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Salute, accordo tra Ismett e Centro cuore Morgagni per polo di eccellenza

In corso di valutazione un progetto clinico di rinnovamento tra il policlinico privato di Pedara e l’istituto trapianti di Palermo che fa capo all'università di Pittsburgh. La struttura catanese, con la nuova gestione congiunta presto potrebbe avvalersi anche di una chirurgia addominale per le patologie di alta complessità

Il centro Ismett di Palermo, dopo una attività ultraventennale a Palermo, è pronto a sbarcare anche a Catania. In ambienti universitari e sanitari della città è emersa la notizia di un imminente e possibile accordo tra uno dei colossi della ospedalità privata della città, il centro Morgagni e il prestigioso istituto trapianti che fa capo all’Università di Pittsburgh, per un accordo che porterà alla costituzione di una nuova  società che così farebbe entrare nel consiglio di amministrazione del policlinico privato i rappresentanti del centro medico di alta specializzazione di Palermo. L’intesa  riguarderà l’entrata dell’Ismett nel cda del “centro cuore” Morgagni, polo che si trova a Pedara, nell’hinterland catanese e già punto di riferimento di migliaia di pazienti ogni anno. Una simile intesa accrescerebbe il potenziale di offerta e il Centro cuore diventerebbe un polo internazionale della cardiologia e della cardiochirurgia. Successivamente sono previste anche altre specialistiche.

La Morgagni conferma

Interpellato per una conferma il policlinico Morgagni ha spiegato e confermato la notizia che da giorni circola a Catania. “E’ in corso di valutazione un progetto clinico di rinnovamento del centro Cuore Morgagni, attraverso l’ingresso del centro medico dell’Università di Pittsburgh (Upcm) e dell’Irccs Ismett di Palermo storicamente gestito da Upcm. Il nuovo centro sarà dedicato alle alte specialità, tra cui cardiochirurgia e chirurgia addominale per le patologie di alta complessità. Al momento si tratta di una iniziativa che verrà realizzata attraverso la rimodulazione dell’attuale assetto del gruppo Morgagni, da 50 anni operante sul territorio, con il solo apporto gestionale e professionale proveniente da Upcm e Ismett”. “L’iniziativa – dichiara in una nota il presidente del Cda Morgagni, prof. Sergio Castorina – è volta a conferire un valore aggiunto alla sanità catanese, grazie al comprovato livello qualitativo di Upmc e del gruppo palermitano che troverebbe nell’unione con Morgagni una elevata possibilità di espressione”.

Un polo ad alta specializzazione

La nascita di un colosso della cardiologia privata di simili proporzioni e levatura non potrà che essere  salutato con estrema positività  da tutta la Sicilia perché farebbe di Catania e della Sicilia orientale un polo di attrazione per tutto il bacino del Mediterraneo e dell’Italia meridionale e consentirebbe di accrescere quella offerta sanitaria che in passato non ha consentito di ridurre significativamente il ricorso ai cosiddetti viaggi della speranza dei siciliani verso le strutture del Nord.

La crescita delle strutture private

Non è un mistero che già l’apertura, l’anno scorso, del grande e moderno centro oncologico dell’Humanitas abbia fatto fare un significativo passo avanti a tutta l’ospedalità dell’isola, con numeri che fino a prima della sua apertura erano inimmaginabili. Basti pensare che per la nuova disciplina dell’ortopedia, affidata al primario Giuseppe Mazziotta, per un intervento bilaterale dell’anca i tempi di attesa, con visita oggi, sono fissati non prima della fine dell’anno. Tempi lunghi all’Humanitas anche per una visita di gastroenterologia. Ci vogliono all’incirca due mesi per essere visitati dal primario Giacomo Bonanno, ex colonna portante per tantissimi anni della Gastroenterologia dell’ex Ove.

Chirurgia robotica all’Humanitas

Dopo l’intesa (o la pace) con la Regione, l’Humanitas potrebbe presto ulteriormente crescere inserendo altre discipline e altre diagnostiche. Tanto per non andare lontani sempre il dott. Mazziotta presto dovrebbe partire con la chirurgia robotica per la protesica del ginocchio. Una nuova  tecnica che dovrebbe accorciare anche i tempi di riabilitazione. L’imminente arrivo di Ismett a Catania consentirà anche di accrescere quella competitività tra pubblico e privato, con la speranza che poli pubblici già di una certa evidente  levatura, come il padiglione delle Alte specialità del Policlinico di Catania, accrescano il loro livello qualitativo e di specializzazioni. Questa sana competitività non potrà che fare bene a tutta la sanità che ha fatto negli ultimi anni di Catania il centro nevralgico di tutto il bacino siciliano e non solo.

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista con un passato di redattore esperto per molti decenni al quotidiano "La Siclia". Ha collaborato attivamente con diverse testate regionali e nazionali e per anni con l'agenzia stampa "Quotidiani associati". Attualmente collaboratore di diverse testate giornalistiche nazionali e regionali e in particolare de "Il dubbio", il "Fatto quotidiano" e "Domani".

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1 commento

  1. Sicuramente diventerà un centro di eccellenza ed arricchirà il panorama siciliano.
    È necessario valorizzare i giovani medici che forniscono il contributo più importante nella società.

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