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Rinnovabili, la Sicilia produce meno energia solare di Lombardia e Piemonte

Secondo il rapporto GreenItaly di fondazione Symbola e Unioncamere la produzione di energia pulita in Italia scende di un punto percentuale nel 2021 sul 2020. E la Sicilia è ancora più in ritardo, soprattutto per quanto riguarda i cosiddetti "green jobs"

Il fabbisogno energetico italiano è al centro del dibattito pubblico degli ultimi mesi, soprattutto per i rincari alle utenze domestiche e commerciali conseguenza diretta e indiretta della crisi Ucraina. Eppure l’Italia ha utilizzato più fonti fossili nel 2021 che nel 2020. La paradossale marcia indietro è riportata nell’ultima edizione del Rapporto GreenItaly, curato da fondazione Symbola e Unioncamere, che tracciano anche un profilo del responsabile: la burocrazia “tartaruga”. E la Sicilia in questo quadro è particolarmente indientro: produce meno della metà dell’energia pulita della Lombardia.

La produzione di energia pulita scende rispetto al 2020

Seppur apparente limitata a un punto percentuale – il 40,9 per cento dell’energia prodotta nel 2021 era da fonti rinnovabili, contro il 41,9 del 2020 – la diminuzione è ancora più marcata se si guarda al consumo complessivo di energia rinnovabile, sceso dal 38 per cento del totale nel 2020 al 36 del 2021. In termini quantitativi significa 113,8 TWh a fronte di 161,5 TWh da fonti fossili, mentre il restante 13 per cento viene da “saldo estero”. Nel “mix di rinnovabili italiano la parte maggiore riguarda l’energia idroelettrica (44,3 TWh), seguita dal fotovoltaico (25,1 TWh), dall’eolico (20,6 TWh), e dalle biomasse (18,2 TWh). Una piccola quota da 5,5 TWh è infine occupata dal geotermico.

La Sicilia produce meno energia solare del Piemonte

In questo quadro italiano, che come sottolinea il rapporto allontana la “tartaruga” Italia dagli obiettivi stabiliti da Agenda 2030 e dal cosiddetto Green Deal europeo, ovvero la riduzione almeno del 55 per cento delle emissioni di CO2, c’è per molta varietà tra i progressi effettuati dalle varie regioni. La Sicilia, che per posizione geografica e spazi – è la più grande regione italiana – potrebbe essere regina delle produzioni energetiche a impatto zero, produce secondo il rapporto GreenItaly poco meno di 4 GW di energia rinnovabile, con predominanza dell’eolico che rappresenta circa la metà del totale. In termini di produzione totale significa meno della metà della Lombardia, prima in Italia con oltre 9 GW, ma anche un terzo meno della Puglia (6GW) e del Piemonte (circa 5,5 GW): tutte e tre le regioni producono più energia solare della Sicilia, superando i 2 GW. Secondo un recente studio di Legambiente la Sicilia ha il triste primato di avere oltre un quarto delle richieste per nuove impianti di produzione di energia rinnovabile fermi per motivi burocratici, ovvero oltre 23 mila richieste al 2021. La causa, ancora una volta, lente procedure burocratiche e dubbi e incertezze delle amministrazioni locali, stigmatizzati dal recente caso del parco eolico delle Egadi: la realizzazione delle pale offshore inciderebbe negativamente sul fiorente settore della pesca.

In Sicilia meno di 10 lavoratori su 100 sono “green”

Quel che però emerge dal rapporto GreenItaly è che, prima ancora delle infrastrutture, mancano le competenze. Secondo i dati elaborati da Symbola e Unioncamere la Sicilia, con meno il 9,8 per cento, è sotto la media italiana del 13,7 per cento di lavoratori che rientrano nella definizione di “green jobs”, una terminologia trasversale rispetto ai settori che indica le attività, dall’agricoltura alla ricerca, che hanno la tutela ambientale come obiettivo primario nei risultati da raggiungere. Se in Italia sono 3 milioni e 950 mila gli addetti con specifiche da green job, il dato siciliano parla per il 2021 di 137 mila lavoratori totali. Tradotto sul totale italiano, significa che solo 4,4 lavoratori green italiani sono siciliani.

Le assunzioni “green” in Sicilia sono sotto la media

Il ritardo siciliano sui temi del lavoro “green” si vede anche nelle assunzioni del 2021: secongo GreenItaly queste 1,6 milioni di contratti di lavoro stipulati nel 2021 erano afferenti ai cosiddetti “Green Jobs”, il 34,6 per cento del totale. La Sicilia con 84 mila assunzioni vale appena per il 5,3 per cento, in una classifica ancora una volta dominata dalla Lombardia, che con 367 mila nuovi contratti rientranti tra i “green jobs” rappresenta oltre il 22 per cento del totale. Anche la media sul totale delle assunzioni regionali resta sotto quella italiana, con solo il 33 per cento dei contratti di lavoro stipulati nel 2021 afferenti ai cosiddetti lavori “green”.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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