Pandoro tolto dagli scaffali, non mangiatelo: il richiamo scatta in tutta Italia | Se hai questi lotti in casa portali indietro subito

Nuovi richiami per pandori di diversi marchi a causa di frammenti di PTFE. Il Ministero della Salute avvisa: non consumarli. Scopri quali lotti sono coinvolti e come agire.

Pandoro tolto dagli scaffali, non mangiatelo: il richiamo scatta in tutta Italia | Se hai questi lotti in casa portali indietro subito
Nuovi richiami per pandori di diversi marchi a causa di frammenti di PTFE. Il Ministero della Salute avvisa: non consumarli. Scopri quali lotti sono coinvolti e come agire.

Un’emergenza alimentare sta interessando i supermercati italiani, con un’estensione dei richiami per diversi lotti di pandori. Il Ministero della Salute ha lanciato un nuovo allarme riguardo alla possibile presenza di corpi estranei nell’impasto, configurando un serio rischio fisico per i consumatori. Inizialmente, il problema aveva riguardato alcuni pandori classici a marchio Vergani, ma ora l’attenzione si è spostata su altri prodotti realizzati dalla medesima azienda produttrice, la ZERO+4 SRL, con sede a Desio, in provincia di Monza e Brianza. La diffusione di questi dolci natalizi avviene tramite diversi marchi molto noti nella grande distribuzione, tra cui Piaceri Mediterranei e Novaldo, aumentando la portata del potenziale pericolo.

La causa specifica del ritiro è stata identificata nella possibile presenza di residui di rivestimento PTFE, un materiale antiaderente utilizzato negli stampi di cottura. Secondo gli avvisi ufficiali, frammenti di questo materiale potrebbero essersi staccati durante il processo produttivo e finiti all’interno del pandoro. La scoperta è avvenuta il 31 dicembre, grazie ai controlli meticolosi degli ispettori della Struttura Sicurezza Alimentare dell’ATS Brianza, presso lo stabilimento lombardo che produce pandori per conto di diversi brand e catene di supermercati. L’ATS ha chiarito che “durante la fase di cottura gli stampini si sfaldavano, rilasciando frammenti che rimanevano aderenti al prodotto finito”, una situazione che ha imposto un richiamo precauzionale per tutelare la salute pubblica.

I prodotti specifici sotto richiamo

I prodotti specifici sotto richiamo

L’elenco dei prodotti specifici sotto richiamo.

 

Il richiamo del Ministero della Salute è dettagliato e coinvolge specifici lotti di pandori, invitando i consumatori alla massima attenzione. È fondamentale non consumare i prodotti interessati e restituirli al punto vendita d’acquisto per ottenere un rimborso o una sostituzione, anche senza la presentazione dello scontrino fiscale. La lista dei pandori coinvolti include una varietà di prodotti a marchio Piaceri Mediterranei e Novaldo, con diverse farciture e scadenze.

  • Pandoro al pistacchio Piaceri Mediterranei da 700 g con TMC dal 29/01/2026 al 26/02/2026.
  • Pandoro caramello salato Piaceri Mediterranei da 700 g con TMC dal 29/01/2026 al 26/02/2026.
  • Pandoro crema limone Piaceri Mediterranei da 700 g con TMC dal 18/02/2026 al 13/04/2026.
  • Pandoro senza lattosio Piaceri Mediterranei da 650 g con TMC dal 12/02/2026 al 26/02/2026.
  • Pandoro crema cioccolato Piaceri Mediterranei da 700 g con TMC dal 18/02/2026 al 18/04/2026.
  • Apromé pandoro dolce di Natale Piaceri Mediterranei da 650 g con TMC 05/04/2026.
  • Pandoro farcito al pistacchio Novaldo da 600 g con TMC 05/03/2026.
  • Pandoro farcito al cioccolato Novaldo da 600 g con TMC 05/03/2026.
  • Pandoro classico senza lattosio da 500 g con TMC 05/03/2026.

L’elenco è preciso e richiede una verifica attenta da parte dei consumatori. La trasparenza e la rapidità nell’azione da parte delle autorità sanitarie sono essenziali per minimizzare qualsiasi potenziale rischio e garantire la sicurezza degli alimenti sulle nostre tavole, soprattutto in un periodo in cui i dolci da forno sono particolarmente apprezzati.

Come agire e tutelare la propria sicurezza

Come agire e tutelare la propria sicurezza

Agire con prontezza: consigli e strategie per tutelare la tua sicurezza.

 

La presenza di frammenti di PTFE, pur essendo un evento raro, rappresenta un concreto rischio per la sicurezza alimentare. L’ingestione di tali corpi estranei può comportare pericoli per la salute, come lesioni interne o altre complicazioni gastrointestinali. Per questo motivo, le autorità sanitarie e il Ministero della Salute hanno enfatizzato l’importanza di seguire scrupolosamente le indicazioni fornite. La prevenzione è l’unica arma efficace in queste circostanze.

Se si è in possesso di uno dei pandori elencati, è fondamentale non assaggiarlo né consumarlo. Il primo passo è controllare attentamente la marca, il lotto e il Termine Minimo di Conservazione (TMC) del proprio pandoro, confrontandoli con i dati riportati negli avvisi ufficiali del Ministero della Salute. In caso di corrispondenza, il prodotto deve essere immediatamente riportato al punto vendita dove è stato acquistato. Come specificato, non è necessario lo scontrino per ottenere il rimborso o la sostituzione, facilitando così il processo per il consumatore.

Questa situazione sottolinea l’importanza di rimanere sempre informati sui richiami alimentari e di prestare attenzione alle etichette dei prodotti. Le autorità continuano a monitorare la situazione per garantire la massima tutela dei consumatori e prevenire ulteriori rischi. La collaborazione tra produttori, distributori e organi di controllo è fondamentale per mantenere elevati gli standard di sicurezza alimentare nel nostro paese.