Safer Internet Day: il 75% dei giovani dichiara di aver subito violenza

RendereInternet più sicura. Questo lo scopo dellaGiornata mondiale per la sicurezzain Rete, meglio conosciuta come “Safer Internet Day“. A promuoverla da ormai oltre vent’anni, il 6 febbraio, è laCommissione europea. Una iniziativa che ha travalicato i confini dell’Unione: a oggisono oltre 100 i Paesi aderenti. Prime vittime adolescenti e giovani, la maggioranza dei quali dichiarano di essere stati più volte vittime di violenza, anche legata alcyberbullismo. Con conseguenze negative nella propria autostima e nei rapporti sociali Secondo una ricerca che visto la partecipazione di circa4 mila studenti tra i 14 e i 26 anni, si chiamaOsservatorio indifesaed è stato realizzato daTerre des Hommes, insieme aOneDaye alla community diScuolaZooe in collaborazione conPolizia di Stato – Polizia Postale e delle Comunicazioni Lombardia. Il65 per centodei giovani dichiara di essere statovittima di violenzae tra questi il 63 per cento ha subito atti di bullismo e il19 per cento cyberbullismo. La percentuale di chi ha subito una violenza, sia fisica che psicologica,sale al 70 per cento se si considerano le risposte delle ragazzee all’83 per cento tra chi si definisce non binarioe scende al56 per cento tra i maschi. Anche le tipologie di violenza subite sono diverse tra i generi, a eccezione delle violenze psicologiche e verbali che colpiscono in egual misura maschi e femmine (71 per cento in generale e per le femmine; 69 per cento per i maschi). Leconseguenzesono spesso laperdita di autostima, sicurezza e fiducia negli altri, riscontrata dal75per cento dei giovani. Il47per cento afferma di soffrire diansia sociale e attacchi di panicocome prodotto di queste violenze. Il45 per cento hasegnalatoisolamentoe allontanamento dai coetanei. Gli altri effetti negativi sono: difficoltà di concentrazione e basso rendimento scolastico (28 per cento), depressione (28 per cento), paura e rifiuto della scuola (24 per cento), disturbi alimentari (24 per cento), autolesionismo (20 per cento). In Italia le attività del “Safer Internet Day” sono coordinate dal 2012 daGenerazioni Connesse, ilSafer Internet Centreitaliano. Quest’anno è stata prodotta una ricerca incentrata sul ruolo del nuovo grande protagonista del digitale: l’Intelligenza Artificiale. Laricerca, a cura diSkuola.nete delleUniversità di Firenze e Roma La Sapienza, ha fotografato le competenze e le abitudini di circa duemila tra studentesse e studenti. Dalla ricerca è emerso che2 adolescenti su 3hanno già fatto uso di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale “generativa” comeChatGpt, ma anche Dall-e, Midjourney, Stable Diffusione molti altri. Tecnologia in grado di creare online, in autonomia, contenuti di ogni tipo – scritti, immagini, audio, ecc – partendo da semplici input da parte dell’utente. Ma solo una minoranza, il27 per cento dei giovani,è in grado di saper spiegare il funzionamento degli algoritmi dietro le creazioni. Con il concreto rischio che testi poco accurati, o addirittura foto e video iper-realistici, vengano scambiati per reali. Nonostante questo, due giovani su tre si ritengono in grado di “controllare” gli esiti. Tematiche che, secondo gli autori dello studio, saranno sempre più al centro delle problematiche legate alla sicurezza di Internet nei prossimi anni.