In Sicilia non puoi più morire, aumento spropositato delle tariffe cimiteriali | Solo i ricchi avranno degna sepoluta

A Paceco, la giunta comunale ha approvato rincari astronomici per i servizi cimiteriali. Le famiglie affronteranno costi raddoppiati e triplicati per tumulazioni e loculi, rendendo la perdita un peso insostenibile.

In Sicilia non puoi più morire, aumento spropositato delle tariffe cimiteriali | Solo i ricchi avranno degna sepoluta
Nel cuore della Sicilia, un’ondata di sconcerto e indignazione sta travolgendo la comunità di Paceco e non solo.

La notizia è di quelle che toccano corde profonde, trasformando un momento di dolore in un onere economico insostenibile: i servizi cimiteriali hanno subito rincari tali da far gridare allo scandalo. Non si tratta di semplici adeguamenti inflattivi, bensì di aumenti che, in alcuni casi, hanno quasi quadruplicato le spese, ponendo un interrogativo drammatico: la dignità del commiato è ormai un privilegio per pochi?

La polemica è esplosa dopo l’approvazione delle nuove tariffe da parte della Giunta comunale, guidata dal sindaco Grammatico. A sollevare il velo su questa decisione, definita da molti impopolare e insensibile, sono stati i consiglieri comunali Michele Ingardia e Salvatore Catalano. Le loro denunce non lasciano spazio a interpretazioni ed evidenziano un quadro desolante per le famiglie già provate dalla perdita di un caro. L’espressione “a Paceco non si può neanche più morire”, pronunciata con amarezza dal consigliere Catalano, sintetizza perfettamente il disagio generale.

Questi rincari “pesantissimi”, come li ha definiti Ingardia, minano la possibilità di un addio sereno, trasformando l’ultimo saluto in una questione di bilancio. La situazione a Paceco, lungi dall’essere un caso isolato, risuona come un campanello d’allarme per l’intera nazione, sollevando questioni etiche e sociali sulla gestione dei servizi essenziali in momenti di vulnerabilità umana.

Aumenti vertiginosi che affliggono le famiglie

Aumenti vertiginosi che affliggono le famiglie

Rincari vertiginosi pesano sulle famiglie italiane, che faticano a far quadrare i conti.

 

I numeri parlano chiaro e sono a dir poco scioccanti. L’analisi dettagliata delle nuove tariffe, contenute nella delibera di Giunta n. 14 del 30 gennaio 2026, rivela incrementi che superano ogni logica di semplice adeguamento. Secondo quanto denunciato dai consiglieri Ingardia e Catalano, le tariffe per le tumulazioni hanno visto rincari fino al 140%. Ancora più gravi sono gli aumenti per le inumazioni ed esumazioni, che arrivano a toccare il 180%.

Ma il picco dell’assurdità si raggiunge con i costi per l’apertura dei loculi, dove l’aumento registra un incredibile 275%. Anche la chiusura degli stessi non è da meno, superando il 200%. Molti altri servizi minori, ma comunque necessari, hanno visto incrementi intorno al 50%. Tradotto in termini pratici, i costi per le famiglie sono letteralmente raddoppiati e in alcuni casi triplicati, per servizi che dovrebbero garantire dignità e supporto nei momenti più dolorosi.

Per rendere l’idea della gravità della situazione, il consigliere Catalano ha fornito esempi concreti. Chi aveva già pagato 2.350 euro per un loculo temporaneamente requisito nelle prime due file, ora si trova a dover sborsare altri 1.195 euro. Ancora più emblematico è il caso di chi deve affrontare l’intero processo di estumulazione, tumulazione, riduzione dei resti e ritumulazione in cassetta: il costo è passato da 497,75 euro a ben 1.037 euro, con un aumento del 100% rispetto agli anni precedenti. Cifre che rendono la gestione del lutto un peso economico insostenibile per molte realtà familiari.

Trasparenza e scelte equilibrate: il diritto dei cittadini

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Trasparenza e scelte equilibrate: pilastri del diritto dei cittadini.

 

Di fronte a rincari di tale entità, emergono inevitabilmente interrogativi pressanti. I consiglieri Ingardia e Catalano hanno posto un quesito fondamentale alla Giunta comunale: era davvero indispensabile ricorrere a incrementi così drastici? Non esistevano percorsi alternativi, magari meno onerosi per i cittadini, per bilanciare le necessità economiche del comune con il rispetto per le difficoltà delle famiglie? La sensazione è che si sia agito con poca sensibilità e, forse, con una mancanza di trasparenza nella valutazione di altre possibili soluzioni.

La questione non riguarda solo la mera gestione contabile, ma tocca profondamente i principi di giustizia sociale e di solidarietà. In un contesto economico già fragile, caricare le famiglie di costi così elevati per un servizio essenziale come quello cimiteriale rappresenta una scelta difficile da digerire. I cittadini, ha ribadito Ingardia, “meritano rispetto, trasparenza e scelte equilibrate”. Questo significa che le decisioni amministrative, specialmente quelle che incidono direttamente sulla vita e, in questo caso, sulla morte delle persone, dovrebbero essere frutto di un’attenta ponderazione e di un dialogo costruttivo con la comunità.

Il caso di Paceco diventa così un monito per tutte le amministrazioni locali: la gestione dei servizi pubblici, anche quelli meno discussi come i cimiteriali, richiede una visione che tenga conto dell’impatto umano e sociale. Trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e la capacità di sostenere i costi da parte dei cittadini è un dovere imprescindibile, soprattutto quando si parla di momenti che richiedono la massima empatia e considerazione.