Non solo carburanti: anche i pedaggi autostradali hanno subito adeguamenti tariffari. Dal 1° gennaio 2026, la maggior parte delle concessionarie ha applicato aumenti medi intorno all’1,5%. Alcune tratte, come la Salerno–Pompei–Napoli, registrano rincari più consistenti. Questo aggravio incide sia sugli spostamenti quotidiani dei pendolari sia sui viaggi più lunghi, lavorativi o di piacere.

Un’ulteriore stretta per gli automobilisti arriva dal settore assicurativo. L’aliquota applicata ai premi Rc auto per il rischio di infortunio del conducente e per l’assistenza stradale è salita in modo significativo, passando dal 2,5% al 12,5%. Questa nuova aliquota si applica a tutti i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 2026, causando un inevitabile aumento dei premi assicurativi.

Nuove tasse e l’allarme dei consumatori

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Nuove tasse in arrivo: l’allarme dei consumatori cresce.

 

Anche i fumatori dovranno fare i conti con i rincari. Le sigarette costano in media 15 centesimi in più a pacchetto, un primo passo di un aumento graduale che entro il 2028 porterà il rincaro complessivo fino a 40 centesimi. Parallelamente, sono aumentate anche le accise su tabacco trinciato, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, un segnale chiaro di una politica fiscale orientata a disincentivare il consumo.

Gli amanti dello shopping digitale, specialmente da siti extra-europei, non sono esenti. Dal 1° gennaio è entrata in vigore una nuova tassa da 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-Ue con valore inferiore a 150 euro. Questa misura colpisce in particolare gli acquisti effettuati tramite piattaforme di e-commerce asiatiche e potrebbe tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi finali per i consumatori, rendendo meno vantaggiose alcune offerte.

Il quadro generale tracciato è preoccupante. Il Codacons ha ribadito che “il 2026 si apre con una vera e propria raffica di aumenti“, che giunge in un momento di forte vulnerabilità per le famiglie italiane, già colpite dai rincari del 2025. L’associazione teme che l’effetto combinato di queste misure possa non solo deprimere i consumi, ma anche aggravare ulteriormente le difficoltà economiche di milioni di cittadini, mettendo a rischio la ripresa e la stabilità finanziaria.