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Sanità, il caso Caltagirone: ora è allarme per la cronica mancanza di medici

Il grave episodio della Rete dell’infarto di Caltagirone, a un passo dalla sospensione, ha riaperto il tema della mancanza di medici specializzati in discipline salvavita. Accordo tampone tra le aziende, ma all’Asp un medico di un’altra azienda costerà 120 euro l’ora

Sospensione, seppure per pochissimo tempo, della rete Ima (Infarto del miocardio acuto) e rischio paventato che anche tutta la Cardiologia venisse sospesa per carenza di medici. A svelare i retroscena di una vicenda a dir poco paradossale che già era di dominio pubblico in tutti gli ambienti sanitari della provincia è stata l’Asp di Catania che con una nota del direttore generale ha chiarito cosa era accaduto all’ospedale di Caltagirone. Una vicenda che è stata oggetto anche della commissione Sanità all’Ars che in un incontro con l’assessore alla Salute Giovanna Volo ha messo a nudo quali sono oggi i problemi che assillano soprattutto i piccoli ospedali della provincia etnea che da tempo combattono con una cronica carenza di figure mediche professionali soprattutto nei comparti salvavita.

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Servizio garantito fino a marzo

Nel comunicato stampa l’Azienda provinciale spiega che “Il nodo della Rete Ima dell’ospedale di Caltagirone è ritornato operativo”. L’Asp ha aggiunto che ciò è stato possibile grazie a un accordo con tutte le aziende sanitarie. “Presso i locali della direzione generale – si legge nel comunicato – le direzioni dell’Asp e quelle delle tre aziende ospedaliere cittadine, insieme al referente della Rete Ima del bacino Ct-Rg-Sr, stante la gravissima carenza di personale dirigente medico cardiologico presso l’Uoc di Cardiologia dell’ospedale di Caltagirone, nodo della rete Ima, hanno condiviso una programmazione di azioni nel breve e nel medio periodo per garantire la piena funzionalità del citato nodo. A partire da oggi e fine al mese di marzo 2023, grazie alla sinergia con le Unità operative di Cardiologia delle aziende ospedaliere cittadine, i cui direttori erano presenti all’incontro, saranno assicurati i turni scoperti presso la Cardiologia di Caltagirone”.

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I retroscena della vicenda

La situazione rischiava di esplodere in tutta la sua gravità da alcuni giorni ed è stata oggetto anche di una serie di continue interlocuzioni tra il neo assessore regionale alla Sanità e i direttori generali di tutta la provincia. Giovanna Volo ha spinto affinché venisse siglato un protocollo di intesa tra le aziende cittadine e l’Asp. La Volo rispondendo, durante in incontro in commissione Salute al deputato Pd, Giovanni Burtone, sindaco di Militello (anche lui medico Cardiologo) ha spiegato che “si sono riuniti tutti i direttori generali che hanno con le altre aziende deciso, (oltre sembra al protocollo d’intesa in precedenza siglato dal Policlinico con l’ospedale Gravina, ndr), di creare un dipartimento interaziendale per superare le emergenze”. “In questo caso – ha aggiunto l’assessore – l’intendimento a collaborare ha certamente risolto un momento di difficoltà che per fortuna siamo riusciti ad evitare. Ho telefonato a tutti i referenti e abbiamo trovato la soluzione. Però questo è un caso. Adesso dobbiamo lavorare per superare in toto queste emergenze”.

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Protocollo d’intesa tra Policlinico e il “Gravina”

Come prima azione l’Asp era riuscita con il supporto dell’assessore Volo a siglare, sembra due giorni fa, un protocollo d’intesa, cui ha fatto seguito quello definito con tutti i direttori della sanità catanese per garantire tutti i turni scoperti al “Gravina” in uno dei settori salvavita più delicati. Il coordinamento dell’intero accordo interaziendale è stato demandato al direttore dell’Uoc di Cardiologia del Policlinico-San Marco, d’intesa con il responsabile della Cardiologia di Caltagirone.

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Costi importanti per garantire i turni

Facendo un rapido calcolo di quanto costi all’Asp coprire alcuni turni alla Cardiologia del Gravina, sembra che ogni ora del medico che verrà temporaneamente destinato all’ospedale Calatino costerà all’incirca 120 euro l’ora. Per un turno di sei ore il costo del sanitario sarà di 720 euro ai quali potrebbero aggiungersi altri soldi se il medico sarà chiamato a coprire più ore. Per un turno notturno si parla di una quota pari a 1400 euro a notte. Un po’, anche se con cifre diverse, quello che è accaduto all’ospedale di Lipari, dove per garantire i turni estivi in vari reparti, l’Asp di Messina ha emanato un bando per i reperimento dei medici offrendo loro una paga di 80 euro all’ora ai quali aggiungerne altri 50 ora per il turno notturno. E allora la domanda che sorge spontanea è: come mai un tutto questo tempo i vertici regionali e quelli nazionali non abbiano pensato anche a un incentivo per reperire medici specializzati da tutte le parti d’Italia se non addirittura dall’estero, per evitare che la salute pubblica finisca per diventare una emergenza nelle emergenze?

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“Carenze in tutti i reparti”

“È da tempo che accusiamo carenze croniche di organico in settori delicati della sanità ospedaliera, in tutti gli ospedali della provincia gestiti dall’Asp, tranne in quello di Acireale. La situazione sta diventando esplosiva e servono interventi celeri e decisi per superare l’impasse, altrimenti non ha senso tenere aperti alcuni ospedali se poi a stento possiamo garantire talvolta un solo medico di turno nel pronto soccorso, come è accaduto a Militello, o le croniche carenze d’organico all’ospedale di Giarre, il cui pronto soccorso è stato riaperto per ferma convinzione dell’ex assessore Ruggero Razza su input dell’allora presidente Nello Musumeci (Oggi ministro al Mare e Protezione civile ndr). Se non si riesce a superare questa gravissima problematica la salute dei cittadini è messa a rischio”. Spiega un dirigente Asp che in questo delicato momento preferisce mantenere l’anonimato.

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Le richieste dei sindaci

“I sindaci del Calatino e non soltanto questi chiedono da sei mesi una attiva collaborazione tra le aziende sanitarie della provincia attraverso accordi interaziendali”. Lo ha ha detto il deputato Burtone all’assessore Volo -. Ma finora abbiamo avuto sempre una risposta negativa dalle aziende. Ora mi fa piacere che lei, assessore, sia riuscita a portare alla ragionevolezza tutti gli attori, ma purché non si tratti di un caso specifico”. “Tutti gli ospedali del territorio, eccetto Acireale – ha aggiunto il deputato – sono sottodimensionati. Negli ospedali della città arriviamo a una copertura del 90 per cento degli organici. Nell’ospedale di Militello la copertura è del 30 per cento”. Burtone ha stigmatizzato anche sui piani relativi all’utilizzo dei medici di famiglia in poliambulatori, altro punto nodale del funzionamento di una medicina del territorio che appare ben lontana dall’efficienza in un eventuale rapporto di collaborazione con gli ospedali.

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista con un passato di redattore esperto per molti decenni al quotidiano "La Siclia". Ha collaborato attivamente con diverse testate regionali e nazionali e per anni con l'agenzia stampa "Quotidiani associati". Attualmente collaboratore di diverse testate giornalistiche nazionali e regionali e in particolare de "Il dubbio", il "Fatto quotidiano". Nel recente passato anche collaboratore del "Domani".

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